A cura della redazione
Con circa il 75% delle superfici risicole coperte da polizze assicurative, il riso si colloca al primo posto tra le colture vegetali seminative in Italia, distanziando nettamente la media nazionale, che si attesta intorno al 9%. Un livello di copertura che conferma la particolare propensione del comparto a utilizzare gli strumenti assicurativi per la gestione del rischio. Il quadro emerge dall'analisi ISMEA presentata a Vercelli nell'ambito dell'incontro "Strumenti e prospettive per la prevenzione e gestione dei rischi nella filiera del riso", organizzato in occasione di Risò - Festival Internazionale del Riso di Vercelli.
Nel 2025 il valore assicurato del riso ha sfiorato i 740 milioni di euro, registrando un incremento dell'11,9% rispetto al 2024.
La distribuzione territoriale delle coperture riflette quella delle superfici coltivate: il Nord Italia concentra il 99,7% dei valori assicurati, a conferma della forte concentrazione territoriale della risicoltura italiana.
La composizione delle polizze evidenzia una prevalenza delle coperture contro le avversità di frequenza, in particolare grandine, vento forte ed eccesso di pioggia. Restano invece più limitate le coperture contro i rischi catastrofali, tra cui la siccità, che ha inciso in maniera significativa sulle produzioni nell'attuale campagna.
L'analisi ISMEA evidenzia inoltre, accanto all'elevato livello di copertura delle superfici, una minore volatilità dei costi assicurativi rispetto alla media delle colture vegetali. Elementi particolarmente rilevanti in una fase in cui le imprese agricole devono fronteggiare rischi climatici e produttivi sempre più frequenti e severi, come confermato anche dagli eventi che hanno caratterizzato l'estate 2026.
Illustrazione: macrovettore
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