Pesticidi: in Val Venosta sono pervasivi, rilevati in tutta la valle. Anche ad alta quota

Pesticidi: in Val Venosta sono pervasivi, rilevati in tutta la valle. Anche ad alta quota

Lo afferma il recente studio delle Università di Kaiserslautern-Landau e di Vienna

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16

Febbraio
2024

A cura della Redazione F&T

I pesticidi utilizzati in agricoltura "non rimangono nell'area di coltivazione, ma si trovano in tutta la valle e fino alle alte quote". È quanto ha rilevato uno studio dell'Università Kaiserslautern-Landau (RPTU) e dell'Università di Risorse Naturali e Scienze della Vita di Vienna (BOKU) che ha analizzato la situazione in Val Venosta, "la più grande area di coltivazione di mele d'Europa".
Il tema dell'uso dei pesticidi in Val Venosta, sottoposto anche a referendum nel Comune di Malles dieci anni fa, ha suscitato aspri contrasti con strascichi legali.
Ora arriva il nuovo studio pubblicato su Nature che prende spunto, come riferisce una nota dei due centri di ricerca, dall'osservazione di un calo delle farfalle in Val Venosta, sui prati di montagna. "Gli esperti - spiega la nota - hanno sospettato un collegamento con l'uso di pesticidi nella valle, e questo ha spinto Carsten Brühl dell'RPTU e il suo collega Johann Zaller della BOKU a indagare sulla distribuzione dei pesticidi nell'ambiente della valle".

I ricercatori hanno esaminato undici cosiddetti transetti altitudinali lungo l'intero asse della valle, tratti che si estendono dal fondovalle a 500 metri sul livello del mare, fino alle cime delle montagne a 2.300 metri. Il team ha prelevato campioni di suolo e piante in 53 diverse località, ogni 300 metri e, sebbene i pesticidi diminuiscano complessivamente ad altitudini più elevate e con la distanza dai meleti, l'analisi ha rilevato diverse sostanze in miscele nel suolo e nella vegetazione, anche nell'alta Val Venosta, dove non c'è quasi nessuna coltivazione di mele.
"Abbiamo trovato le sostanze in valli montane remote, sulle cime e nei parchi nazionali", sottolinea Brühl. Secondo i ricercatori, "anche alle basse concentrazioni misurate, i pesticidi possono avere effetti cosiddetti subletali, cioè non direttamente letali, su organismi che non sono l'obiettivo del controllo. Per le farfalle, ad esempio, ciò potrebbe significare una riduzione della deposizione delle uova, con conseguente riduzione della popolazione. In un solo luogo i ricercatori non hanno trovato sostanze attive nelle piante: è interessante notare che in quel luogo ci sono anche molte farfalle".
Sono stati 27 i pesticidi rilevati (10 insetticidi, 11 fungicidi e 6 erbicidi), provenienti principalmente da meleti. Da segnalare in particolare è stata la scoperta dell’insetticida metossifenozide, vietato in Germania dal 2016 per i rischi ambientali, trovato in quasi la metà dei campioni analizzati.

Poco si sa su come l’esposizione cronica ai pesticidi con miscele in basse concentrazioni influisca sull’ambiente, e poco si sa sulla possibile interazione tra le diverse sostanze, il cosiddetto "effetto cocktail". Nella valutazione del rischio ambientale nell’ambito della procedura di autorizzazione europea, le miscele non vengono valutate, perché le sostanze vengono considerate singolarmente: "Questo non ha nulla a che vedere con la realtà delle applicazioni in campo o nel frutteto e con il loro destino nell’ambiente", afferma Brühl.

L’analisi condotta dagli esperti mette in luce come la diffusione dei pesticidi nell’ambiente possa avere gravi conseguenze non solo sull’ecosistema locale, ma anche sulla salute pubblica. La presenza di queste sostanze chimiche nocive anche in aree protette come parchi nazionali e riserve naturali solleva seri interrogativi riguardo alla sostenibilità delle pratiche agricole attuali, e alla necessità di adottare misure più efficaci per proteggere l’ambiente.
I ricercatori sottolineano l’importanza di promuovere un’agricoltura più sostenibile. Suggeriscono l’adozione di pratiche agricole che favoriscano la biodiversità funzionale, come la promozione degli habitat naturali per i predatori dei parassiti delle mele. Inoltre, raccomandano un monitoraggio continuo dell’ambiente per valutare l’impatto a lungo termine dell’uso dei pesticidi e identificare eventuali misure correttive necessarie.

Widespread contamination of soils and vegetation with current use pesticide residues along altitudinal gradients in a European Alpine valley →

Fonti: ANSA, ilsalvagente.it
Foto: freepik


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