Lotta all'obesità: «La Sugar Tax non è illeggitima». Per la Corte Costituzionale si può introdurre

Lotta all'obesità: «La Sugar Tax non è illeggitima». Per la Corte Costituzionale si può introdurre

Le basi scientifiche dimostrano che il legislatore ha fatto un uso ragionevole dei suoi poteri in materia tributaria

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27

Marzo
2024

A cura della Redazione F&T

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 49 depositata il 26 marzo 2024, ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 1, commi 661-676, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, che ha introdotto nel nostro ordinamento l’imposta sul consumo delle bevande analcoliche edulcorate (c.d. sugar tax).

Tutto è iniziato con lo stop del TAR del Lazio

La Seconda Sezione del TAR Lazio aveva censurato tale disciplina, per violazione del principio di eguaglianza tributaria (artt. 3 e 53 Cost.), in quanto la nuova imposta, non ancora applicata in conseguenza di reiterate proroghe del termine di decorrenza, è destinata a colpire solo certe bevande analcoliche (fra cui succhi di frutta e di ortaggi e legumi, non fermentati, senza aggiunta di alcol, addizionati di zuccheri o di altri dolcificanti; nonché acque, comprese quelle minerali e gassate, con aggiunta di zucchero o di altri dolcificanti o di aromatizzanti) ottenute con l’aggiunta di edulcoranti, di origine naturale o sintetica, e non anche altri prodotti alimentari diversi dalle bevande contenenti le medesime sostanze.
Il TAR del Lazio si era pronunciato nell’ambito di due distinti giudizi promossi, rispettivamente, il primo da Assobibe - Associazione italiana tra gli industriali delle bevande analcoliche, associazione di categoria che rappresenta le imprese produttrici e distributrici di bevande analcoliche in Italia, nonché da due imprese iscritte alla stessa associazione (Fonti di Posina spa e Romanella Drinks srl), il secondo da Sibeg srl, società che produce, e commercializza sul territorio siciliano le bevande a marchio The Coca Cola Company.

Considerata la dichiarata finalità extrafiscale dell’imposta in oggetto, volta al contrasto del fenomeno dell’obesità e del diabete, e della diffusione degli effetti collaterali dannosi degli edulcoranti sintetici, il TAR Lazio sosteneva che il diverso trattamento applicato a due fattispecie ritenute omogenee (bibite e altri prodotti alimentari, entrambi edulcorati) non trovasse alcuna giustificazione né nel testo della legge, né nella relazione illustrativa della medesima e fosse, quindi, irragionevolmente discriminatorio.

Il legislatore ha fatto la scelta giusta

Nel respingere l’eccezione di incostituzionalità, la Corte ha ritenuto che la scelta disincentivante del legislatore, operata con l’introduzione della citata tassa, non risulta né irragionevole, né arbitraria, né ingiustificata quanto alla sua limitazione alle sole bevande edulcorate rispetto a prodotti alimentari di altro tipo. Come risulta, infatti, dalla relazione illustrativa della disciplina di legge istitutiva della sugar tax, tale imposta è stata disegnata raccogliendo l’invito dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), contenuto nel suo Rapporto del 2015 Fiscal policies for Diet and Prevention of Noncommunicable Diseases (Ncds), ad introdurre una specifica tassazione delle bevande analcoliche prodotte con l’aggiunta di sostanze dolcificanti di origine naturale o sintetica, anche in virtù dei risultati, attestati dalla medesima organizzazione e da studi scientifici realizzati nei numerosi Paesi in cui la sugar tax viene applicata da tempo.
Al 2020 nell’area definita dall’OMS come Zona Europa, che comprende oltre 53 Paesi, la sugar tax era stata inserita in 10 Paesi, e si erano registrate diminuzioni nei consumi già a partire dai primi mesi.

Di conseguenza, ha proseguito la Corte, "la medesima giustificazione scientifica risulta [...] sufficiente a impedire che i prospettati profili di omogeneità, rispetto alle citate bevande, di altri prodotti alimentari edulcorati raggiungano una soglia di evidenza tale da rendere arbitraria, e quindi irragionevolmente discriminatoria, la scelta impositiva del legislatore".

La lotta all'obesità è prioritaria

Premesso che la sugar tax rientra nel novero dei tributi indiretti sulla produzione e sul consumo di certi prodotti ritenuti dannosi "per la salute, il cui eccessivo utilizzo può, pertanto, generare un aggravio di spesa pubblica, connesso alla conseguente necessità di assicurare appropriate cure attraverso il SSN", secondo la Corte, proprio le specifiche giustificazioni scientifiche che stanno a fondamento di tale imposta dimostrano che, con la disposizione censurata, il legislatore ha fatto uso ragionevole dei suoi poteri discrezionali in materia tributaria.
Peraltro, anche la genericità del termine di riferimento individuato dal TAR del Lazio («altri prodotti alimentari diversi dalle bevande contenenti i medesimi edulcoranti») come fattispecie apparentemente omogenea a quelle delle bevande analcoliche, conferma l’infondatezza della supposta violazione del principio di eguaglianza tributaria: "si tratta, infatti, di un insieme di prodotti con caratteristiche funzionali e nutrizionali assai eterogenee fra loro, oltre che del tutto differenti da quelle delle bevande edulcorate, insieme come tale. E ciò a maggior ragione in quanto la nuova imposta non grava sulle sostanze edulcoranti in sé considerate, ma propriamente sulle bevande edulcorate e in funzione della quantità di edulcoranti aggiunti evidentemente calcolata in base alla tipologia di prodotti alimentari (liquidi) interessata".

Tasse mai riscosse

Bisogna però ricordare che anche se esiste da cinque anni, la sugar tax, che ammonterebbe a 10 euro per ogni ettolitro per bevande già pronte, oppure 0,25 euro per ogni chilogrammo in caso di concentrati da diluire, non è mai stata applicata a causa di continue proroghe. Stesso destino ha seguito la plastic tax, 0,45 centesimi di euro per ogni chilo di prodotti di plastica monouso venduto. Le due leggi, se il Governo non deciderà altri slittamenti, dovrebbero entrare in vigore il 1° luglio 2024.

Foto: freepik

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