Lollobrigida risponde in Parlamento su pesticidi, PSA, tutela del made in Italy

Lollobrigida risponde in Parlamento su pesticidi, PSA, tutela del made in Italy

L'uso di agrofarmaci è necessario "per mantenere standard produttivi compatibili con il sistema interno e con le richieste della trasformazione"

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

23

Aprile
2024

A cura della Redazione F&T

Il Ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida è intervenuto al Question Time alla Camera dei Deputati rispondendo, fra le altre, a interrogazioni in merito a elementi e iniziative in relazione al Piano nazionale di utilizzo sostenibile dei pesticidi, iniziative per la tutela del comparto suinicolo italiano in relazione alla diffusione della peste suina africana, iniziative per il contrasto alla contraffazione ai danni del comparto agricolo. 
Vediamo nel dettaglio le risposte del Ministro.

Piano nazionale di utilizzo sostenibile dei pesticidi

Signor Presidente, Onorevoli deputati,
Sull'utilizzo di prodotti fitosanitari in agricoltura, l'obiettivo del Governo è quello di pervenire ad una graduale riduzione del loro utilizzo, senza tuttavia pregiudicare le produzioni nazionali, già colpite dalle conseguenze di eventi eccezionali, come il conflitto in Ucraina e, ora, in Medio Oriente, e dal perdurare di situazioni climatiche avverse. 
Per questo sosteniamo tutte le azioni che contribuiscono alla riduzione delle sostanze chimiche valutate come pericolose dal mondo scientifico, ma alla condizione di garantire alle aziende europee di rimanere competitive sul mercato.
Occorre, infatti, ricordare che le imprese agricole italiane ed europee competono nei mercati con imprese di Stati che adottano protocolli molto più blandi circa l'uso di fitosanitari in agricoltura. 
Per questo motivo nei recenti documenti di posizionamento strategico condivisi dall'Italia in sede di Consiglio Agricoltura e Pesca, abbiamo rappresentato la necessità di un rafforzamento del principio di reciprocità che tuteli i nostri prodotti dalla concorrenza sleale di quelli importati da Stati dove la normativa sull'utilizzo degli agrofarmaci è meno restrittiva e permette l'utilizzo di principi attivi da noi vietatati ormai da anni. 
In questo quadro, il Piano d'Azione Nazionale (PAN) per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, richiamato dall'interrogante, è destinato a svolgere un ruolo centrale per garantire che la produzione agricola di qualità si svolga in armonia con gli obiettivi di sostenibilità ambientale e di salute pubblica.
Nel Piano, infatti, sono stabiliti gli obiettivi, le misure, i tempi e gli indicatori per la riduzione dei rischi e degli impatti derivanti dall'utilizzo dei prodotti fitosanitari nelle aree agricole, extra agricole e nelle aree naturali protette.
È in corso di completamento la procedura per l'aggiornamento del primo Piano adottato in Italia con decreto interministeriale del 22 gennaio 2014.
In una prima fase è stata avviata una consultazione pubblica; successivamente, le osservazioni e le proposte pervenute dai portatori di interesse sono state vagliate con il supporto del Consiglio Tecnico scientifico, istituito presso il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, del quale fanno parte rappresentanti delle Amministrazioni centrali e delle Regioni e Province autonome.
Il 2023 è stato caratterizzato da un intenso lavoro dei Ministeri competenti: 7 riunioni interministeriali e due incontri plenari del Consiglio tecnico scientifico sull'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari. 
Il Piano sarà, quindi, inviato alla Conferenza Stato-Regioni per la prevista intesa. Seguirà la pubblicazione del decreto interministeriale in Gazzetta Ufficiale.  Le tempistiche hanno scontato un rallentamento che il nostro Governo ha in larga parte ereditato, dovuto anche alla presentazione da parte della Commissione europea della proposta di revisione del regolamento sull'uso dei prodotti fitosanitari, le cui discussioni, protrattesi per molto tempo, hanno influenzato la stesura del documento.
La redazione del nuovo Piano che sostituirà integralmente quello attualmente in vigore, è stata, dunque, l'esito di un processo inclusivo che ha visto una significativa partecipazione da parte di varie Istituzioni. Il Piano mira ad una diminuzione dei residui da prodotti fitosanitari negli alimenti promuovendo contestualmente azioni per l'aumento della qualità dei prodotti alimentari.
Infine, per quanto riguarda gli aggiornamenti delle azioni svolte dalle Regioni, in materia di utilizzo sostenibile di pesticidi, ad oggi 17 amministrazioni risultano aver già adempiuto trasmettendo la prevista relazione sui progressi realizzati nell'attuazione delle misure. Le Regioni mancanti sono state sollecitate dal Ministero a inviare quanto prima il documento. 
Concludo precisando che abbiamo appreso con favore del ritiro da parte della Commissione europea della proposta di Regolamento sull'utilizzo degli agrofarmaci, dei quali il nostro sistema produttivo ha bisogno per mantenere standard produttivi compatibili con il sistema interno e con le richieste del comparto della trasformazione. Almeno fino a quando,  attraverso l'utilizzo delle tecnologie evolutive assistita (TEA),  riusciremo ad avere colture resistenti alle fitopatie e che possano prescindere dall'utilizzo di agrofarmaci, mantenendo inalterati gli standard produttivi. 
Consideriamo, infatti, illogico, in termini di tutela dell'ambiente a livello mondiale, mantenere inalterati i consumi, ridurre le produzioni e vederci costretti in Europa ad acquistare prodotti da Nazioni che non rispettano le regole di tutela dell'ambiente e del lavoro che noi imponiamo alle nostre imprese.

Tutela del comparto suinicolo italiano in relazione alla PSA

Signor Presidente, Onorevoli colleghi, 
questa interrogazione ci permette ulteriormente di parlare della peste suina africana, una vera e propria pandemia che non riguarda evidentemente solo l'Italia, riguarda gran parte del nostro continente e riguarda gran parte del continente asiatico, al quale lei faceva riferimento. Finora siamo riusciti in alcune nazioni a spiegare ancora meglio perché si dovesse riaprire l'export almeno di alcuni prodotti di derivazione suina, parlo del Giappone, per esempio, sul prosciutto cotto ci sono resistenze rispetto ad altro. Va proprio cambiata l'impostazione.
Riassumendo, però, quello che è accaduto in questi anni. Abbiamo avuto con la verifica di casi presenti non sul territorio nazionale, perché come sapete, la Sardegna è stata sottoposta a chiusura per ben 40 anni e solo nel 2023 si è riuscita a riaprire l'export da quella importante Regione. È stato nominato nel 2022 un primo Commissario. 
Purtroppo gli effetti delle strategie messe in campo allora dal Ministero della Salute con Roberto Speranza. 
Tuttavia, devo precisare che gli aspetti richiamati nell'interrogazione attengono a competenze proprie del Ministero della salute. Non è necessario sottolineare che la competenza alle azioni di salvaguardia della salute pubblica, sia umana che animale, spettano al Ministero della Salute e anche in quel caso si nominò un commissario. I provvedimenti adottati non furono sufficienti ad eradicare la zoonosi. Per questo motivo, alla scadenza del mandato del primo Commissario, abbiamo provveduto come Governo alla nomina di un nuovo Commissario, il dottor Caputo, che ha operato su due fronti: ha imposto elevati standard di biosicurezza alle imprese e proceduto a continui controlli sanitari, a salvaguardia del patrimonio suinicolo nazionale e del relativo settore produttivo. 
Dal punto di vista dell'impegno invece della gestione del primo vettore della peste suina africana, che sono i cinghiali, fin dall'inizio dalla prima legge di stabilità scegliemmo diciamo di impattare rispetto a una visione iper ambientalista che impediva di constatare su base scientifica che la presenza dei cinghiali in Italia supera di sette volte la media europea. E che quindi era insostenibile dal punto di vista della gestione ordinaria all'interno di un ecosistema complesso. 
A oggi noi abbiamo aperto un tavolo di carattere internazionale con la Francia di scambio di informazioni, chiesto all'Unione Europea di non considerare la peste suina un problema di una o dell'altra Nazione, magari anche per avvantaggiare l'export di qualcuna delle nazioni europee a danno di altri, ma di lavorare in termini di solidarietà generale nell'affrontare questo tema così come è avvenuto nella pandemia di Covid.
Abbiamo comunque come Ministero eh avuto l'occasione la possibilità di rafforzare la struttura ministeriale con 3 milioni e mezzo di dotazione per sostenere l'azione delle Regioni, che fanno la gran parte dell'azione sia di depopolamento sia dell' azione di sostegno per la biosicurezza.
Abbiamo stanziato fondi per aiutare le Regioni non le vogliamo lasciare sole anzi vogliamo lavorare in termini corali come abbiamo fatto fino adesso: 15 milioni per questi interventi e 25 milioni in favore delle aziende suinicolo danneggiate perché ovviamente desertificare il sistema non avrebbe per noi alcun senso. 
Abbiamo nominato tre Sub Commissari uno a coordinare le forze militari perché abbiamo chiesto l'intervento dell'esercito per coadiuvare le Regioni nell'azione di abbattimento. Abbiamo incaricato come vice commissario il dottor Filippini che è stato il responsabile delle eradicazione dalla Sardegna della peste suina africana, quindi lo consideriamo un esperto di carattere indiscusso e il dottor Chiari che è il Direttore dell'istituto zooprofilattico sperimentale (IZS) della Sardegna. Abbiamo avuto la possibilità insieme a loro di implementare non solo le risorse ma un'azione che però chiudo su questo per quello che ci interessa e che lei ha sottolineato garantisca e le di evitare il blocco dell'export, un danno inimmaginabile e in termini economici. 
E abbiamo aperto un tavolo con la DG SANTE in Europa perché va cambiato proprio l'approccio noi dobbiamo a nostro avviso e quello che stiamo proponendo ragionare sulla biosicurezza degli impianti non su interventi generalizzati in alcune aree solo per la presenza di un animale infetto chiudono all'export o addirittura costringono ad abbattimenti di migliaia e migliaia di suini. 
Quindi il lavoro che stiamo provando a fare è convincere l'Europa a permettere regolamenti di che diano garanzia dei prodotti esportati rispetto alla sicurezza animale perché come sapete la PSA non tocca gli esseri umani.

Contrasto alla contraffazione ai danni del comparto agricolo

Signor Presidente, Onorevoli colleghi,
Ringrazio l'Onorevole Foti e tutto il gruppo di Fratelli d'Italia per l'interrogazione che mi permette di affrontare un tema cardine sul quale il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste ed il Governo Meloni sono fortemente impegnati. 
L'enorme varietà dei prodotti agroalimentari italiani, valorizzata dalla nostra dieta mediterranea, patrimonio dell'Unesco, e riconosciuta dai cittadini di tutto il mondo, ha reso l'Italia la superpotenza della qualità: è oggettivo che siamo la Nazione prima per qualità. 
Per tutelare i nostri prodotti di eccellenza è nostro dovere effettuare il maggior numero di controlli possibile sui prodotti agroalimentari che giungono in Italia dall'estero e che sono immessi sul mercato italiano, come pure sui prodotti venduti on line.
Nel campo della sicurezza alimentare e della tutela dei prodotti agroalimentari la nostra nazione costituisce un modello in tutta Europa. Si tratta di un risultato importante per il quale voglio ringraziare le Forze dell'Ordine e tutti gli uomini e le donne dell'Ispettorato controllo qualità e repressione frodi (ICQRF), per l'elevata competenza ed impegno profusi nell'assicurare e garantire la qualità dei prodotti, la loro autenticità, nonché la trasparenza del mercato a beneficio di tutti gli italiani e degli operatori della filiera. Per questo, tra le azioni c'è anche il rafforzamento della capacità organica dell'Ispettorato sul controllo qualità e repressione frodi, che deve essere adeguata alle sfide dei tempi, e la costituzione dei nuovi nuclei del Comando Carabinieri per la Tutela Agroalimentare, il cui decreto ho firmato proprio nella giornata di oggi. Il nostro modello di controllo è invidiato da tutti, ci chiedono di inviare i nostri ispettori in giro per il mondo per fare vere e proprie lezioni, utili ad insegnare al come assicurare a chi acquista italiano che acquista sicurezza, qualità e benessere.
Come sapete, abbiamo istituito una Cabina di regia che mette a sistema tutti gli attori che si occupano di controlli: ICQRF, Comando dei Carabinieri per la Tutela Agroalimentare e per la Tutela forestale e dei parchi, il Nucleo antisofisticazione e sanità (NAS) dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto, AGEA e Agenzia delle Dogane 
Dall'istituzione della Cabina di regia ad oggi sono stati effettuati più 1000 ulteriori controlli, di cui oltre 150 presso i porti, oltre 50 ai valichi di frontiera, per un totale di oltre 164.000 tonnellate di merce controllata. In Europa abbiamo chiesto che le azioni di controllo vengano fatte da tutte le Nazioni, non solo da noi, e che ci sia una maggiore attenzione in merito alla lotta sulla concorrenza sleale.  Non è infatti accettabile che sia permesso immettere in commercio prodotti provenienti da Paesi terzi, i quali si rifiutano di applicare gli stessi criteri di produzione, tutela della qualità e dei diritti che gli europei sono chiamati a rispettare. 
Per il Governo Meloni la protezione del nostro patrimonio agroalimentare è una priorità assoluta per continuare a garantire la sicurezza e l'autenticità dei prodotti sulle tavole degli italiani, perché chi acquista italiano deve potersi fregiare di acquistare qualità, sicurezza e benessere.

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