La Commissione europea autorizza il Mercosur

La Commissione europea autorizza il Mercosur

L'accordo con Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay è il più grande mai negoziato dall'UE. Riguarda oltre 700 milioni di persone e 1/4 del PIL mondiale. Agricoltori contrari

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

05

Settembre
2025

A cura della redazione F&T

La Commissione europea ha adottato le proposte per la firma e la conclusione dell'accordo di partenariato UE-Mercosur e per la modernizzazione dell'accordo globale con il Messico. A Bruxelles le definiscono intese "storiche e strategiche" che mirano a rafforzare i legami economici con l'America latina. I Paesi del Mercosur sono Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay
Tra gli elementi chiave dell'intesa c’è l’abbattimento delle barriere tariffarie e la liberalizzazione degli scambi commerciali, con la progressiva eliminazione di oltre il 90% delle tariffe doganali sui prodotti Mercosur destinati all’UE e di quelle sui beni europei destinati ai mercati sudamericani.

Gli aspetti economici dell'intesa

Dopo 25 anni di negoziati, l’intesa creerà un’area di libero scambio tra le due regioni coprendo un mercato di oltre 700 milioni di consumatori. Secondo le stime di Bruxelles l’accordo porterà ad un aumento del 39% (49 miliardi di euro) dell’export UE verso i Paesi Mercosur e sosterrà "440mila posti di lavoro in tutta Europa". La riduzione dei dazi riguarderà anche quelli sui prodotti industriali chiave, come le automobili (attualmente al 35%), i macchinari (14-20%) e i prodotti farmaceutici (fino al 14%). Bruxelles prevede che le esportazioni agroalimentari dell’UE verso il Mercosur cresceranno di quasi il 50%, poiché l’accordo riduce le elevate tariffe doganali sui principali prodotti europei, in particolare vino e liquori (fino al 35%), cioccolato (20%) e olio d’oliva (10%). Secondo la Commissione cresceranno le esportazioni "di prodotti agroalimentari tradizionali e di alta qualità dell’UE", ponendo fine "alla concorrenza sleale dei prodotti del Mercosur che imitano i prodotti originali europei, proteggendo 344 Indicazioni Geografiche dell’UE". 

Le controversie ambientali e la possibile concorrenza sleale

Con questo accordo le due aree saranno collegate non solo nel commercio agricolo, ma sono previste intese con clausole politiche su diritti umani, Stato di diritto, parità di genere, cooperazione contro il crimine organizzato e impegni vincolanti sull'ambiente e la lotta alla deforestazione. In particolare quest'ultima parte risulta controversa e contestata dagli ambientalisti principalmente per il rischio di un aumento della deforestazione nelle regioni dell'Amazzonia e del Gran Chaco, causata dall'espansione di pascoli e coltivazioni destinate alla produzione di carne bovina e di soia. Questo impatto ambientale rappresenta una grave minaccia alla biodiversità e si contrappone alle politiche europee di sostenibilità ambientale previste dal Green Deal.
L'accordo è criticato anche perché i Paesi del Mercosur hanno standard ambientali e sanitari inferiori rispetto all'UE, permettendo l'uso di pesticidi, antibiotici e ormoni vietati in Europa, e causando anche una concorrenza sleale nei confronti degli agricoltori europei. Vi sono preoccupazioni anche riguardo ai diritti dei lavoratori, alla sovranità alimentare europea e ai rischi per l'etica lavorativa nelle filiere sudamericane.

Le salvaguardie aggiuntive

Il governo italiano accoglie "con favore" le salvaguardie inserite nell'accordo UE-Mercosur e valuterà "l'efficacia delle garanzie aggiuntive previste e la conseguente possibilità di sostenere o meno l'approvazione finale" dell'intesa. È quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi. "Tali salvaguardie aggiuntive - si legge nel comunicato - prevedono un meccanismo di monitoraggio e intervento rapido in caso di perturbazioni nei prezzi, anche a livello di singolo Stato membro, il rafforzamento dei controlli fito-sanitari sulle merci in ingresso per assicurarne il pieno rispetto di standard e regolamentazioni UE e l'impegno a prevedere compensazioni adeguate per le filiere agricole eventualmente danneggiate. In vista dei prossimi passaggi di approvazione formale dell'Accordo a Bruxelles, l'Italia valuterà, anche attraverso il coinvolgimento delle rilevanti associazioni di categoria, l'efficacia delle garanzie aggiuntive previste e la conseguente possibilità di sostenere o meno l'approvazione finale dell'Accordo UE-Mercosur", conclude la nota.

Confagricoltura: "Il settore deve essere più tutelato"

"Ci sono ancora molte questioni aperte, soprattutto in materia di agricoltura, in merito all’adozione dell’accordo con il Mercosur da parte della Commissione europea. Nel processo di ratifica, con la presentazione ai 27 Paesi membri e all’Europarlamento, auspichiamo che ci siano spazi di miglioramento, soprattutto per i comparti più esposti: carni bovine, pollame, riso, mais e zucchero". Così in una nota Confagricoltura commenta l’intesa presentata dalla Commissione UE. "Pur avendo potenziali vantaggi per alcuni settori - sottolinea l’organizzazione - l’accordo è ancora penalizzante per importanti produzioni europee e italiane in termini di concorrenza e sicurezza alimentare". 

Unaitalia, Mercosur inaccettabile per la filiera avicola europea

"L'accordo UE-Mercosur è un pericolo concreto e inaccettabile per la filiera avicola europea, che sembra ancora una volta essere sacrificata a beneficio di altri settori all'interno delle intese commerciali". Lo dichiara Antonio Forlini, presidente di Unaitalia, l'Associazione che rappresenta la filiera avicola italiana, nel precisare che "occorre tenere conto degli impatti combinati di questo accordo con quelli negoziati dalla UE con grandi Paesi produttori come Ucraina e Thailandia, che hanno parimenti quantitativi importanti di esportazioni in Europa".
La preoccupazione principale riguarda proprio la disparità degli standard produttivi che crea una concorrenza sleale che vanifica investimenti e sforzi compiuti dalla filiera.
"I nostri allevatori e le nostre imprese devono conformarsi a norme rigorosissime in materia di benessere animale, sicurezza alimentare e tutela ambientale, che spesso comportano anche dei costi significativi - spiega Forlinini - non possiamo competere ad armi pari se ai nostri competitor non vengono richiesti gli stessi requisiti."
L'attivazione della clausola di salvaguardia, come prospettata dalla Commissione, secondo il presidente, "non è sufficiente di per sé se non sarà automatica, tempestiva e realmente efficace per tutelare le produzioni avicole europee e la reciprocità degli standard deve essere garantita da più controlli da parte delle autorità europee, altrimenti rischia di essere una dichiarazione di principio". 

Fonti: rainews.it, ilfattoquotidiano.it, ANSA
Immagine: 
natanaelginting

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