L'Ucraina sospende l'export alimentare. L'Ungheria blinda i cereali

L'Ucraina sospende l'export alimentare. L'Ungheria blinda i cereali

Kyiv è a rischio carestia. Lo Stato ungherese introduce la prelazione sull'acquisto dei cereali destinati all'export

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prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

08

Marzo
2022

Con una norma apparentemente tecnica, l’Ungheria vieta le esportazioni di cereali dal suo territorio verso qualsiasi destinazione "mettendo a serio rischio l’approvvigionamento di tali prodotti verso il mercato comunitario ed in particolare verso l’Italia. Una notizia gravissima sulla sicurezza alimentare globale dell’Europa - commenta Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia - ancora di più se si considera che ogni anno l’Italia importa dall’Ungheria oltre 600 milioni di euro di cereali prevalentemente grano e poi mais".
Dall’Ucraina importiamo 190 milioni di euro di tali prodotti e la chiusura del Mar Nero e le tensioni nella logistica e nei container globali stavano già interrompendo i flussi di approvvigionamento del mercato.
La nuova norma tecnica ungherese prevede in sostanza l’obbligo di notifica da parte dell’esportatore all’autorità pubblica dell’intenzione di esportare determinati prodotti. Lo Stato ha 30 giorni di tempo per acquistare esso stesso i prodotti oggetto di notifica da parte dell’esportatore. Ciò equivale di fatto ad un blocco, almeno temporaneo, delle esportazioni.

"Utile segnalare che anche altri Paesi stanno prendendo misure simili", aggiunge Scordamaglia. Infatti, la Bulgaria starebbe lavorando ad un sistema simile, per acquistare una parte di grano prodotto al suo interno che potrebbe essere utile alle necessità della propria popolazione; la Turchia ha rafforzato l’autorità del ministero dell’Agricoltura riguardo alle esportazioni di specifici prodotti, permettendo anche di fare accordi periodici; l’Argentina sta lavorando per garantire l’approvvigionamento di cereali ai settori interni che ne avranno bisogno; la Moldova avrebbe anch’essa bloccato le esportazioni di grano, mais e zucchero.

Sulle principali Borse merci italiane per i cereali - Milano, Foggia, Bologna - le quotazioni del grano duro nazionale sono balzate dai circa 300 euro a tonnellata di giugno agli attuali 500 euro. Invece si è arrivati fino ai 600 euro, per quello di importazione. Ma sta salendo il prezzo di tutte le derrate alimentari che vengono importate.

Aumenta rischio carestia, Kyiv sospende export cibo

L’Ucraina ha deciso di sospendere le esportazioni di alcuni prodotti a causa del crescente rischio di carenza di cibo: lo ha annunciato il governo di Kyiv, secondo quanto riportano i media internazionali.
Sono state sospese le esportazioni di carne, segale, avena, grano saraceno, zucchero, miglio e sale. Allo stesso tempo, le esportazioni di grano, mais, pollame, uova e olio saranno consentite solo con il permesso del Ministero dell'Economia.

Photo by kewing


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