L'Italia vuole origine in etichetta obbligatoria per l'UE

L'Italia vuole origine in etichetta obbligatoria per l'UE

"Trovo incoerente l'obbligatorietà dell'etichettatura nutrizionale e la genericità degli impegni sull'origine delle materie prime". Così Bellanova nell'ultimo Consiglio dei Ministri dell'Agricoltura europei

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prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

10

Giugno
2020

"L'Italia condivide spirito e obiettivi delle strategie Farm to Fork e Biodiversità, ma ritiene assolutamente incoerente la scelta di rendere obbligatoria l'etichetta nutrizionale e troppo generici gli impegni sull'etichettatura di origine". Lo ha ribadito la ministra Teresa Bellanova in occasione del Consiglio dei Ministri dell'Agricoltura europei del 9 giugno 2020, con all'ordine del giorno gli aspetti rilevanti per l'agricoltura presenti nel Green Deal, e nelle due Strategie Farm to Fork e Biodiversità. "Condividiamo lo spirito e gli obiettivi delle due strategie, la necessità di ridurre l'impronta ambientale e climatica del sistema alimentare, migliorare la qualità dei prodotti, garantire la sicurezza alimentare e la salute pubblica - ha affermato - senza tradursi in una pesantissima penalizzazione delle filiere agricole. Serve equilibrio tra competitività e sostenibilità, e gli strumenti proposti devono essere pertinenti, efficaci e realizzabili".

La ministra ha messo in luce ciò che considera una contraddizione: "vorrei capire come la Commissione intende attuare l'obiettivo condivisibile di armonizzare a livello mondiale gli standard di sostenibilità, se non si rende obbligatoria l'indicazione dell'origine delle materie prime e se non vengono introdotte clausole di questo tipo negli accordi commerciali tra Unione europea e Paesi terzi".
E ancora: "Contraddizione per niente banale. Non possiamo continuare a chiedere impegni sempre più pressanti alle nostre imprese se non affrontiamo questi due problemi: certezza dell'origine delle materie prime, accordi commerciali solo nel rispetto delle nostre stesse regole. Altrimenti l'attuazione delle due strategie rischierebbe di far lievitare i costi di produzione dei prodotti agricoli europei, che diventeranno sempre meno competitivi sui mercati internazionali e sullo stesso mercato europeo".


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