L'aviaria dilaga in Italia

L'aviaria dilaga in Italia

Sono ormai una settantina i focolai. Quella di Verona è la provincia più colpita

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

23

Novembre
2021

Continuano a crescere nella provincia di Verona, la più colpita dall’epidemia, i focolai di influenza aviaria negli allevamenti, ma a anche nel Padovano sono stati confermati nuovi focolai, in un allevamento biologico di pollame (circa 30mila capi) e in uno di anatre a Ospedaletto Euganea (circa 69mila capi). La situazione sta destando allarme per il dilagare dell’epidemia e per le difficoltà di abbattimento e smaltimento, rese problematiche dall’elevato numero di animali coinvolti. 

Alla data del 19 novembre 2021 il numero di focolai in cui era stata confermata la presenza di virus influenzale sottotipo H5N1 ad alta patogenicità (HPAI) nel territorio italiano erano 67, come comunicato dal Ministero della Salute in una nota 

Oltre a nuovi focolai in provincia di Verona all’interno o vicini alle zone di protezione e sorveglianza già in essere, si segnalano conferme del virus in aziende della provincia di Padova e della provincia di Brescia.
La categoria di animali maggiormente colpita continua ad essere quella dei tacchini da carne, ma sono stati coinvolti anche allevamenti di broiler oltreché di galline ovaiole, quaglie e anatre.

Visto il coinvolgimento di nuovi territori nazionali che non rientrano nella zona di ulteriore restrizione (ZUR) istituita con il Dispositivo dirigenziale n. 25660 del 5 novembre 2021, con nuovo dispositivo, la ZUR verrà ampliata oltre i confini della precedente al fine di poter applicare le misure necessarie a contrastare l’ulteriore diffusione della malattia nelle zone indenni della pianura Padana.

Il Ministero della salute ricorda nuovamente che, considerate le caratteristiche epidemiologiche della malattia, risulta di estrema importanza continuare a mantenere alta l’attenzione su eventuali aumenti anche minimi di mortalità, cali di produzione improvvisi o qualsiasi altro elemento che possa far sospettare la presenza della malattia e adottare pedissequamente le misure di biosicurezza di cui all’OM 26 agosto 2005 e successive modifiche e integrazioni.

A partire dal 19 ottobre 2021 il Centro di referenza nazionale (CRN) per l’influenza aviaria e la malattia di Newcastle ha confermato diverse positività per virus dell’Influenza Aviaria ad Alta Patogenicità (HPAI) nel pollame domestico. La maggior parte dei virus sono stati identificati come appartenenti al sottotipo H5N1. Sono stati coinvolti primariamente allevamenti di tipo industriale, soprattutto tacchini da carne situati in provincia di Verona. In tutti gli allevamenti risultati positivi sono state svolte o sono in corso le operazioni di abbattimento, pulizia e disinfezione. Le misure di controllo generali e specifiche nelle zone di protezione e di sorveglianza sono state implementate come previsto dal Regolamento Delegato 2020/687. La durata di tali misure, quando nota, viene indicata nel documento Focolai in Italia.
A partire dal 9 novembre 2021 il CRN per l’influenza aviaria e la malattia di Newcastle ha confermato diverse positività per virus HPAI sottotipo H5N1 in volatili selvatici. La lista aggiornata dei virus HPAI identificati viene indicata nel documento Positività nei selvatici in Italia.

Fonte: sivempveneto.it


Condividi su: