Il vino riparte da una vendemmia di qualità

Il vino riparte da una vendemmia di qualità

La raccolta 2020, in leggera decrescita (-1%), dovrebbe regalare una qualità delle uve buona se non ottima e, in alcuni casi, eccellente

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07

Settembre
2020

L'Osservatorio del Vino ha presentato in teleconferenza i dati delle previsioni vendemmiali 2020: una qualità delle uve buona se non ottima e in alcuni casi eccellente, per un'annata che si preannuncia interessante. La quantità è prevista in linea con quella dello scorso anno (-1%, a 47,2 milioni di ettolitri) che quest'anno risente della congiuntura economica e della conseguente misura di riduzione volontaria delle rese messa in campo dal Governo, oltre a quelle operate da molti Consorzi di tutela.
Una quantità che tuttavia dovrebbe consentire all'Italia di rimanere il principale produttore mondiale di vino, seguita dalla Francia con 45 milioni di ettolitri e dalla Spagna (42 milioni). È questo il quadro di sintesi, al netto di eventuali ulteriori eventi climatici avversi, relativo alle stime vendemmiali 2020 elaborato da Assoenologi, Ismea e Unione Italiana Vini e presentato nel corso di una conferenza stampa online a cui ha partecipato anche la ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova.
Secondo il dossier redatto dal gruppo di lavoro congiunto, a una qualità alta e a una quantità leggermente inferiore alla media dell'ultimo quinquennio (-4%) fa da contraltare la particolare situazione economica internazionale, che registra una notevole riduzione degli scambi globali di vino (-11% a valore e -6% a volume nel primo semestre sul pari periodo 2019) e una contrazione, la prima dopo 20 anni di crescita, delle esportazioni del vino italiano (-4% nei primi 5 mesi), sebbene inferiore a quella dei principali competitor. Elementi questi che hanno determinato difficoltà tra le imprese e un aumento seppure contenuto delle giacenze dei prodotti a denominazione (+5% per le DO a fine luglio) con conseguente limatura dei listini di IGT, DOC e DOCG.

Le possibilità di ripartenza: qualità, export

In un contesto economico ancora difficile, la vendemmia in corso rappresenta, per caratteristiche quali-quantitative, una eccellente opportunità per la ripartenza del prodotto Italia, a maggior ragione se sostenuto da una adeguata campagna nazionale e internazionale di promozione del vino.
Per il Presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella: "L'annata 2020 si presenta con delle uve di ottima qualità, sostenute da un andamento climatico sostanzialmente positivo, che non possono che darci interessanti aspettative per i vini provenienti da questa vendemmia. Sotto il profilo fitosanitario - ha proseguito Cotarella - i vigneti si presentano sani anche se le precipitazioni degli ultimi giorni impongono un continuo monitoraggio da parte dei tecnici per valutare l'accrescimento dei grappoli e il controllo dei potenziali attacchi di patogeni. I primi riscontri analitici evidenziano delle gradazioni medio-alte e un buon rapporto zuccheri/acidità, oltre a un interessante quadro aromatico per le varietà bianche e tenori polifenolici medio-alti nelle uve a bacca rossa. Preludio di interessanti e ottimi vini. L'alta qualità sarà elemento determinante per affrontare e superare il difficile momento che il mondo del vino e in generale il sistema produttivo mondiale stanno vivendo a causa dell'emergenza Covid".

"Il settore vitivinicolo italiano ha dato prova di una straordinaria capacità di ripresa e resilienza - ha dichiarato in conferenza stampa Raffaele Borriello, direttore generale dell'Ismea - riuscendo a reggere l'urto di questa crisi senza precedenti. Un sospiro di sollievo proviene sia dal cessato allarme dazi verso gli USA, sia da una vendemmia che per qualità e quantità risponde agli attuali bisogni del settore. Desta naturalmente preoccupazione - ha concluso Borriello  - la flessione sui mercati esteri, dopo 20 anni di crescita ininterrotta, e lo spettro di una recessione economica globale, ma il sistema vitivinicolo italiano appare solido e in grado di tornare sui livelli a cui ci aveva abituato".

Per il presidente dell'Unione italiana vini - UIV), Ernesto Abbona: "Il bilancio previsionale della vendemmia si annuncia positivo, premessa importante per valorizzare i listini di un'annata produttiva che ci attendiamo molto interessante. Adesso diventa necessario sostenere la ripresa dei mercati e del nostro export con nuovi investimenti, aumentando per il prossimo triennio la dotazione dell'OCM Promozione, orientando adeguatamente le risorse e iniziative del Patto per l'export e utilizzando adeguatamente i fondi avanzati dalle ultime misure del governo a sostegno del settore, vendemmia verde e distillazione di crisi".

La geografia produttiva

La raccolta 2020 vede in leggero incremento il Nord (+3% sul 2019) mentre al Centro e al Sud le quantità si dovrebbero ridurre rispettivamente del 2 e del 7%.
Il Veneto (+1%) rimarrà la prima regione con 11 milioni di ettolitri, seguita da Puglia (8,5) Emilia-Romagna e Abruzzo. Assieme le quattro regioni sommano i 2/3 di tutto il vino italiano.
Tra le principali aree produttive, segno + per Piemonte e Trentino-Alto Adige (+5%), Lombardia e Marche (+10%), Emilia-Romagna e Abruzzo (+7%).
Calo della produzione invece in Toscana e Sicilia (-15%), Friuli-Venezia Giulia (-7%) e Puglia (-5%).
Al 3 settembre è stato raccolto circa il 20% dell'uva.

Il dossier "Previsioni vendemmiali 2020" di Assoenologi, Ismea e Unione Italiana Vini è stato elaborato in base alle rilevazioni dei rispettivi osservatori territoriali, a valutazioni comparate delle indicazioni quali-quantitative e all'elaborazione statistica rispetto alle serie storiche ufficiali degli anni precedenti.

Scarica il dossier

Produzione italiana di vino e mosti (.000 di ettolitri)

 

2019*

2020**

Differenza tra 2020 e 2019

Var. %

2020/2019

Piemonte

2.603

2.733

130

5%

Valle D’Aosta

17

18

1

7%

Lombardia

1.301

1.429

128

10%

Trentino Alto Adige

1.312

1.383

71

5%

Veneto

10.950

11.059

109

1%

Friuli Venezia Giulia

1.785

1.660

-125

-7%

Liguria

40

46

6

15%

Emilia Romagna

7.250

7.721

471

7%

Toscana

2.625

2.232

-394

-15%

Umbria

426

405

-21

-5%

Marche

816

898

82

10%

Lazio

800

760

-40

-5%

Abruzzo

3.184

3.400

216

7%

Molise

227

233

6

2%

Campania

778

778

0

0%

Puglia

8.947

8.499

-447

-5%

Basilicata

87

83

-4

-5%

Calabria

110

110

0

0%

Sicilia

3.911

3.325

-587

-15%

Sardegna

363

429

65

18%

Italia

47.533

47.200

-333

-1%

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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