Il Premio Monini va a Stefano Mancuso, lo scienziato degli alberi

Il Premio Monini va a Stefano Mancuso, lo scienziato degli alberi

«Per il suo impegno a favore della riforestazione dei nostri territori e delle nostre città». E a ottobre al via la prima raccolta di olive nel Bosco Monini

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04

Luglio
2024

A cura della Redazione F&T

Il nuovo oliveto da 700.000 piante realizzato da Monini tra Umbria e Toscana è pronto per la prima raccolta che prenderà il via a ottobre. Ad annunciare il traguardo del progetto Bosco Monini, lanciato nel 2020 e che prevede di toccare quota 1 milione di nuovi ulivi entro il 2030, è stato Zefferino Monini, presidente e amministratore delegato dell’azienda, nel corso dell’assegnazione, nell’ambito del Festival dei Due Mondi di Spoleto, del 15° Premio Monini Una Finestra sui Due Mondi, dato quest’anno allo "scienziato degli alberi" Stefano Mancuso per il suo impegno ecosostenibile a favore della riforestazione dei nostri territori e delle nostre città.

"Stefano Mancuso è una delle voci scientifiche più autorevoli del nostro tempo in difesa dell’ambiente. Le sue conoscenze, ma anche le sue straordinarie capacità divulgative, danno un grande contributo alla comprensione da parte del grande pubblico del ruolo cruciale degli alberi per il futuro sostenibile del nostro pianeta. Un messaggio - ha dichiarato Zefferino Monini - che condividiamo pienamente".

"Onorato di aver ricevuto questo premio nella casa del fondatore di questo festival di cui l'Italia dovrebbe essere molto più orgogliosa e di cui la Fondazione Monini si prende cura in modo straordinario. Mi rende felice non solo essere il primo scienziato a riceverlo dopo tanti nomi dell'arte e dello spettacolo - ha commentato Stefano Mancuso - ma anche perché nel nome di questo premio colgo l'invito a far nuovamente dialogare più mondi come arte e scienza, uomo e natura di cui tutti noi facciamo parte".

Il Bosco Monini

Il progetto del Bosco Monini, partito nel 2020, rappresenta il cuore della transizione verde dell’azienda: l’obiettivo è quello di creare un polmone verde nel Centro Italia capace di combattere l’inquinamento dell’aria ma anche di contribuire in maniera sostenibile alla produzione di olio extravergine di oliva biologico 100% italiano e di alta qualità.
In appena quattro anni sono stati già piantati oltre 700.000 olivi, di cui a ottobre si raccoglieranno i primi frutti. "In un paio di anni ci aspettiamo di produrre circa 500.000 litri di olio extravergine biologico 100% italiano", ha detto Monini.

Fonti: askanews, ANSA Umbria
Foto: © Copyright ANSA


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