Il Decreto 30/2026 contro il greenwashing è in Gazzetta Ufficiale

Il Decreto 30/2026 contro il greenwashing è in Gazzetta Ufficiale

Vietate le affermazioni generiche come "Eco" se non comprovate scientificamente. L'Italia recepisce la Direttiva UE 2024/825 definendo sanzioni e responsabilità penali

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11

Marzo
2026

A cura della redazione

Il Decreto Legislativo n. 30 del 20 febbraio 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 marzo 2026 recependo così in Italia la Direttiva UE 2024/825 contro il greenwashing. Vengono introdotte regole più severe sulle dichiarazioni ambientali (green claim) per tutelare i consumatori.

Il Decreto, che entra in vigore il 24 marzo 2026, con piena applicabilità dal 27 settembre 2026, periodo di transizione per l’adeguamento aziendale, vieta affermazioni generiche come "eco", "green", "rispettoso dell’ambiente", "naturale", "a impatto climatico zero" o "eco" se non supportate da prove scientifiche verificabili, e regola i claim su durabilità, riparabilità e pezzi di ricambio dei prodotti.
Il Decreto modifica il Codice del Consumo per contrastare pratiche commerciali sleali, imponendo alle imprese procedure interne di verifica.

Le sanzioni contro il greenwashing e responsabilità penali

Le sanzioni per il greenwashing previste dal Decreto Legislativo n. 30/2026 sono gestite principalmente dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e si applicano alle pratiche commerciali ingannevoli relative a green claim non verificabili.
L’AGCM può applicare multe che variano da 5.000 euro fino a 10 milioni di euro, con un tetto massimo pari al 4% del fatturato annuo dell’impresa nei casi più gravi di violazione o diffusi a livello europeo; la gravità, la durata della violazione e le condizioni economiche dell’operatore influenzano l’importo.
L’AGCM può ordinare la cessazione immediata della pratica sleale e pubblicare la sentenza.

Nei casi dolosi, il greenwashing può configurare reati come truffa (art. 640 c.p.) o frode in commercio, con responsabilità penale; possibile anche l'applicazione del D.Lgs. 231/2001 per responsabilità amministrativa delle aziende, con sanzioni pecuniarie, interdittive e confische.

Attuazione della Direttiva UE 2024/825 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 febbraio 2024, che modifica le direttive 2005/29/CE e 2011/83/UE per quanto riguarda la responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde mediante il miglioramento della tutela dalle pratiche sleali e dell'informazione →

Foto: freepik

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