Il cibo si spreca di meno e si dona di più

Il cibo si spreca di meno e si dona di più

Stanno cambiando le abitudini alimentari degli italiani? Per quanto riguarda il food waste sembra di sì: in un anno la quantità di avanzi gettati si è dimezzata. La Legge Gadda del settembre 2016 ha facilitato la distribuzione delle eccedenze che sono cresciute del 21%

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22

Gennaio
2018

In assoluta dissonanza con la ricerca del Codacons che a novembre 2017 stimava lo spreco alimentare degli italiani a 500 euro per ogni nucleo familiare, sono arrivati i numeri di un'indagine effettuata dal Ministero dell’Ambiente con il dipartimento di Scienze Agro-alimentari di Bologna e Waste Watcher che fotografa un Paese dove oggi si butta nell’umido quasi la metà del cibo rispetto al 2016.

La ricerca è stata fatta consegnando 430 diari ad altrettante famiglie perché scrivessero quotidianamente gli acquisti e pesassero i rifiuti alimentari. Fino al 2016 si stimavano 145 chili a famiglia e 63 a persona di frutta, verdura, latticini finiti nei rifiuti ogni anno, mentre attualmente le quantità sono quasi dimezzate: vengono buttati in media in un anno 84 chili a famiglia e 36 a testa. Tradotto in soldoni, in dodici mesi siamo passati dallo sprecare 360 euro a 250 euro di cibo: -110 euro a persona, -300 circa a famiglia.

"Questa ricerca fa ben sperare che tra informazioni e campagne di sensibilizzazione, i comportamenti comincino a cambiare - ha detto dice Andrea Segrè, fondatore di Last Minute Market, creatore di Waste Watcher, l’osservatorio nazionale sullo spreco -. È importante la discesa dai 13 miliardi agli 8 di spreco casalingo, visto che questo rappresenta i 4/5 del totale".

Stando ai diari delle quattrocento famiglie al primo posto degli alimenti buttati c’è la verdura: 7 chili l’anno pro capite. Al secondo latte e latticini: 4,8 chili. Segue a poca distanza la frutta: 4,5 chili. Questi sprechi derivano, nel 50 % dei casi, dalla disattenzione: la data di scadenza troppo vicina non vista al momento dell’acquisto o la confezione dimenticata nel frigo. Le cose sono però cambiate anche grazie ai diari che permettono di correggere abitudini sbagliate, come non fare la lista della spesa o sovrastimare i consumi dei prodotti freschi e freschissimi.

Da sottolineare anche che grazie alla nuova legge approvata a settembre del 2016 che facilita le donazioni per ciascuna delle fasi di produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione di prodotti alimentari, queste sono cresciute del 21,4 %: il Banco alimentare ha ricevuto da supermercati, mense e aziende 87mila tonnellate di alimenti, distribuendole a un milione e mezzo di persone.


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