Il bio made in Italy vale 6,9 miliardi. +6,2% i consumi domestici

Il bio made in Italy vale 6,9 miliardi. +6,2% i consumi domestici

In Italia cresce più il mercato della produzione. La filiera attende il Marchio Biologico Italiano dopo l'ok della Conferenza Stato-Regioni

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

10

Febbraio
2026

A cura della redazione

Nel 2025 le vendite di alimenti biologici in Italia per il consumo domestico sono aumentate del 6,2%, raggiungendo 5,5 miliardi di euro, con un valore complessivo, considerando anche il fuori casa (1,3 miliardi), che ha raggiunto 6,8 miliardi. L'export ha sfiorato i 3,9 miliardi di euro.
La Distribuzione Moderna rimane il primo canale per gli acquisti di biologico degli italiani, pesando per il 64% del totale delle vendite legate ai consumi domestici degli italiani. Nel 2025, le vendite di biologico nel canale si attestano a 3,5 miliardi di euro, +6,1% rispetto al 2024 (fonte: stime Nomisma su dati Nielsen IQ dati Anno 2025 perimetro omnichannel).
Il 20% dei consumi interni passa, invece, dai negozi specializzati nel bio che nel 2025 rispetto al 2026 hanno visto un incremento del valore delle vendite del +7,5%.
Gli ultimi dati dell'Osservatorio Sana 2026 mostrano un settore che registra una richiesta in fase di sviluppo. In tutto ciò, l'Italia avrà il suo Marchio Biologico Italiano che affiancherà il logo caratteristico a forma di foglia (Euro-leaf) con le stelle dell'UE su sfondo verde.
La storia di questo marchio ancora sconosciuto è lunga: inizia a ottobre 2024 con un concorso di idee, ed è attesissimo da tutti gli operatori della filiera. Ma ancora deve arrivare sulle nostre tavole: manca un passaggio formale di parere da parte della Commissione UE dopo l'intesa nei giorni scorsi, raggiunta nella Conferenza Stato-Regioni che ha dato il via libera al decreto.

"Il marchio da un punto di vista normativo rispetta quanto già previsto dal Regolamento europeo sull'origine della materia prima nazionale che non può essere inferiore al 95%", ha detto all'ANSA la presidente di Federbio, Maria Grazia Mammuccini. "Si tratta di valorizzare quindi la nostra materia prima e di andare incontro alla scelta di sostenibilità sempre più forte da parte dei consumatori. E l'elemento distintivo del 2025 - ha riferito Mammuccini - è che in Italia cresce più il mercato della produzione". Da qui l'importanza di informare il cittadino.
L'utilizzo del
Marchio Biologico Italiano sarà volontario e le Regioni hanno chiesto al Ministero dell'Agricoltura la costituzione di un gruppo di lavoro dedicato al monitoraggio dell'utilizzo del marchio e alla definizione di iniziative di divulgazione, con particolare attenzione ad alcuni mercati target, come quelli del Nord Europa.
Il nostro Paese,
 con oltre 2,5 milioni di ettari e una percentuale di superfici bio sul totale pari al 20,2% (contro una media europea ferma al 11,2%), si avvicina ulteriormente al target del 25% di superficie agricola biologica fissato dalle strategie europee Farm to Fork e Biodiversità per il 2030 e che l’Italia, in accordo con quanto previsto dal Piano Strategico della PAC, ha deciso di anticipare al 2027.

Fonti: https://feder.bio, ANSA
Photo by KamranAydinov


RIPRODUZIONE RISERVATA ©Copyright FOOD&TEC


Condividi su: