Il bio cresce anche nel 2021

Il bio cresce anche nel 2021

AssoBio: nel primo trimestre confermati i livelli di consumo dopo l'incremento di un anno fa. E-commerce +79%

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

27

Aprile
2021

Il momento che sta vivendo il comparto del biologico è favorevole, visto che si consolida l'incremento dei consumi incassato un anno fa, quando ebbe punte del +20% a marzo-aprile. Lo dicono i dati comunicati da Assobio che registrano una crescita a valore tendenziale dello 0,9% nel primo trimestre 2021. Tra i canali di distribuzione, la spesa online aggiunge un +79% rispetto a un anno fa (+150% in tutto il 2020) e i discount crescono del 10,5% (Nielsen).

Le contraddizioni strutturali del mercato tuttavia restano: l'Italia vanta una delle maggiori quote nazionali di superficie agricola utilizzata a biologico in Europa, con un 15,8%, ma la spesa pro capite (pre-Covid) è di 60 euro all'anno, contro i 144 in Germania, 174 in Francia, 338 in Svizzera e 344 in Danimarca (dati Fibl & Ifoam, 2021). Il peso del biologico sul totale alimentare è del 3,2%. Questo, nonostante il nostro sia il primo Paese in Europa e secondo al mondo nell'esportazione di prodotti biologici, con oltre 2,6 miliardi di euro, circa il 6% di tutto l'export agroalimentare nazionale.

"I dati dimostrano che il biologico non è una nicchia e il potenziale per un aumento dei consumi interni c'è - osserva Roberto Zanoni, presidente di Assobio -. Va comunicato il suo valore reale. Da un lato il Governo dovrebbe investire in formazione nelle scuole e nella ricerca universitaria. Dall’altro lato, si dovrebbe creare maggiore consapevolezza nel consumatore e avviare economie di scala, favorendo il passaggio ad un’autentica agriecologia e a una maggiore competitività del comparto".

Secondo Assobio, per favorire gli orientamenti del Green Deal sarebbe opportuno alleviare i costi di certificazione biologica che gravano sulla filiera: "Tale onere - puntualizza Zanoni -  si riverbera su produttori, trasformatori e distributori, fino al prezzo finale. Riconoscere a questi operatori un credito di imposta, oltre a favorire la conversione delle superfici, aiuterebbe anche i consumi, insieme a un auspicabile taglio dell'Iva sui prodotti dell'ortofrutta biologica".

La promozione della tracciabilità, la valorizzazione dei loghi di qualità europea in etichetta, la comunicazione, sono alcune leve per incrementare la fiducia dei consumatori, avvalendosi delle tecnologie digitali, avanzate dalla stessa Commissione di Bruxelles, in una recente comunicazione al Parlamento europeo. Per Zanoni "urge investire nell'innovazione digitale, creando una piattaforma di tracciamento validata dal MiPAAF, che dovrà essere utilizzata da tutti, produttori e operatori del biologico, dal campo alla tavola."

Credit: AssoBio


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