I dati 2020 del comparto molitorio

I dati 2020 del comparto molitorio

L'assemblea di Italmopa ha fornito i dati del settore relativi al 2020 e ha eletto in nuovo presidente

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06

Luglio
2021

Italmopa, Associazione Industriali Mugnai d’Italia, aderente a Confindustria e a Federalimentare, che rappresenta, in via esclusiva, l’industria molitoria italiana a frumento tenero e a frumento duro, ha diffuso, in occasione dell’Assemblea annuale, i dati relativi al comparto molitorio nazionale per l'anno 2020.

I volumi di sfarinati dell’Industria molitoria nazionale, avrebbero registrato un incremento del 2,4% rispetto al 2019 attestandosi in 8.089.000 tonnellate, mentre il volume complessivo dei prodotti dell’Industria molitoria italiana - comprensivi anche dei sottoprodotti della macinazione - avrebbe raggiunto 11.550.000 tonnellate con un incremento del 2,8% rispetto ai livelli produttivi registrati nel 2019.

Sulla base degli indicatori relativi alla produzione e ai prezzi delle diverse tipologie di sfarinati e sottoprodotti della macinazione, si stima che il fatturato dell’Industria molitoria, abbia raggiunto quota 3.850 miliardi di euro con un incremento del 7,5% rispetto all'anno precedente.

Relativamente al comparto della macinazione del frumento tenero, si registra una riduzione complessiva dei volumi produttivi del 4,2%  rispetto al 2019 - ovvero da 4.055 a 3.883 milioni di tonnellate - per via, in particolare, della forte contrazione registrata nei canali della panificazione (-7,6%) e della pizzeria (-22,8%) solo molto parzialmente compensata da una crescita del canale domestico (+33,6%) che esprime tuttavia una quota piuttosto limitata sugli acquisti totali delle farine di frumento tenero.

Sostanzialmente stabile il canale export, che ha assorbito nel 2020 circa 200.000 tonnellate di farine, e in leggera crescita il canale biscotteria/lievitati all’interno del quale si costatano tuttavia andamenti contrastanti dei volumi di vendita tra le farine destinate ai prodotti di prima colazione, in significativa crescita, e quelle utilizzate per la produzione di dolci da ricorrenza, in forte frenata.

Sempre secondo Italmopa, il fatturato del comparto molitorio a frumento tenero, tenuto conto dell’incremento medio, rispetto al 2019, del prezzo delle farine (+5,7%) e delle crusche (+4,1%) - risultante in primis dall’incremento dei costi logistici e della materia prima frumento tenero - dovrebbe attestarsi, nel 2020, in 1,861 miliardi di euro con una riduzione dello 0,8% rispetto al fatturato calcolato nel 2019, pari a 1,877 miliardi di euro.

Per quanto riguarda il comparto del frumento duro è stato registrato, nel 2020, un incremento particolarmente rilevante (+9,0% circa) dei volumi di produzione di semole che, per la prima volta, si sono situati in oltre 4 milioni di tonnellate (4.206.000 t rispetto a 3.858.000 t nel 2019, di cui 3.855.000 t destinate alla produzione di pasta alimentare).

A differenza di quanto osservato per altri comparti alimentari particolarmente penalizzati per la chiusura dei canali Horeca a seguito dell’emergenza sanitaria, questa problematica, nel caso della filiera frumento duro - semola - pasta, è stata superata in considerazione dell’aumento sia della domanda interna del prodotto finale pasta, sia - e soprattutto - delle esportazioni che hanno, globalmente, più che compensato le perdite costatate presso il canale Horeca.

Per quanto riguarda gli usi domestici della semola - che rappresentano una quota marginale, inferiore all’1,5%, del totale del volume delle vendite - si è registrato, analogamente al comparto del frumento tenero, un aumento tendenziale decisamente importante (+45% in volume), quale conseguenza della corsa allo scaffale verificatasi essenzialmente durante il lockdown della scorsa primavera, e proseguita successivamente, a fasi alterne e in misura territorialmente differenziata, nel prosieguo dell’anno.

L’incremento, nel 2020, dei volumi di produzione di semole nonché delle quotazioni medie delle stesse (+11,0%) e dei sottoprodotti della macinazione (+1,4%) ha determinato una corposa crescita del fatturato del comparto calcolato in 1,989 miliardi di euro con un incremento del 15,9% rispetto al fatturato calcolato nel 2019 (1,716 miliardi di euro).

Nell'occasione è stato eletto il nuovo presidente Silvio Grassi, titolare del Molino Grassi di Parma, che succede a Cosimo De Sortis che ha ricoperto il ruolo negli ultimi quattro anni.


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