G7 Ambiente: il CREA c'è

G7 Ambiente: il CREA c'è

Il ruolo della ricerca in agricoltura per la salvaguardia dell'ambiente è fondamentale. L'economia circolare che impone la valorizzazione degli scarti è uno degli argomenti cardine del summit di Bologna

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

09

Giugno
2017

Dall’economia circolare al cambiamento climatico, dalle nuove tendenze dell’agricoltura agli insetti: su tali temi il CREA si sta confrontando in questi giorni in occasione del G7 sull’ambiente, in corso a Bologna presso le Serre dei Giardini Margherita. I ricercatori, infatti, sono a disposizione per illustrare i progetti innovativi in ambito ambientale e spiegare come la scienza intende affrontare le sfide del mondo che ci aspettano.

In tal senso è innegabile che l’approccio circolare della nuova economia si inscriva nella direzione di una strategia innovativa che coniughi la produzione agricola sostenibile con la competitività economica, supportata anche dall’adozione di nuovi approcci e tecnologie. L’obiettivo è quello di ottimizzare la gestione delle risorse agricole, nell’ottica di limitare gli sprechi, valorizzando anche gli scarti.

Dal gambero della Louisiana, una specie infestante, infatti, i ricercatori del CREA hanno ottenuto per i pesci d’acquacoltura mangimi efficienti, economicamente sostenibili e con basso impatto sull’ambiente e sulle risorse. Dalle bucce e dai vinaccioli delle vinacce sono stati ricavati semilavorati (farine) utilizzabili direttamente o da cui estrarre molecole bioattive (polifenoli), antiossidanti naturali dalla proprietà nutraceutiche. Il baco da seta, in tal senso, rappresenta una vera e propria miniera: attraverso innovazioni di processo e di prodotto si ottiene una fibra di altissima qualità (utilizzata per gioielli misti seta e oro, per prodotti tessili di altissima gamma e prodotti biomedici) mentre gli scarti della filiera sono recuperabili e riutilizzabili in sottoprodotti (olio e proteine per l’alimentazione animale, composti per la cosmesi, imbottiture e seta rigenerata, principi attivi da utilizzare in farmacologia, biomassa per combustibile o fibra).

I ricercatori del CREA hanno in corso anche progetti basati su una gestione agro-ambientale integrata mirata all’ottimizzazione delle risorse (nutrienti, acqua ed energia), alla promozione di tecniche colturali sostenibili in grado di preservare i suoli, incrementandone la fertilità, attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie di fertilizzazione e di gestione delle acque irrigue.

Ampio spazio è dedicato agli insetti, elemento base per un nuovo integratore alimentare a basso impatto ambientale, dai composti benefici, cioè gli acidi grassi polinsaturi (omega 3), e peptidi ad azione anti-ipertensiva, preventiva quindi delle malattie cardiovascolari. Ma non solo. Si parla anche di api, veri e propri indicatori biologici in grado di monitorare la qualità dell’ambiente in cui vivono, e della rete di controllo del loro stato di salute. I
nfine verrà affrontato il tema degli antagonisti naturali delle specie aliene che recano danni alla nostra ortofrutta e del nuovo laboratorio per la quarantena.

"Siamo orgogliosi - dichiara Salvatore Parlato, Presidente del CREA - di partecipare a un appuntamento come il G7 dell’ambiente, così significativo per il futuro del nostro pianeta. Il CREA è largamente impegnato nella sfida della sostenibilità ambientale dell’agricoltura. Le ricerche e le innovazioni messe in campo possono concretamente invertire l’errata convinzione che l’agricoltura sia nemica dell’ambiente. L’agricoltura può e deve contribuire a preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi ad essa connessi, attraverso una gestione e una conservazione del territorio, che garantisca la salvaguardia del paesaggio e della biodiversità, la prevenzione del dissesto idrogeologico, il contrasto e la mitigazione dei cambiamenti climatici"


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