Federvini, con inflazione e guerra vendite giù del 9,6%

Federvini, con inflazione e guerra vendite giù del 9,6%

In calo anche spiriti e aceti. Rimangono però in ascesa le esportazioni: +12%

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09

Giugno
2022

L'incertezza comanda in questi primi mesi del 2022 anche nel settore dei vini, distillati, liquori, aperitivi e aceti. L'inflazione e il conflitto in Ucraina iniziano "a dominare le preoccupazioni degli italiani, con le vendite al dettaglio in calo nei primo quadrimestre rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, del 9,6% per i vini, ma anche del -5% per gli spiriti e del 4,3% per gli aceti. E nei prossimi sei mesi il 91% dei consumatori è pronto a cambiare le abitudini di acquisto, mentre il 53% ridurrà complessivamente pranzi e cene fuori casa".
È quanto emerge nel sondaggio promosso dall'Osservatorio Federvini con Nomisma e Tradelab in occasione dell'assemblea generale dell'associazione confindustriale, dal quale si capisce chiaramente che le principali preoccupazioni degli italiani sono inflazione e guerra, seguite a ruota da disoccupazione e cambiamento climatico. 

Dalla fotografia del settore si nota invece la crescita dei consumi fuori casa "per una dinamica condizionata dall'allentamento delle restrizioni legate alla pandemia, anche se il valore è ancora distante da quello del 2019. Bene anche l'export, importante leva per i settori rappresentati dalla Federazione, che da gennaio ad aprile del 2022 nei principali mercati di destinazione registra +12% per i vini, +45% per gli spirits e +4,1% per gli aceti".

"È un momento di grande incertezza - ha sintetizzato la presidente di Federvini, Micaela Pallini aprendo i lavori dell'assemblea - da mesi segnalavamo il peggioramento della situazione e oggi cominciamo a trarne le prime conseguenze. È necessario un confronto aperto con il Governo e le filiere produttive: nessun settore si salva da solo, quello che chiediamo sono interventi di struttura e misure di mercato, in termini di semplificazioni, promozione e supporto a lungo termine per il nostro export". Tre, infatti, sono le parole chiave per Federvini: rilancio, internazionalizzazione e reputazione.

La Presidente Albiera Antinori è così intervenuta: "Sulle semplificazioni possiamo fare molte cose. Due esempi? In Italia dovremmo completare il processo di digitalizzazione del settore vino, collegando lo schedario viticolo al registro telematico. In Europa occorre completare l’armonizzazione del mercato interno sulle vendite a distanza, oggi rese difficoltose dagli adempimenti burocratici in essere che rendono davvero complicato il commercio elettronico dei nostri prodotti. L’altro punto è spingere ancora di più sul tema promozione, con un migliore coordinamento nazionale e focalizzando meglio gli investimenti sui mercati per noi chiave".

Foto: federvini.it


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