Fame nel mondo: drammatica impennata nel 2020

Fame nel mondo: drammatica impennata nel 2020

ONU: la pandemia provoca un incremento del +18%. Compromesso l'obiettivo di sradicare la fame entro il 2030

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13

Luglio
2021

Nel 2020 c'è stato un grave peggioramento della situazione della fame nel mondo e ciò è da ricollegarsi, in larga misura, alle ricadute della pandemia di Covid-19. Sebbene non sia ancora stata effettuata una mappatura completa dell'impatto della pandemia, secondo un rapporto ONU, lo scorso anno circa un decimo della popolazione mondiale, fino a 811 milioni di persone, era sottoalimentato.
Le "flessioni economiche come conseguenza delle misure di contenimento del Covid-19 in tutto il mondo hanno contribuito a uno dei maggiori aumenti della fame nel mondo da decenni", afferma il Rapporto annuale sulla sicurezza alimentare e sulla nutrizione. Il documento è pubblicato congiuntamente dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), dal Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD), dal Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF), dal Programma Alimentare Mondiale (PAM) e dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS).
Si allontana così drammaticamente la possibilità di raggiungere l'obiettivo "fame zero" entro il 2030.

Le edizioni precedenti del report avevano già lanciato l'allarme, segnalando che era a rischio la sicurezza alimentare di milioni di persone, tra cui molti bambini. "Purtroppo la pandemia continua a fare emergere le carenze dei nostri sistemi alimentari, carenze che minacciano le vite e i mezzi di sussistenza di molte persone in tutto il mondo", scrivono i responsabili delle cinque agenzie dell'ONU nella prefazione del rapporto di quest'anno.

Sebbene non sia ancora possibile determinare l'impatto completo della pandemia, il rapporto stima che circa 118 milioni di persone in più hanno affrontato la fame nel 2020 rispetto al 2019, con un aumento del 18%.

L'aumento dell'insicurezza alimentare moderata o grave è stato pari ai cinque anni precedenti messi insieme.

L'edizione di quest'anno presenta, per la prima volta, un intervallo (da 720 a 811 milioni che hanno affrontato la fame) anziché un unico dato complessivo. Per le ripartizioni regionali viene utilizzata la cifra di 768 milioni, ossia la stima intermedia.
Qualunque sia il valore considerato dell'intervallo (inferiore, intermedio o superiore), si registra un notevole aumento annuo rispetto al valore intermedio del 2019 (di 650 milioni). Quanto al valore massimo dell'intervallo, l'aumento rispetto all'anno precedente è di 161 milioni.

Già a metà degli anni 2010 la fame aveva iniziato lentamente la sua crescita, infrangendo le speranze di un calo irreversibile. A destare preoccupazione è stato, nel 2020, il suo aumento repentino in termini assoluti e proporzionali, che ha superato la crescita demografica: secondo le stime, lo scorso anno le persone sottoalimentate hanno rappresentato circa il 9,9% della popolazione mondiale, contro l'8,4% del 2019.

Secondo il report, più di metà di tutte le persone sottoalimentate (418 milioni) vive in Asia, oltre un terzo (282 milioni) vive in Africa e una quota più esigua (60 milioni) in America latina e nei Caraibi. Tuttavia la fame è cresciuta soprattutto in Africa, dove si stima che la prevalenza della sottoalimentazione sia di oltre due volte superiore a quella di ogni altra regione (21% della popolazione).

Le agenzie ONU hanno affermato che "Quest’anno abbiamo l’opportunità senza precedenti di compiere progressi nel campo della sicurezza alimentare e della nutrizione attraverso la trasformazione dei sistemi alimentari grazie al Vertice delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari, al vertice Nutrizione per la crescita e alla COP26 sui cambiamenti climatici" che si terranno a breve.

Stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo →

Foto: Unicef.it


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