Export, fiere, PNRR: l'agroalimentare a Cibus

Export, fiere, PNRR: l'agroalimentare a Cibus

Il Ministro Di Maio e il Presidente di Federalimentare Vacondio celebrano un settore in grande crescita

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

01

Settembre
2021

Il 31 agosto si è aperto a Parma Cibus 2021 con i classici appuntamenti istituzionali durante i quali industria e istituzioni hanno fatto il punto su un settore che gode di ottima salute. La XX edizione del salone internazionale dell'alimentazione è stata inaugurata da Gino Gandolfi, Presidente di Fiere di Parma; Federico Pizzarotti, Sindaco di Parma; Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia-Romagna. Nel corso della prima giornata si è tenuto, al mattino, il Convegno Inaugurale, con due tavole rotonde, una dedicata all’industria e l’altra alla distribuzione.

Nel pomeriggio si è svolta l’assemblea di Federalimentare, dove è intervenuto anche Carlo Bonomi, Presidente di Confindustria, il quale ha esordito con le solite lamentazioni: "L’industria di trasformazione alimentare ha un ruolo preminente che non viene riconosciuto né dalla politica né dai media. A livello internazionale, tra i Paesi del G7, è seconda solo a quella degli Stati Uniti d’America. Noi dobbiamo ragionare in termini di filiera, i successi vanno attribuiti a tutti, ai rapporti delle imprese con i produttori alimentari, con le reti distributive, col settore del fuori casa. Vista la sensibilità dimostrata dal governo Draghi, possiamo essere ottimisti sul blocco in Italia della etichettatura nutrizionale a semaforo Nutriscore, scientificamente infondata".
Tra gli altri interventi, quello di Carlo Maria Ferro, Presidente di ICE Agenzia: "L’export agroalimentare è cresciuto del 10% e più nel primo semestre 2021 e il nostro impegno è quello di sostenere questo settore. Abbiamo realizzato 19 accordi a favore del comparto con la Grande Distribuzione e 15 nuove azioni per aiutare le imprese nella trasformazione digitale verso la sostenibilità".

L'industria e il governo

Per Federalimentare ha preso la parola il Presidente Ivano Vacondio il quale ha sottolineato come il fatto che l'Italia raggiungerà i 50 miliardi di export agroalimentare entro la fine del 2021, con l'industria che "vede" 154 miliardi di fatturato in aumento dell'8%, sia un punto di partenza e non di arrivo.
"I cambiamenti e la ripresa che stiamo vivendo sono tutti segnali che è in atto una fase di transizione che ci porterà verso un nuovo paradigma economico e sociale - ha detto Vacondio - e il food&beverage ha tutte le carte in regola per essere tra i protagonisti di questa nuova era". Il settore, a parere di Vacondio, ha saputo dare risposte nuove a consumatori diventati più digitali, più attenti al territorio e alla sostenibilità.
"La nostra industria ha già ripreso a crescere - ha continuato il Presidente - e se le esportazioni rappresentano il fiore all'occhiello anche la produzione alimentare non sarà da meno e potrebbe chiudere l'anno con +6,5%". Una menzione anche alle produzioni a indicazione geografica, che valgono circa 17 miliardi di euro, incidendo per oltre l'11% sul fatturato dell'industria.

Il costo delle materie prime? "Un bel problema"

L'intervento di Vacondio ha fatto registrare un passaggio sui costi di produzione: "Nel nostro comparto le materie prime sono aumentate dal 35% all’80%. A questo bisogna aggiungere il rincaro del 25% dell’energia elettrica, il costo dei pallet triplicato, quello del trasporto navale più che raddoppiato, così come sono raddoppiati i prezzi degli imballi. Bisogna che anche la grande distribuzione si faccia carico di questi aumenti". Ma la GDO, ovviamente, si sfila: "L’inflazione da costi - ha affermato il Presidente di Coop Italia, Marco Pedroni - è una iattura, ma se aumentassimo i prezzi la domanda interna subirebbe un duro colpo".
"I consumi interni - ha punzecchiato l'AD Conad Francesco Pugliese - valgono molto di più dei 50 miliardi di export". L’andamento dei consumi interni preoccupa anche Alberto Frausin, presidente di Federdistribuzione: "Ormai rappresentano il 22% del Pil e scendono da anni. Nonostante la tenuta durante il Covid, siamo ancora sotto i livelli del 2007".

La terra promessa dei mercati internazionali

Appare evidente che alla crescita è legata la sfida del commercio internazionale. "Essendo i consumi interni ormai stagnanti - ha chiosato il Presidente di Federalimentare Vacondio - dobbiamo puntare sulle esportazioni molto più di quanto già facciamo e con questo mi riferisco all'indispensabilità degli accordi di libero scambio. Dobbiamo continuare e tutelare quelli già atto, come quello con la Cina o sulla Brexit, ma spingerci anche verso economie emergenti, dove i nostri prodotti possono conquistare grandi fette di mercato, come dimostrano le cresciate a due cifre in Vietnam (+37,3%), in Malaysia (+36,6%) e in Corea (+52,4%)".

Anche il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in un videocollegamento durante l'assemblea di Federalimentare, ha parlato di export. Ma non solo.
"Pratiche dannose, come l'Italian sounding, hanno raggiunto dimensioni preoccupanti, specialmente nell'agroalimentare", ha spiegato Di Maio sottolineando "l'intensa azione di contrasto della Farnesina alla contraffazione dei beni italiani su scala mondiale". Il Piano per la Promozione Straordinaria del made in Italy 2021, ha affermato, "prevede azioni a tutela di marchi e certificazioni di qualità e di origine, e di contrasto all'Italian sounding".
"Di comune accordo con il MiPAAF abbiamo deciso di potenziare la rete estera con l'inserimento negli organici di alcune Ambasciate di esperti del settore agroalimentare - ha aggiunto Di Maio - referenti professionali dedicati che lavoreranno alla promozione e tutela dei prodotti italiani, con attenzione a questioni doganali, dazi e barriere non tariffarie. Il primo contingente di sei addetti arricchirà presto gli organici delle Ambasciate a Londra, Washington, Pechino, Tokyo, New Delhi e Brasilia".

Semaforo rosso per il Nutriscore

"La Farnesina è fermamente contraria, e lo ribadisce in tutte le sedi internazionali, a pratiche come i cosiddetti semafori alimentari e gli avvertimenti di pericolo sulle confezioni - ha detto Di Maio -. Insieme ai Ministeri competenti abbiamo contribuito a definire la posizione nazionale in tema di etichettatura nutrizionale, con il Nutrinform Battery, lo schema di etichettatura nutrizionale fronte pacco adottato in Italia, proposto anche quale schema armonizzato europeo. Il Nutrinform Battery tiene in considerazione sia la tutela della salute dei consumatori sia gli interessi dell'industria italiana di settore e dei prodotti a denominazione di origine protetta, vincolati a rigidi disciplinari. La nostra posizione in materia di nutrizione pone al centro il sostegno alle diete tradizionali, sane, sostenibili e accessibili come la Dieta Mediterranea. L'Italia lo ha riaffermato anche in occasione del pre-vertice mondiale sui sistemi alimentari, tenutosi a Roma dal 26 al 28 luglio e che ha preparato il terreno per il vertice sui sistemi alimentari, in programma il prossimo settembre presso le Nazioni Unite a New York".

Vola l'export agroalimentare. Filiera da primato

"Il valore dell'export dell'agroalimentare nei primi cinque mesi del 2021 è cresciuto dell'8,6% rispetto allo stesso periodo del 2020, raggiungendo la cifra di 14,7 miliardi di euro e posizionando l’Italia al 12° posto tra i principali esportatori mondiali. Nel settore dei vini, l’Italia è al secondo posto tra gli esportatori, con una crescita di oltre l’11% nei primi cinque mesi del 2021, per un valore superiore ai 2,6 miliardi di euro. E anche in un anno di contrazione del sistema produttivo come è stato il 2020, l'export dell'agroalimentare ha comunque registrato un aumento di circa il 2% rispetto al 2019", ha aggiunto il Ministro degli Esteri.
Nel 2019, l'export agroalimentare era aumentato del 7% rispetto all'anno precedente.
L'agroalimentare, ha ricordato Di Maio, "è la prima filiera dell'economia italiana, con un valore di 208 miliardi di euro nel 2020, pari al 12,6% del Pil. Le attività del comparto contribuiscono a oltre il 4% del valore aggiunto dell'intera economia, per un valore di 64 miliardi di euro, e impiegano 1,4 milioni di persone, ovvero oltre il 6% degli occupati".
L'industria della trasformazione rappresenta il 2° comparto della manifattura del Paese.
Il Ministro ha evidenziato anche il primato dei prodotti italiani a denominazione di origine e a indicazione geografica: "Sono oltre 800, ovvero quasi un terzo dei circa 3.000 riconoscimenti a livello internazionale. L'Italia si colloca così al primo posto al mondo sia per gli alimenti (314 tra DOP, IGP, STG) sia per i vini (526 tra DOCG, DOC e IGT). La promozione delle indicazioni geografiche e dei marchi italiani sui mercati internazionali è perciò un elemento cruciale per le nostre esportazioni".
"Adesso - ha aggiunto Di Maio - ci muoveremo per rendere strutturale, all'interno della Legge di Stabilità, il sostegno all'export, attraverso una previsione di spesa pluriennale".

PNRR: 1,2 miliardi per aiuti all'export

"La Farnesina - ha detto Di Maio - nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ha ottenuto che un ulteriore stanziamento di 1,2 miliardi di euro fosse dedicato al rifinanziamento del Fondo 394", il fondo che concede finanziamenti agevolati per i progetti di internazionalizzazione delle imprese italiane. "Puntiamo a rafforzare ulteriormente la finanza agevolata nell'ambito del Patto per l'Export e a sostenere, in particolare, le esportazioni delle piccole e medie imprese italiane. Il nostro obiettivo è favorire i processi di digitalizzazione, innovazione e sostenibilità, e rafforzare la competitività sui mercati esteri, in linea con gli obiettivi del Next Generation Eu".

Il sostegno alle fiere

"Come Ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale - ha puntualizzato Luigi Di Maio - abbiamo fortemente sostenuto il ritorno alle fiere in presenza a partire dallo scorso giugno insieme ad ICE-Agenzia e Simest". Tra le iniziative, dall'autunno prossimo sarà realizzata una campagna di comunicazione straordinaria dedicata alle fiere italiane.
Sul versante promozionale, per il biennio 2020-2021 sono stati stanziati 57 milioni di euro nell’ambito del Piano Straordinario per la Promozione del made in Italy. Con queste risorse, ICE-Agenzia ha realizzato oltre 40 iniziative di potenziamento fieristico, sia in forma fisica sia digitale.
"Per Cibus 2021 - ha fatto notare Di Maio - abbiamo stanziato più di 1 milione di euro per un programma che comprende missioni incoming dall’estero di operatori e giornalisti di settore, e azioni di comunicazione a livello internazionale".
Inoltre, tramite Simest, sono state realizzate misure di finanza agevolata a sostegno delle fiere. Tra queste, l'istituzione di una specifica componente del Fondo 394 aperta a fiere e organizzatori di manifestazioni fieristiche internazionali, con possibilità di accedere a finanziamenti fino a 10 milioni di euro, con una componente a fondo perduto entro gli 800.000 euro.
"A questo fine - ha concluso Di Maio - per la prima volta e proprio a beneficio del sistema fieristico, abbiamo esteso l'operatività di Simest, consentendole di erogare ristori fino a 10 milioni di euro, in linea con il Temporary Framework dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato. Sottolineo inoltre gli effetti positivi sul sistema fieristico derivanti dall'ampliamento della componente generale del Fondo 394 al territorio dell'UE, Italia inclusa, per cui le aziende italiane possono beneficiare dei finanziamenti anche per la partecipazione a fiere internazionali che si svolgono sul territorio italiano".

Foto: Album Fotografico del Ministro, Ministero degli Affari Esteri


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