Embargo Russia: persi 217 milioni di export agroalimentare

Embargo Russia: persi 217 milioni di export agroalimentare

Ma nonostante le restrizioni commerciali tra Unione europea e Federazione Russa, l'Italia mantiene il primato per le vendite di vino, paste alimentari e pomodori pelati

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24

Giugno
2019

Dalle analisi dell'ISMEA compiute sulla bilancia commerciale di prodotti agroalimentari della Federazione Russa, emerge che la perdita economica per le esportazioni food&wine italiane per effetto dalle sanzioni economiche emanate dalla UE nel marzo 2014 è di 217 milioni di euro, con frutta fresca, carni e latte e derivati che perdono rispettivamente 112, 57 e 48 milioni di euro rispetto al periodo pre-embargo.

La dinamica dell'import russo dell'agroalimentare italiano, che nel 2013 era in crescita del 124% rispetto al 2009, ha subito un forte stop azzerando l'export per alcuni settori chiave come frutta fresca, carni, latte e derivati, penalizzando assai prodotti come uva, mele, kiwi, pesche, formaggi freschi e stagionati, carni bovine.
Si tratta di referenze spesso legate ad aree circoscritte come Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Puglia e Lazio, per le quali il danno economico è ancora più rilevante.

Nonostante il perdurare dell'embargo, nel 2018 l'export agroalimentare italiano ha saputo parzialmente compensare le perdite subite grazie alla crescita di altri comparti del made in Italy, come paste alimentari, pomodori pelati e polpe, tabacchi e olio.
Con un fatturato di 945 milioni di euro di export, l'Italia figura al settimo posto dei principali Paesi fornitori della Federazione Russa e si è posizionata al secondo posto, dietro la Germania, tra i fornitori comunitari.

Il nostro Paese detiene il primato per le vendite di vino confezionato (l'Italia era seconda nel 2013) e il terzo posto per i prodotti della panetteria e pasticceria.

Gli scambi agroalimentari fra Italia e Russia


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