Diversamente green: le aziende alimentari italiane devono migliorare moltissimo in termini di sostenibilità

Diversamente green: le aziende alimentari italiane devono migliorare moltissimo in termini di sostenibilità

Dal 2022 le società con livello Sustainable Grade sono cresciute solo del 3%. Il 77% ha un «Not Fully Sustainable Grade»

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

26

Settembre
2026

A cura della redazione

Standard Ethics ha pubblicato i Corporate Standard Ethics Rating (SER)1 aggiornati delle maggiori 30 società italiane del settore Food&Beverage: emerge che nel corso degli ultimi due anni si sono verificate soltanto tre modifiche ai rating delle trenta maggiori società del settore sotto elencate, appartenenti al SE Food&Beverage Sustainability Italian Cluster.



Standard Ethics ha posto un Outlook "Positivo" sui rating ESG di GranTerre (gennaio 2026) e De Cecco (aprile 2026), entrambe con rating "E".
Lavazza ha registrato invece l’innalzamento del rating a "EE-", raggiungendo il Sustainable Grade insieme ad altre 6 società: Casillo Group e Illycaffè (che guidano con il rating "Strong" "EE"), A. Loacker, Bolton Group, Eurovo e La Doria (con rating "EE-").

Dal 2022, anno in cui Standard Ethics le monitora a livello di gruppo, le aziende con livello Sustainable Grade sono cresciute soltanto di un 3% passando dal 20% al 23% attuale (solo 7/30 dispongono attualmente di un rating pari o superiore alla "EE-"). Il 77% delle aziende ha un Not Fully Sustainable Grade.

Il processo di allineamento alle indicazioni internazionali sulla Sostenibilità di ONU, OCSE, UE è stato lento. Allo stato attuale, le aziende sembrano concentrare le buone pratiche ESG su singoli prodotti e su ambiti specifici della filiera ad essi correlati. Mentre appare più debole l’adozione di principi di Sostenibilità circa il sistema aziendale nel suo complesso: strategie di lungo termine, policy di sostenibilità, modelli di governo, ESG risk management, rating ESG indipendenti e sollecitati. Nonostante la presenza globale di alcuni marchi, sono frequenti società che non forniscono informazioni basilari auspicate da ONU OCSE e UE. Sono pertanto ampi i margini di implementazione, anche nella qualità e nella disponibilità di informazioni ESG, incluso il posizionamento aziendale rispetto agli obbiettivi internazionali, di natura ambientale, sociale e di governance, e alle relative tempistiche.

Il monitoraggio proseguirà, passando nelle mani di Standard Ethics Europe. Infatti, si registra a livello regolamentare l’entrata in vigore, il 2 luglio scorso, dell'Albo europeo dei fornitori di rating ESG. Standard Ethics Europe è subentrata in via definitiva a Standard Ethics Ltd nella emissione dello Standard Ethics Rating (SER) in Europa. L’Agenzia europea era stata insediata in Italia, a Milano e dal 13 agosto 2026 è stata registrata nell'Albo europeo. Opera sotto la diretta vigilanza dell’ESMA. 

1 Le valutazioni si basano su una scala che comprende 9 gradi espressi in lettere. Qualsiasi rating pari o superiore a "EE-" indica una buona conformità. Lo Standard Ethics Rating (SER) è un rating aggregato, e rientra nella definizione di opinione ESG così come proposta dal Regolamento UE 2024/3005.



Foto: magnific


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