A cura della redazione
Gli Stati Uniti hanno ridotto drasticamente i dazi antidumping provvisori sulle importazioni di pasta italiana, passando dal 91,7% iniziale a un’aliquota tra il 2% e il 5%, a seconda del produttore. Questa decisione salva esportazioni per circa 500 milioni di euro annui.
L’annuncio dei dazi provvisori era avvenuto il 4 settembre 2025. La decisione di revisione è arrivata dopo l’intervento congiunto della Commissione Europea e del governo italiano, tramite il Ministero degli Affari Esteri e il MAECI, con supporto di dati dall’ICE-Agenzia, che hanno fornito argomentazioni tecniche e dati per contestare le misure protezionistiche.
Questa riduzione attenua l’impatto sui produttori italiani di pasta, un settore chiave dell’export agroalimentare verso gli USA.
Ulteriori dettagli sui dazi definitivi saranno resi noti nelle prossime settimane.
Le implicazioni per i produttori di pasta italiani
Questa decisione di abbattere i dazi antidumping provvisori, ha immediate ricadute sui produttori italiani. Ad esempio, per Pasta Garofalo, il margine antidumping scende al 7% rispetto al 91,7% nella misura preliminare di settembre eal 13,89% del 31 dicembre 2025. Alla Molisana si applica un dazio del 2,65% (da 91,7% di settembre e dal 2,26% di fine anno).
Le altre 11 aziende coinvolte nella procedura vedono un’aliquota del 5,21%, rispetto al 91,7% di settembre e al 9,09% del 31 dicembre 2025.
Immagine: anna42f
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