Crisi del grano: l'Ucraina apre sbocco da terra

Crisi del grano: l'Ucraina apre sbocco da terra

Kiev ha aperto due corridoi terrestri verso Polonia e Romania e sta cercando di attivarne un terzo verso i Paesi Baltici

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13

Giugno
2022

La crisi del grano ucraino è sempre al centro dei colloqui diplomatici, con la Turchia che continua a cercare una mediazione tra Mosca e Kiev. Il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan, dopo il fallimento dell’incontro a Istanbul tra il ministro degli Esteri di Mosca Lavrov e il suo omonimo turco Cavusoglu, è pronto a risentire in settimana sia il presidente russo Vladimir Putin sia quello ucraino Volodymyr Zelensky. L'idea, a quanto riferisce l'agenzia russa Tass, è quella di creare un corridoio turco per l'esportazione del grano dall'Ucraina.

Intanto Kiev si è mossa per sbloccare, almeno in parte, l'export dei suoi cereali, con l’apertura di due corridoi via terra, uno verso la Polonia e l'altro verso la Romania, e tentando di attivarne un terzo con i Paesi Baltici. Il trasporto via terra consente esportazioni limitate, ben al di sotto dei flussi in tempi normali, ma è l'unico che sembra al momento praticabile.

Il clima tra Russia e Ucraina rimane molto teso sulla questione del grano, soprattutto dopo che il Ministro dell'agricoltura ucraino Taras Vysotskyi ha accusato Mosca di aver distrutto fino a 300mila tonnellate di grano, immagazzinate al porto ucraino di Mykolaiv sul Mar Nero.

Il trasporto del grano via terra è la strada su cui sta lavorando anche Bruxelles, in attesa che le trattative tra Mosca e Kiev sblocchino i porti. La carta su cui punta l’Unione europea è quella della Romania. Le merci passerebbero dalla regione del Delta del Danubio, al confine con il distretto di Odessa, e uscirebbero poi dall’Ucraina attraverso i canali navigabili.

L'opzione romena è stata ventilata anche dalla Presidentessa della Commissione europea Ursula von der Leyen durante la visita lampo della scorsa settimana a Kiev, in vista del via libera che la Commissione si appresta a dare allo status di candidato dell'Ucraina ad entrare nell'Unione.

Photo by Thom Bradley


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