Controlli sui green pass: il 64% delle contestazioni è a bar e ristoranti

Controlli sui green pass: il 64% delle contestazioni è a bar e ristoranti

Prosegue l'attività dei NAS. Ispezionate 12mila attività e contestate 778 violazioni

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29

Novembre
2021

È costantemente attiva la campagna di controllo da parte dei Carabinieri NAS sul territorio italiano circa il rispetto dell’obbligo del green pass per l’accesso a determinate categorie di attività e servizi, rivolgendo le verifiche anche all’obbligo del possesso per i lavoratori, introdotto dallo scorso 15 ottobre.
I NAS comunicano di avere ispezionato più di 12mila attività ed esercizi, contestando 778 violazioni all’obbligo del green pass, delle quali 428 a datori di lavoro e titolari di attività commerciali ed erogazione di servizi oggetto di obbligo di certificazione Covid come ristoranti e bar, sale scommesse, palestre e centri estetici e massaggio, ritenuti responsabili di omessa verifica del green pass. Ulteriori 350 sanzioni sono state applicate nei confronti dei clienti e utenti, mentre 68 sono state contestate a dipendenti impegnati in attività lavorative privi di certificato verde.

Gli esiti delle ispezioni dei NAS evidenziano che 497 sanzioni, pari al 64% complessivo, sono state rilevate presso strutture di somministrazione di alimenti e bevande, quali ristoranti, pizzerie e bar, delle quali 93 hanno interessato il mancato controllo/possesso del green pass da parte degli operatori delle attività.
108 (14%) sono state contestate presso sale scommesse, sale gioco e attività ricreative, 91 (12%) presso palestre e piscine, nonché 57 (7%) nell’ambito dei servizi di estetica e centri massaggio:
Il valore complessivo delle sanzioni amministrative ha superato i 312.000 euro.

Gli interventi dei NAS hanno riguardato anche la corretta applicazione delle restanti misure di contenimento alla diffusione epidemica, contestando ulteriori 430 violazioni dovute all’inosservanza delle operazioni di sanificazione, l’uso delle mascherine, le informazioni agli utenti e agli stessi dipendenti sulle norme di comportamento e di distanziamento. Sono stati emessi anche provvedimenti di chiusura temporanea da uno a cinque giorni nei confronti di 25 attività.

Le attività di controllo hanno interessato anche le farmacie e gli ambulatori di analisi per verificare la corretta attuazione delle disposizioni relative alle modalità di esecuzione dei testi rapidi e dei tamponi per la ricerca del Covod-19. Al riguardo sono state ispezionate 1.200 strutture sanzionando, anche penalmente, 42 gestori per aver condotto l’attività diagnostica in difformità alle norme e ai protocolli d’intesa, con locali non idonei e/o non autorizzati, l’omesso utilizzo di dispositivi di protezione individuale, l’applicazione di prezzi dei test superiori a quelli calmierati, nonché l’omessa alimentazione della banca dati sanitaria usata per la tracciatura dei contagi.

Tra gli interventi, i NAS hanno segnalato:
NAS Treviso
Sanzionati il titolare di una pizzeria di Casale sul Sile (TV) e un suo dipendente, poiché nel corso della verifica ispettiva, è stato accertato che il lavoratore era in possesso di green pass scaduto.
NAS Pescara
Controllate tre attività di ristorazione ubicate in Pescara e Guardiagrele (CH) presso due delle quali sono stati sanzionati due dipendenti poiché sorpresi a lavorare sebbene sprovvisti di green pass. Durante la medesima attività di controllo sono state contestate anche violazioni per la mancata attuazione del piano di autocontrollo e per l’omessa indicazione della lista degli ingredienti degli alimenti somministrati alla clientela.
NAS Milano
Sanzionato il titolare di un ristorante di Orsenigo (CO) per aver consentito al cuoco di effettuare preparazioni gastronomiche sebbene non in possesso della prescritta certificazione verde.
Nella circostanza sono state rilevate irregolarità di natura igienico-sanitaria nei locali dell’attività di ristorazione.
NAS Catanzaro
Sanzionato il titolare di un ristorante di Falerna (CZ) poiché responsabile di aver consentito l’accesso e la consumazione al tavolo interno del locale ad un avventore sebbene privo della necessaria certificazione vaccinale.
NAS Bologna
Accertate presso un ristorante ubicato a Cento (FE) numerose violazioni alle misure di contenimento del Covid-19 da parte del titolare dell’attività di somministrazione quali la mancata verifica del possesso della certificazione verde degli avventori e dei dipendenti, l’omesso utilizzo delle mascherine, l’assenza della cartellonistica indicante le norme di comportamento per evitare la diffusione del virus.
Le criticità sono state segnalate alla prefettura per i provvedimenti di competenza.


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