Consumi: lo street food ne ha fatta di strada

Consumi: lo street food ne ha fatta di strada

Il 52% degli italiani dichiara di acquistarlo: una ricerca Coldiretti dimostra che praticità e convenienza stanno trasformando una moda in abitudine alimentare

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

15

Maggio
2017

Con l’arrivo della bella stagione si moltiplicano le occasioni per assaggiare il cibo di strada che viene acquistato da più di un italiano su due (52%): lo afferma l’indagine Coldiretti/Ixe’ sullo street food divulgata in occasione di GNAM! Festival Europeo del Cibo di Strada che si è svolto a Roma al laghetto dell'Eur.
Parliamo di un fenomeno storicamente presente in Italia che sta vivendo - sottolinea la Coldiretti - una nuova stagione di successo perché concilia la praticità con il costo contenuto.

Tra coloro che mangiano cibo di strada, ad essere nettamente preferito dal 69% è quello della tradizione locale che va dalla piadina agli arrosticini fino agli arancini, mentre il 17% sceglie quello internazionale come gli hot dog e il 14% i cibi etnici come kebab, falafel.

La comparsa dei cosiddetti "food truck” per la preparazione e l’offerta delle diverse tipologie di prodotti e la nascita di catene specializzate ha favorito la diffusione.
Il fenomeno del cibo di strada - continua la Coldiretti - ha radici molto antiche che risalgono al tempo dei Romani dove gran parte della popolazione era spesso solita gustare i pasti in piedi e velocemente in locali aperti in prossimità della strada. Per questo l’Italia con le sue numerosissime golosità gastronomiche può vantare una tradizione millenaria a suon di arancini siciliani, piadina romagnola, olive ascolane, filetti di baccalà romani, arrosticini abruzzesi, polenta fritta veneta, focacce liguri, pesce fritto nelle diverse località marittime...

Aumenta anche l'offerta salutistica con la frutta presentata in tutte le diverse forme, dai centrifugati ai frullati, dagli smoothies ai pezzettoni. Lo street food non piace solo agli italiani: più di sei stranieri su dieci durante le vacanze in Italia fanno "shopping" di cibo che viene acquistato nel 39% dei casi proprio nei mercati di strada e dagli ambulanti che rappresentano la forma di vendita più genuina per i turisti, secondo le elaborazioni Coldiretti sullo studio “In viaggio attraverso l’Italia” di Confimprese.

La crescita del cibo di strada deve essere accompagnata - sostiene la Coldiretti - dalla difesa del radicamento territoriale per evitare un impoverimento della varietà dell’offerta, ma anche uno scadimento qualitativo e una omologazione verso il basso che distrugge le distintività.


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