Consumi alimentari: vanno meglio del pre-pandemia

Consumi alimentari: vanno meglio del pre-pandemia

ISMEA: aumentano export e acquisti domestici. Migliora il sentiment delle imprese della filiera

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

21

Giugno
2021

Il mese di marzo fa registrare i primi veri segnali di recupero dopo la crisi innescata dal Covid. Secondo il Report Agrimercati di ISMEA, è infatti dalla fine del terzo trimestre che migliorano una serie di indicatori economici, primi tra tutti l'export che grazie allo slancio di marzo, +10,6%, dopo il -4,7 di gennaio e il 0,4% di febbraio, fa sì che il primo trimestre de 2021 si collochi del 2,2% al di sopra del livello dello stesso periodo dell'anno scorso, quando ancora l'Italia non era stata travolta in pieno dall'emergenza socio-sanitaria globale.
La tendenza al recupero delle spedizioni all'estero risulta poi ulteriormente rafforzata anche ad aprile che ha fatto registrare un incremento in valore del 22,3% su base annua.

Ma ancora più rivelatore dell'inversione di tendenza in atto è il dato delle importazioni, che dopo la flessione del 2020 e del primo bimestre del 2021, registrano a marzo un incremento di quasi il 12% su base annua. Data la vocazione trasformatrice dell'industria agroalimentare nazionale, il recupero dell'import è inoltre prodromico di un'ulteriore crescita delle consegne all'estero nei prossimi mesi, di riflesso al rallentamento delle restrizioni in atto in molti dei partner commerciali dell'Italia, sulla scia del buon esito della campagna vaccinale.

Primi accenni di miglioramento anche per il sentiment delle imprese agricole e dell'industria alimentare, dopo l'inevitabile crollo della fiducia che ha accompagnato tutto il corso del 2020. Secondo l'indice ISMEA che sintetizza i giudizi degli operatori sulla situazione corrente e futura per la fase primaria e le opinioni sull'andamento degli ordini, livello delle scorte e sulle aspettative di produzione ci sarebbe un maggior ottimismo specie in relazione alle prospettive nel prossimo futuro.
"Intanto - sottolinea ISMEA nel report - l'anno di pandemia ha determinato un aumento del ricorso al credito da parte degli operatori della filiera soprattutto per far fronte a problemi di liquidità. Mentre per le industrie alimentari le richieste di prestiti hanno da sempre mostrato un certo dinamismo, per la fase agricola questo incremento arriva dopo anni di progressive flessioni".

Congiuntura agroalimentare primo trimestre 2021

La dinamica positiva che il commercio mondiale ha avuto nell'ultima parte del 2020 è proseguita anche nei primi mesi del 2021, con un +5,3% tendenziale nel bimestre gennaio-febbraio (cfr. Central Bureau Planning). La crescita degli scambi è trainata dal comparto dell'industria, mentre le attività dei servizi, in particolare quelli legati al turismo, ritardano la ripresa, sotto il peso delle misure restrittive messe in atto.

Le dinamiche economiche sono ancora diversificate, con Cina e Stati Uniti in fase di ripresa già nel primo trimestre del 2021, mentre i paesi dell'Eurozona facevano ancora i conti con le misure di contenimento richieste dalla terza ondata dei contagi, evidenziando nell'insieme un calo tendenziale del PIL dell'1,8%, secondo le ultime stime Eurostat.
Per l'Italia il calo del PIL è stato pù basso rispetto alla media, pari a -1,4%; gli indicatori economici sono previsti in rialzo, vista anche la ripresa della produzione industriale, che nei primi tre mesi del 2021 ha segnato un +10,6% su base annua per il manifatturiero nel complesso.

I prezzi delle materie prime internazionali stanno seguendo ormai da mesi una tendenza rialzista. Il prezzo del petrolio (Brent) è tornato al livello pre-Covid, a circa 65$/barile, notevolmente al di sopra del livello di aprile 2020, quando aveva toccato il picco più basso (18$/barile).
Desta qualche preoccupazione, invece, l'andamento dei listini delle commodity agricole, che secondo l'indice FAO sono aumentati del 25% rispetto al livello di marzo 2020. A spingere verso l'alto i prezzi sono soprattutto i cereali, gli oli vegetali, lo zucchero e i lattiero-caseari.
Le intenzioni di semina inferiori al previsto negli USA e le preoccupazioni per le condizioni dei raccolti in Sud America sono tra i fattori di crescita dei listini del mais, a fronte di una domanda in aumento e di scorte in riduzione.
La forte richiesta, anche da parte dei produttori di biodiesel, spinge i listini degli oli vegetali, mentre la ripresa della domanda asiatica di burro e formaggi continua a far crescere i prezzi dei lattiero-caseari.
Il progresso dei prezzi dello zucchero, rileva sempre ISMEA, deriva da un aumento della domanda spinta dalle preoccupazioni per i danni da gelo alle coltivazioni di barbabietola francese e dal rallentamento delle operazioni di raccolta della canna in Brasile, primo esportatore mondiale.

I prezzi all'origine dei prodotti agricoli italiani, invece, sono risultati mediamente in calo del 3,2% rispetto al livello del primo trimestre del 2020. La diminuzione è stata per lo più di egual misura tra i prodotti vegetali (-3%) e quelli zootecnici (-3,3%). I prezzi dei mezzi correnti di produzione agricoli sono rimasti per lo più allineati al livello del primo trimestre 2020 (+0,2%), ma con dinamiche differenziate per le diverse voci di spesa, in particolare una riduzione dei prezzi dei ristalli e dei prodotti energetici, a fronte di un aumento tendenziale di quelli dei mangimi, delle sementi e piantine e dei concimi.

In crescita su base tendenziale anche la produzione dell'industria alimentare, con un +1,8% dell'indice calcolato dall'Istat relativo al primo trimestre del 2021. L'aumento dei ritmi produttivi è avvenuto soprattutto nel mese di marzo, con un incremento tendenziale dell'8,5%, tenendo tuttavia presente il confronto con il mese in cui è esplosa la pandemia in concomitanza a una riduzione della produzione anche per l'alimentare.

Dopo l’anomalo 2020, anche nel 2021 c’è stata un’ulteriore crescita degli acquisti domestici per molti comparti. La spesa per i prodotti alimentari, infatti, dopo il +7,4% messo a segno nel 2020, a fronte del perdurare delle limitazioni per il contenimento della diffusione del virus, si mantiene su livelli elevati anche nel primo trimestre 2021, registrando un incremento del 2,9% sul primo trimestre 2020. La spesa alimentare si attesta al di sopra dell’11,7% rispetto allo stesso periodo del 2019, considerato l’anno di riferimento pre-pandemia.
Dall’analisi dei dati relativi al primo trimestre 2021 emerge un quadro caratterizzato da nuove tendenze, opposte a quelle che si erano registrate nel primo trimestre 2020, a inizio pandemia: per la prima volta, infatti, l’aumento delle vendite di prodotti freschi sfusi è superiore a quello dei confezionati, +3,7%, contro +2,5%.
I prodotti alimentari confezionati rappresentano comunque la parte preponderante della spesa (68%) e nel 2020 hanno tracciato una crescita quattro volte superiore al livello del 2019, con un aumento delle vendite in valore dell’8%. Altro elemento da evidenziare è la crescita a due cifre degli acquisti delle bevande: +13% contro il +1,7% dei generi alimentari.

AgriMercati - La congiuntura agroalimentare del primo trimestre 2021, le anticipazioni e le prospettive →

Photo by Karolina Grabowska


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