Conferme: nel primo semestre del 2026 l'export del vino registra un’ulteriore frenata: -6,2%. USA -14,1%

Conferme: nel primo semestre del 2026 l'export del vino registra un’ulteriore frenata: -6,2%. USA -14,1%

UIV: «solo gli spumanti restano stabili, urge una riorganizzazione sistemica dell'offerta»

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

16

Settembre
2026

A cura della redazione

Il vino italiano conferma il momento fortemente critico proseguendo con le difficoltà registrate lo scorso anno: il primo semestre 2026, infatti, si chiude con un export in negativo del 6,2% (a oltre 3,6 miliardi di euro), con i volumi a -4%.
La prima metà dell'anno, secondo l'Osservatorio di UIV - Unione Italiana Vini che ha elaborato i dati ISTAT appena rilasciati, ha registrato un calo degli ordini in 9 dei primi 10 top buyer (l'eccezione è la Russia, a +15,7%) e una contrazione del prezzo medio all'export del 2,3% con punte negli Stati Uniti (-7,8%).
La discesa della domanda riguarda sia i mercati extra-UE, in calo del 7,5%, sia quelli dell’Unione europea, a -4,2%.

Secondo il presidente UIV, Lamberto Frescobaldi: "L'Italia del vino paga, così come gli altri principali Paesi produttori, un calo strutturale della domanda a livello globale, acuito da fattori congiunturali legati al potere d'acquisto e alle tensioni geopolitiche. Siamo convinti della necessità di affrontare queste difficoltà attraverso una sistemica riorganizzazione del nostro settore, nella consapevolezza del valore socioeconomico che esso esprime".

Secondo l'Osservatorio UIV, lo shock di mercato degli ultimi 12 mesi potrebbe però registrare un lieve miglioramento, salvo ulteriori complicazioni delle tensioni internazionali. Già nel bimestre estivo di luglio e agosto, i dati provvisori sulle piazze extra-UE sono destinati a ripartire, con un rimbalzo in doppia cifra negli Stati Uniti rispetto al disastroso pari periodo 2025.
Timidi segnali di ripresa si sono segnalati in area UE già nel mese di giugno, senza però portare il saldo positivo in un semestre che vede gli USA a -14,1% (849 milioni di euro), la Germania a -6,8% (534 milioni di euro), e Regno Unito a -6,6% (346 milioni di euro). Tra le eccezioni, oltre alla Russia e al suo hub lettone, figurano Cina (+19,8%), Brasile (+8,2%) con l'intero Mercosur (+18,4%).


Per quanto riguarda le tipologie, gli spumanti si mostrano in tenuta (+0,4%) mentre proseguono le difficoltà dei vini fermi imbottigliati (-8,9%). Tra le regioni, la top 3 vede il Veneto perdere l'8,4% e la Toscana a -7,4% mentre il Piemonte, che torna in seconda posizione, recupera il 2,4% grazie al traino dall'Asti Spumante.

Foto: 
pixel-shot.com

RIPRODUZIONE RISERVATA ©Copyright FOOD&TEC


Condividi su: