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Commissione europea: "Garantire la libera circolazione di medicine e cibo"

Corsie rapide e preferenziali: arrivano le linee guida dell'UE dopo che il nostro Paese aveva denunciato casi di blocchi alle frontiere delle merci italiane

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17

Marzo
2020

Allo stato attuale, otto Paesi (Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Danimarca, Polonia, Lituania, Estonia e Germania) hanno notificato alla Commissione europea l'introduzione di controlli alle frontiere, oltre a Svizzera e Norvegia che, pur non essendo membri UE, appartengono alla zona Schengen. Le misure introdotte sono diverse: dai semplici controlli sanitari su chi entra, al divieto totale di ingresso per chi non è residenti. Ma il corollario è che la Commissione ha già dovuto registrare lunghe code di camion ai valichi di frontiera.
Le merci sono bloccate e questo aggrava l'impatto economico del coronavirus.

"Gli Stati Membri devono salvaguardare la libera circolazione di tutte le merci. In particolare, devono garantire la filiera di prodotti essenziali come medicine, equipaggiamento medico, e cibo". La Commissione europea è stata così obbligata ad esprimersi adottando delle linee guida per la gestione delle frontiere di fronte all'emergenza sanitaria.

"Abbiamo prove di chilometri e chilometri di code in alcuni posti di frontiera. I camion non sono stati in grado di passare a causa dei controlli a quella frontiera o dell'effetto domino a causa di frontiere chiuse in un altro Paese". Ha detto il portavoce della Commissione, Eric Mamer, spiegando le ragioni delle linee guida.

Anche la Presidentessa della Commissione Europea Ursula von der Leyen è intervenuta: "rimane vitale mantenere la continuità del trasporto delle merci nell'UE. Per questo proponiamo delle corsie rapide e preferenziali per il trasporto di medicinali, equipaggiamenti medici, cibo e servizi essenziali".


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