Cereali, verso l'intesa per un corridoio da Odessa al Mediterraneo?

Cereali, verso l'intesa per un corridoio da Odessa al Mediterraneo?

L'accordo di massima pare essere raggiunto da Mosca e Kiev con la mediazione della Turchia

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07

Giugno
2022

Si parla di un'intesa preliminare per un corridoio del grano che, dal porto Odessa condurrà le granaglie sotto scorta attraverso il Mar Nero sino al Mar Mediterraneo. L'accordo di massima, scrive il quotidiano russo Izvetsia, sarebbe stato raggiunto da Mosca e Kiev con la mediazione della Turchia e sarà oggetto di discussione durante la prossima visita del Ministro degli Esteri russi Serghei Lavrov ad Ankara.
I tempi però, ammesso che l'accordo regga, si prospettano lunghi: almeno un mese per lo sminamento del porto.
Kiev non conferma l'intesa, ma dà il suo assenso affinché sia perfezionata, e la Turchia chiede che l'ONU svolga un ruolo fondamentale.

La milizia turca avrà un ruolo cruciale poiché, dopo lo sminamento delle acque che bagnano Odessa, si occuperà di scortare le navi cargo cariche di granaglie sino ad acque neutrali nel Mar Mediterraneo. Il centro di coordinamento e monitoraggio sarà collocato ad Istanbul.

Frattanto, l'Alto rappresentante per la politica estera della UE, Josep Borrell, ha confermato che i russi hanno distrutto il secondo più grande terminal cerealicolo dell'Ucraina a Mykolaiv, mentre la Presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha ricordato che "ci sono gravi turbative nel commercio dei cereali a seguito della guerra in Ucraina e questo ha determinato una spirale dei prezzi e una forte instabilità con una forte pressione sulle catene di approvvigionamento alimentare". "La situazione è sempre più preoccupante: se l'Ucraina non riesce a coltivare i suoi campi abbiamo una prospettiva di parecchi anni di carenze alimentari", aggiunge la numero uno dell'Europarlamento ribadendo "c'è bisogno di una forte reazione da parte nostra".

Coldiretti, sbloccati 200milioni kg mais per Italia?

L'accordo su un corridoio per il passaggio delle navi cariche di cereali da Odessa sbloccherebbe anche quasi  200milioni di chili di mais per l'alimentazione animale destinati all'Italia che sono ferme nei magazzini ucraini. È quanto stima la Coldiretti nel commentare l'intesa di massima raggiunta tra Russia e Ucraina con la mediazione della Turchia, ma esprimendo preoccupazione per la notizia della distruzione del terminal ucraino per i cereali a Mykolaiv che riduce la possibilità di stoccaggio dei nuovi raccolti.

L'apertura di un corridoio per far uscire le navi cariche di grano da Odessa è importante anche per salvare dalla carestia quei 53 Paesi dove la popolazione spende almeno il 60% del proprio reddito per l'alimentazione e risentono quindi in maniera devastante dall'aumento dei prezzi dei cereali causato dalla guerra.
L'Ucraina, sottolinea Coldiretti, prima della guerra era il secondo fornitore di mais dell'Italia con una quota di poco superiore al 13%, ma garantiva anche il 3% dell'import nazionale di grano, secondo lo studio Divulga.
Il fermo delle spedizioni ha provocato aumento dei costi di produzione con quasi un allevamento da latte su dieci che in Italia è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell'attività, secondo l'analisi della Coldiretti su dati CREA.
Peraltro il blocco delle spedizioni dai porti del Mar Nero ha alimentato l’interesse sul mercato delle materie prime agricole della speculazione che si sposta dai mercati finanziari ai metalli preziosi come l’oro, fino ai prodotti agricoli dove le quotazioni dipendono sempre meno dall’andamento reale della domanda e dell’offerta e sempre più dai movimenti finanziari e dalle strategie di mercato che trovano nei contratti derivati future uno strumento su cui chiunque può investire acquistando e vendendo solo virtualmente il prodotto, a danno degli agricoltori e dei consumatori.

"Con il via libera alla partenza delle navi cargo si libererebbe - sottolinea la Coldiretti - lo spazio nei magazzini per accogliere i nuovi raccolti di grano in arrivo tra poche settimane per un quantitativo di stimato di 19,4 milioni di tonnellate, circa il 40% in meno rispetto ai 33 milioni di tonnellate previsti per questa stagione, che collocano comunque l'Ucraina al sesto posto tra gli esportatori mondiali di grano".

Fonti: ANSA, RAI1, lastampa.it, coldiretti.it
Foto: coldiretti.it


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