Caro carburanti: cambiano drasticamente consumi, abitudini e qualità di vita degli italiani

Caro carburanti: cambiano drasticamente consumi, abitudini e qualità di vita degli italiani

Famiglie sempre più in difficoltà: il 28% ha già ridotto gli acquisti alimentari, un ulteriore 27% lo farà a breve

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30

Settembre
2026

A cura della redazione

I rialzi stratosferici dei costi dei carburanti, al netto dei piccolissimi sconti proposti da alcuni fornitori con i price cap su gasolio e benzina, non rappresentano più soltanto una voce di spesa sul bilancio: per molte famiglie italiane si stanno già traducendo in una revisione concreta delle abitudini quotidiane, degli spostamenti e delle spese considerate rinunciabili. E con l’arrivo dell’autunno e dell’inverno, la pressione combinata dei costi di mobilità ed energia potrebbe rendere ancora più stringenti le scelte sui consumi. 

Secondo una recente rilevazione Eumetra, il 79% degli italiani dichiara che, rispetto a circa sei mesi fa, la spesa familiare per carburante è aumentata o molto aumentata. Bollette di luce e gas sono indicate in aumento dal 74% delle famiglie, e la spesa alimentare è cresciuta per il 68%.

L’aumento dei costi ha già prodotto effetti concreti sulla vita quotidiana. Il 43% degli italiani ha ridotto l’uso dell’auto o gli spostamenti, mentre il 32% dichiara di aver rinunciato o ridimensionato viaggi e vacanze. Ma le conseguenze riguardano anche la gestione della casa e delle spese quotidiane: il 33% ha limitato il riscaldamento o la climatizzazione, il 28% ha ridotto la spesa alimentare e il 24% ha limitato l’uso degli elettrodomestici.

Se il presente racconta già una trasformazione delle abitudini, le aspettative per i prossimi mesi indicano che la pressione potrebbe aumentare. Sale infatti al 71% la percentuale delle famiglie che prevede di comprimere alcune spese, mentre il 29% pensa che i propri consumi continueranno sostanzialmente come prima.
Tra coloro che prevedono di comprimere le spese, il 62% indica le uscite e le spese per il tempo libero, il 54% i consumi di energia, il 53% gli spostamenti e le spese di trasporto non strettamente necessarie, il 53% abbigliamento e accessori e il 52% viaggi e vacanze. Il 27% prevede inoltre di intervenire sulla spesa alimentare e il 19% sulle spese per salute, visite, controlli e dentista.
Anche il dato relativo all’energia merita attenzione: a marzo il 64% di chi prevedeva di comprimere le spese indicava i consumi energetici tra le voci da ridurre; oggi la quota è del 54%. Il dato va letto insieme all’effettivo comportamento già adottato dalle famiglie: dopo mesi di attenzione ai consumi domestici, una parte della popolazione potrebbe avere già messo in atto le principali strategie di contenimento.

Sempre più difficile uscire, viaggiare, acquistare beni di prima necessità

Il quadro che emerge è quindi quello di una pressione che non si limita al budget familiare, ma si riflette sulle possibilità di spostarsi, viaggiare, uscire e gestire liberamente i consumi quotidiani. Il carburante assume in questo scenario un ruolo particolare: il suo aumento incide direttamente sulla mobilità e può propagarsi ad altre decisioni di consumo, dalla rinuncia agli spostamenti non indispensabili alla riduzione delle occasioni di svago e dei viaggi.
L’arrivo della stagione fredda aggiunge inoltre una variabile ulteriore: dopo aver già ridotto l’uso dell’auto, limitato il riscaldamento o la climatizzazione e modificato alcune abitudini di spesa, le famiglie si preparano ad affrontare i prossimi mesi con una maggiore attenzione alla gestione delle proprie risorse.
Il dato più significativo non è soltanto quanto sono aumentati i costi, ma come gli italiani stanno progressivamente ridisegnando le proprie priorità per farvi fronte. Dal carburante all’energia, dagli spostamenti al tempo libero, il caro vita sta diventando sempre più una questione di scelte quotidiane e di qualità della vita.

Immagine: brgfx

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