Bio: bene l'export: +11%. Il mercato interno deve crescere

Bio: bene l'export: +11%. Il mercato interno deve crescere

Osservatorio Sana: giro d'affari del comparto a 4,6 miliardi. I consumi interni aumentano poco: +5%. In ripresa il fuori casa

Questo sito utilizza cookies per facilitare la navigazione del sito.
Se navighi su foodandtec.com, acconsenti all'utilizzo dei cookie.

Consulta le Modalità di trattamento dei dati personali

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

10

Settembre
2021

Nel corso del 33° Salone internazionale del biologico e naturale, a BolognaFiere, è stato presentato l'Osservatorio SANA realizzato da Nomisma in collaborazione con AssoBio e FederBio. L'Osservatorio, giunto alla terza edizione, è stato il protagonista di Rivoluzione Bio, gli Stati generali del Biologico.

Il comparto, come si sa, gode di buona salute, ma è stato utile considerare anche i diversi aspetti migliorabili della filiera. Intanto i numeri salienti in pillole del biologico italiano:

  • Vendite complessive per 4,6 miliardi di euro, nei 12 mesi terminati a luglio 2021.
  • Consumi italiani 3,6 miliardi di euro, con incidenza su agroalimentare al 4%
  • L’ortofrutta resta il comparto più rappresentato: 46,8%
  • Export a 2,9 miliardi, +11% rispetto allo scorso anno.
  • Tra i canali di vendita bene i negozi specializzati (+8%), i discount (+10,5%) e soprattutto l'e-commerce (+67,3%).

E anche i primi commenti delle associazioni della filiera:

  • "Investire in comunicazione, ricerca e istruzione per un vero cambio di passo nel mercato del biologico interno", è l'appello di Roberto Zanoni, presidente di Assobio
  • Questo è il momento migliore per mettere in movimento una rivoluzione culturale che coinvolga tutti: istituzioni, stakeholder e consumatori.
  • Recupero a credito di imposta delle spese per la certificazione, riduzione dell’Iva sulla frutta e verdura biologica, incentivi per le famiglie che consumano bio: sono gli interventi che impatterebbero positivamente sui consumi e su un mercato che spinge sostenibilità, salute e sicurezza alimentare.

"In chiave di sostenibilità economica, ambientale e sociale, nell’ultimo anno il ruolo del biologico si è rafforzato grazie a un mercato estremamente ricettivo verso i prodotti bio e di origine italiana - osserva Roberto Zanoni, Presidente di AssoBio -. Questo attribuisce uno speciale significato all’edizione 2021 di Sana, a pochi mesi dall’approvazione in Senato della legge sull’agricoltura biologica, che adesso attende il passaggio alla Camera, oltre ad essere l’espressione di un settore solido e con ampie possibilità di crescita, è anche l’affermazione della volontà sempre più frequente da parte dei consumatori di scegliere biologico".
Ma l'universo del biologico, a parere delle associazioni, deve essere sostenuto con adeguate campagne di formazione e comunicazione, accompagnando il segnale positivio che viene sia dai consumatori sia dalle politiche di indirizzo dell'Unione europea.

Tornando ai dati, l'Osservatorio SANA divide i consumi interni in domestici, pari a 3,9 miliardi di euro (+4%) e fuori casa, pari a 701 milioni di euro (+10%). La ristorazione collettiva e commerciale ritorna a crescere dopo il fisiologico -27% (487 milioni di euro) registrato nell'edizione 2020 dell'Osservatorio.

Lato produzione, i numeri forniti da SINAB per il MiPAAF, confermano che la superficie biologica nel 2020 è aumentata rispetto all’anno precedente di 5,1 punti percentuali, evidenziando tuttavia un trend di sviluppo più modesto rispetto ai maggiori Paesi europei. I terreni coltivati a biologico hanno attualmente superato i 2,1 milioni di ettari.
In crescita il numero degli operatori del settore che ha raggiunto le 81.731 unità, con un incremento dell’+1,3%.

I canali di vendita

La distribuzione moderna con il 56% fa la parte del leone tra i canali di vendita del domestico: 2,2 miliardi di euro (+2%) tra ipermercati, supermercati, libero servizio, specialisti drug, discount ed e-commerce. Gli ultimi due continuano a registrare i maggiori incrementi: +10,7% gli outlet a basso costo (205 milioni di euro) e +67,3% l'online (75 milioni di euro). Il trend conferma quanto già osservato da AssoBio-Nielsen nel primo trimestre del 2021 per i due ambiti (+10,5 e +79%).
Va segnalata la crescita dei negozi specializzati bio (+8%), che soddisfano un quarto (26%) del consumo interno, con quasi 1 miliardo di euro di vendite. Il restante 19% (723 milioni di euro, +5%), proviene da negozi di vicinato, mercatini, farmacie, parafarmacie, gruppi di acquisto solidale.

Le scelte dei consumatori

Considerando solo la merce preconfezionata a peso imposto, le tre referenze più vendute nella distribuzione moderna sono uova (137 milioni di euro), confetture e spalmabili a base di frutta (106,5 milioni di euro) e bevande vegetali (69 milioni di euro).
La drogheria alimentare (pasta, prodotti da forno, conserve, sughi) incide a valore per il 57% sul totale, seguita dal fresco con il 21% (formaggi, salumi, yogurt, uova), l'ortofrutta al 12%, bevande al 6%, carni e freddo al 2%.
Nel grafico sotto viene illustrata la composizione del carrello della spesa biologica.

Il 54% della popolazione fra 18 e 65 anni viene considerato "consumatore frequente", ossia mette a tavola prodotti biologici almeno ogni giorno o almeno una volta a settimana.
Bisogna però registrare che durante gli ultimi 12 mesi, gli acquisti di alimenti biologici sono cresciuti meno rispetto al totale dell'agroalimentare.

Circa i prezzi, l'Osservatorio registra che:
all’origine

  • Continua il ribasso del prezzo, in particolare per le commodity
  • Nel 2021 l’aumento del prezzo di alcune produzioni estensive non ha coinvolto il biologico con la stessa intensità del convenzionale (es. cereali). I prezzi bio sono più svincolati dalle dinamiche globali
  • Differenziale di prezzo riconosciuto più alto per i prodotti la cui coltivazione bio risulta più complessa.

Al consumo:

  • Rispetto al 2020 si riduce il gap con il prezzo al consumo, soprattutto nei prodotti ortofrutticoli.

"Il biologico sta crescendo in Italia come in tutto il mondo - ha concluso Zanoni -. Ma mentre siamo i primi in Europa per numero di coltivatori biologici (oltre 70mila) e di imprese di trasformazione (oltre 10mila), la spesa pro capite in Italia cresce lentamente: appena 70 euro contro i 188 euro in Francia, 180 euro in Germania (dati Fibl & Ifoam, 2021). Comunicazione, formazione e ricerca universitaria, istruzione scolastica: sono queste le linee su cui il governo italiano dovrebbe investire per innescare un processo virtuoso nello sviluppo di un'economia agricola biologica anche in Italia".
Segnaliamo che negli ultimi dieci anni i consumi interni hanno registrato un incremento del 133%.


Condividi su: