Bere acqua rallenta l'invecchiamento e prolunga la vita senza malattie

Bere acqua rallenta l'invecchiamento e prolunga la vita senza malattie

Ma la metà della popolazione mondiale non rispetta le raccomandazioni per una corretta idratazione

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09

Gennaio
2023

A cura della Redazione F&T

Idratarsi correttamente aiuta a vivere più a lungo e a invecchiare bene, in salute: uno studio del National Institutes of Health USA pubblicato su eBioMedicine di Lancet, mostra che chi da adulto beve male o poca acqua è più a rischio di diverse malattie, ad esempio cardiache, negli anni a venire.
Ma circa la metà delle persone nel mondo non rispetta le raccomandazioni per l'assunzione giornaliera di acqua totale, che parte da 6 bicchieri, vale a dire 1,5 litri.

I ricercatori statunitensi hanno utilizzando i dati sanitari raccolti da 11.255 adulti in un periodo di 30 anni, analizzando i legami tra i livelli di sodio nel sangue, che aumentano quando l'assunzione di liquidi diminuisce, e vari indicatori di salute.

Hanno scoperto che gli adulti con alti livelli di sodio avevano maggiori probabilità di sviluppare patologie croniche e mostrare segni tangibili di invecchiamento avanzato rispetto a quelli con livelli di sodio nella fascia media. Gli adulti con livelli più elevati avevano anche maggiori probabilità di morire in età più giovane. 

I ricercatori hanno valutato le informazioni che i partecipanti hanno condiviso durante cinque visite mediche, le prime due quando avevano 50 anni e l'ultima quando avevano tra i 70 e i 90 anni. Hanno quindi valutato la correlazione tra i livelli di sodio e l'invecchiamento biologico, valutato attraverso 15 marcatori di salute, fattori come la pressione del sangue, il colesterolo e la glicemia, che fornivano indicazioni sul funzionamento del sistema cardiovascolare, respiratorio, metabolico, renale e immunitario di ogni persona. 
È emerso che gli adulti con livelli più elevati di sodio nel sangue mostravano con maggiore probabilità segni di invecchiamento biologico più rapido e avevano un rischio dal 15 al 50% più alto di presentare una età biologica superiore a quella anagrafica.
Inoltre, presentavano un aumento del 21% del rischio di morte prematura rispetto a chi aveva quantità di sodio nella norma e avevano un rischio fino al 64% maggiore di sviluppare malattie croniche come l'insufficienza cardiaca, l'ictus, la fibrillazione atriale e le malattie delle arterie periferiche, oltre a malattie polmonari croniche, diabete e demenza.

Al contrario, gli adulti con livelli più bassi di sodio nel sangue avevano il rischio più basso di malattie croniche.

"I risultati suggeriscono che una corretta idratazione - afferma la ricercatrice Natalia Dmitrieva - può rallentare l’invecchiamento e prolungare la vita senza malattie". Significa che le persone più a rischio quanto a assunzione di liquidi dovrebbero adottare misure per introdurre più acqua nel loro sistema, non solo bevendo, ma anche attraverso succhi, verdure e frutta.
"L’obiettivo - spiega il ricercatore Manfred Boehm - è assicurarsi che i pazienti assumano una quantità sufficiente di liquidi, valutando al contempo i fattori, come i farmaci, che possono portare alla perdita di liquidi".

Middle-age high normal serum sodium as a risk factor for accelerated biological aging, chronic diseases, and premature mortality →

Photo by Yasuo Takeuchi

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