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OMS: "La diffusione di aviaria tra mammiferi va monitorata, prepararsi a una potenziale pandemia"

"Rafforzare la sorveglianza negli ambienti in cui esseri umani e animali d'allevamento interagiscono"

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13

Febbraio
2023

A cura della Redazione F&T

L’aumento di casi di influenza aviaria H5N1 tra i mammiferi va monitorato attentamente anche se per il momento l’Organizzazione Mondiale della Sanità valuta il rischio per l’uomo come "basso". A dirlo il Direttore Generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel corso di un briefing considerando le diverse segnalazioni di infezioni tra visoni, lontre, volpi e leoni marini.
Il virus ha circolato ampiamente negli uccelli selvatici e nel pollame per 25 anni, ma ora la situazione sta mutando e dobbiamo prepararci a ogni evenienza.

"Da quando l'H5N1 è emerso per la prima volta nel 1996 - ha infatti spiegato Ghebreyesus - abbiamo assistito solo a trasmissioni rare e non sostenute dell'H5N1 da e tra esseri umani. Ma non possiamo presumere che rimarrà così e dobbiamo prepararci a qualsiasi cambiamento dello status quo".

L’OMS raccomanda quindi ai Paesi di "rafforzare la sorveglianza negli ambienti in cui gli esseri umani e gli animali d'allevamento o selvatici interagiscono".
Si richiama inoltre all’importanza di "non toccare o raccogliere animali selvatici morti o malati, ma di segnalarli alle autorità locali".

L'Organizzazione, fa sapere Ghebreyesus, "sta lavorando con le autorità nazionali e i propri partner per monitorare da vicino la situazione e per studiare i casi di infezione da H5N1 negli esseri umani quando si verificano".

Il Sistema globale di sorveglianza e risposta all'influenza dell'OMS, identifica e monitora i ceppi di virus influenzali circolanti e fornisce consulenza ai Paesi sui loro rischi per la salute umana e sulle misure di trattamento o controllo disponibili.
L'OMS rende noto che continua la collaborazione con i produttori per assicurarsi che, se necessario, "le forniture di vaccini e antivirali siano disponibili per l'uso globale".

Ricordiamo che l'epidemia di aviaria ad alta patogenicità in corso in Europa, come ha fatto notare l'EFSA, è la più vasta mai osservata. Da ottobre 2021 a settembre 2022 sono stati notificati in 37 Paesi europei 2.520 focolai nel pollame, 227 focolai nei volatili in cattività e 3.867 casi nei volatili selvatici.
Negli allevamenti interessati dal virus sono stati abbattuti circa 50 milioni di volatili.

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