Appello Slow Food: che l'educazione alimentare sia insegnamento obbligatorio nelle scuole

Appello Slow Food: che l'educazione alimentare sia insegnamento obbligatorio nelle scuole

Petrini: «Il cibo non è più nutrimento e cura, ma ammala i nostri corpi per via di abitudini scorrette»

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prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

14

Maggio
2024

A cura della Redazione F&T

Slow Food Italia e Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, insieme alle Comunità Laudato si’, lanciano l’Appello per l’educazione alimentare: conoscere per scegliere. Con questo appello chiedono al Governo italiano di inserire l’educazione alimentare come insegnamento obbligatorio nelle scuole di ogni ordine e grado. L’obiettivo di questa mobilitazione, che vede tra i primi promotori anche l’Università degli Studi di Torino, l’Università del Piemonte Orientale e il Politecnico di Torino, è coinvolgere il maggior numero possibile di persone affinché questo appello sia sentito a tutti i livelli della società italiana.

Oggi, il settore alimentare è alle prese con un gran proliferare di disinformazione, greenwashing, livelli enormi di spreco e le forti pressioni globali. Tutto questo con una società civile che non ha gli strumenti adeguati per comprendere come e con cosa è meglio nutrirsi, quali implicazioni, politiche, sociali, economiche e ambientali, ci sono dietro la produzione e distribuzione del cibo. Per questo è fondamentale mettere i cittadini nelle condizioni di operare scelte di acquisto e alimentazione consapevoli, basate sulla condivisione di informazioni corrette, fin da piccoli, con strumenti e linguaggi appropriati.

Chiediamoci ancora cos'è il cibo

"Il cibo non è più nutrimento e cura, ma ammala i nostri corpi per via di abitudini scorrette che privilegiano la quantità alla qualità; ammala il nostro spirito, perché provoca gravi ingiustizie sociali; ammala il pianeta, perché è tra i primi responsabili della crisi climatica, pagandone poi un prezzo altissimo. Per cambiare direzione, occorre partire dall’educazione alimentare dei giovani e delle future generazioni" commenta Carlo Petrini, fondatore di Slow Food. "Una campagna ambiziosa volta anche a sensibilizzare ciascuno di noi che solo attraverso la giusta consapevolezza, per mezzo delle scelte quotidiane, sarà possibile cambiare in meglio il futuro" conclude Petrini.

"Il cibo diventa noi. Questo semplice fatto determina quanto sia vitale istruire, fin da piccoli, a un corretto e gioioso dialogo col cibo e una consapevole conoscenza del sistema alimentare. È urgente che fin dalle scuole primarie le bambine e i bambini ricevano strumenti per fare scelte consapevoli, libere e giuste per loro stessi e per il Pianeta: perché un futuro migliore lo si disegna anche a partire dal cibo" aggiunge Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia.

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Foto: freepik

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