Allarme aviaria: l'epidemia si allarga

Allarme aviaria: l'epidemia si allarga

I focolai in provincia di Verona salgono a 18. Il Ministero della Salute emana dispositivo urgente: ZUR fino al 31 dicembre 2021. Un focolaio anche a Ostia

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10

Novembre
2021

Il 5 novembre il CRN-IA ha comunicato la positività per influenza aviaria sottotipo H5N1 ad alta patogenicità in galline ovaiole dell’allevamento sito a Isola della Scala (VR). Il 6 novembre sono state rilevate altre positività per AIV H5 in 7 allevamenti della provincia di Verona. Il totale dei focolai al 7 novembre è di 18.
Nuovi focolai di influenza aviaria H5N1 ad alta patogenicità erano stati confermati, infatti, nei giorni scorsi con quattro nuovi casi: in un allevamento di tacchini ad Angiari, in un allevamento di broiler a Ronco all’Adige, nella zona di protezione dei focolai precedenti, in due allevamenti di tacchini da carne a San Bonifacio (in Zona di protezione di precedenti focolai).

Il 5 novembre il Ministero della Salute ha emanato un dispositivo dirigenziale con ulteriori misure di controllo sorveglianza ed eradicazione per contenere la diffusione dell’influenza aviaria, e ha istituito un'ulteriore zona di restrizione, ZUR, nella quale adottare misure di gestione del rischio negli allevamenti avicoli presenti al fine evitare la diffusione negli allevamenti avicoli sul territorio nazionale.
Il Ministero della Salute dà applicazione all’articolo 21 comma 1 lettera c), con riferimento al controllo delle movimentazioni di animali vivi e prodotti, al monitoraggio straordinario degli allevamenti ricadenti nella ZUR nonché al controllo dell’accasamento di talune tipologie di pollame ritenute a rischio. Il Dispositivo è in vigore fino al 31 dicembre 2021
DISPOSITIVO DIRIGENZIALE ZUR 5 novembre 2021 →
Allegato ZUR →

Il presidente della Giunta regionale il 3 novembre con l’Ordinanza n. 150 ad oggetto "Influenza aviaria. Ampliamento delle misure di restrizione a seguito di focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità nel Comune di San Bonifacio (VR) e nel Comune di Nogara (VR)" aveva provveduto ad ampliare le misure di restrizione.
La Direzione ministeriale raccomanda "la più scrupolosa e attenta applicazione delle misure di biosicurezza in tutti gli allevamenti avicoli del territorio nazionale e la necessità di segnalare ai servizi veterinari ufficiali qualsiasi sintomatologia sospetta o variazione anche minima dei parametri produttivi degli allevamenti si assicura il continuo aggiornamento sugli sviluppi della situazione epidemiologica".
Ordinanza Presidente Regione Veneto del 3 novembre 2021 →

I precedenti focolai

Il 30 ottobre, il CRN ha confermato un ulteriore focolaio di influenza aviaria ad alta patogenicità sottotipo H5N1 in un allevamento di tacchini situato nel comune di Nogara (VR). L’allevamento ospitava circa 17.000 tacchini maschi di 17 settimane. Un lieve aumento della mortalità era stato registrato il 29 ottobre in un solo capannone, con un ulteriore aumento il 30 e concomitante calo nell’assunzione di cibo e acqua. Nessuna mortalità o sintomi erano state osservate negli altri capannoni. L’allevamento era caratterizzato da buoni livelli di biosicurezza, ma anche in questo caso è stata riportata la presenza di uccelli selvatici nelle vicinanze dei capannoni (aironi, gabbiani e piccioni). L’indagine epidemiologica non ha identificato contatti a rischio nei 21 giorni precedenti l’inizio dei sintomi. Le misure di controllo sono state applicate come previsto dal Regolamento Delegato 2020/687.

In data 29 ottobre il Centro di Referenza Nazionale (CRN) per Influenza Aviaria e Malattia di Newcastle ha confermato un nuovo focolaio di influenza aviaria nel pollame domestico. Il virus è stato subito identificato come appartenente al sottotipo H5N1 ad alta patogenicità. Si tratta di un allevamento di tacchini da carne nel comune di San Bonifacio (VR) che ospitava circa 40.000 tacchini maschi di 10 settimane. Il proprietario aveva notato un aumento della mortalità a partire dal 28 ottobre in uno solo dei capannoni. Nel corso dell’indagine epidemiologica un’aumentata mortalità e una lieve sintomatologia erano state osservate anche in un altro capannone. Non sono stati individuati contatti a rischio nei 21 giorni precedenti l’inizio dell’aumento di mortalità, ma anche in questo caso è stata segnalata la presenza di uccelli selvatici (aironi, gazze e fagiani) nelle vicinanze dei capannoni.

In data 27 ottobre 2021 il Centro di Referenza Nazionale per Influenza Aviaria e Malattia di Newcastle ha confermato una positività per virus influenzale ad alta patogenicità, caratterizzandolo come sottotipo H5N1 in un allevamento di tacchini da carne in provincia di Verona. L’allevamento, appartenente alla stessa filiera produttiva del focolaio confermato il 18 ottobre, era oggetto delle attività di sorveglianza previste nei casi di allevamenti con contatti epidemiologici. I primi controlli (visita clinica e indagini di laboratorio) del 22/10 avevano dato esito negativo. Nei giorni successivi era stato osservato un aumento nella mortalità in uno dei due capannoni che costituivano l’allevamento, osservazione confermata nel corso dell’indagine epidemiologica. Al momento del sequestro l’allevamento ospitava circa 13.000 tacchini femmine. Le procedure di abbattimento, pulizia e disinfezione sono ancora in corso (28/10).

In data 27 ottobre 2021 il Centro di Referenza Nazionale per Influenza Aviaria e Malattia di Newcastle ha confermato una positività per virus influenzale ad alta patogenicità, caratterizzandolo come sottotipo H5N1 in un allevamento di tacchini da carne in provincia di Verona. Al momento del sequestro l’allevamento ospitava circa 32.000 tacchini maschi e ricadeva nella zona di protezione istituita attorno al primo focolaio confermato il 18 ottobre. L’allevatore ha riferito un sospetto aumento di mortalità in due dei tre capannoni che costituiscono l’allevamento dalla mattina del 25/10. Anche in questo caso è stata segnalata una presenza consistente di volatili selvatici nei pressi dei capannoni. Le procedure di abbattimento, pulizia e disinfezione si sono concluse il 27 ottobre.

In data 23 ottobre 2021 il Centro di Referenza Nazionale per Influenza Aviaria e Malattia di Newcastle ha confermato una positività per virus influenzale A sottotipo H5N1 in un allevamento di tacchini da carne in provincia di Verona. Al momento del sequestro l’allevamento ospitava circa 12.000 tacchini maschi. I campioni erano stati prelevati nell’ambito della sorveglianza attiva straordinaria implementata negli allevamenti presenti all’interno della zona di protezione del primo focolaio HPAI H5N1 confermato il 19 ottobre. Un improvviso aumento della mortalità era stato registrato a partire dal 22 ottobre in uno dei sei capannoni che costituiscono l’allevamento. Anche in questo caso è stata segnalata una presenza consistente di volatili selvatici nei pressi dei capannoni. Le procedure di abbattimento, pulizia e disinfezione si sono concluse il 24 ottobre. Le misure di controllo generali e specifiche nelle zone di protezione e di sorveglianza sono state implementate come previsto dal Regolamento Delegato 2020/687.

In data 18 ottobre 2021 il Centro di Referenza Nazionale per Influenza Aviaria e Malattia di Newcastle ha confermato una positività per virus influenzale A sottotipo H5 in un allevamento di tacchini da carne in provincia di Verona. Il 19 ottobre il virus è stato caratterizzato come ad alta patogenicità sottotipo H5N1. Al momento della conferma, nell’allevamento erano presenti circa 13.000 volatili. Considerata la presenza di una riserva di caccia nelle vicinanze dell’allevamento infetto, la più probabile via di ingresso del virus può essere individuata nel contatto indiretto con l’avifauna selvatica. Le procedure di abbattimento, pulizia e disinfezione sono in corso. Le zone di protezione e di sorveglianza (3 e 10 km) sono state istituite e tutte le misure di controllo sono state implementate come previsto dal Regolamento Delegato 2020/687.

Un focolaio in allevamento avicolo a Ostia

Per un focolaio di influenza aviaria accertato dalla ASL Roma3 in un allevamento avicolo di Ostia è stata disposta una ordinanza dal Presidente della Regione Lazio su proposta dell'Assessore alla Sanità che istituisce una "zona di protezione con raggio di 3 Km dall'allevamento sede di focolaio e una zona di sorveglianza con un raggio di 10 Km". Tutti gli allevamenti dovranno essere verificati.

Il caso di aviaria è stato rilevato a seguito di controlli dopo l'insorgenza di una mortalità anomala in un allevamento avicolo non commerciale. Il rapporto del centro di referenza nazionale dell'Istituto Zooprofilattico ha confermato il focolaio di influenza aviaria di sottotipo H5 HPAI
Non sono ammessi senza l'autorizzazione del veterinario l'ingresso e l'uscita dall'azienda di pollame, altri volatili in cattività o altri mammiferi domestici.
Il provvedimento impone che chiunque entri o esca da un allevamento deve rispettare opportune misure di biosicurezza, tutte le carcasse dei volatili devono essere distrutte immediatamente, i veicoli e le attrezzature utilizzate per trasportare pollame sono sottoposti a procedure di disinfestazione, così come tutti i veicoli utilizzati. Sono vietati il trasporto di carne di pollame, la movimentazione e il trasporto tra aziende, su strada, e l'introduzione e l'immissione di selvaggina.
Sono vietate fiere di pollame e altri volatili.
Tutte le misure restano in vigore per almeno 21 giorni dopo l'esecuzione della disinfestazione del focolaio.


Fonti: sivempveneto.it e ANSA


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