Acque destinate al consumo umano: aggiornati standard qualità

Acque destinate al consumo umano: aggiornati standard qualità

Rivisti i paramentri per cromo, piombo, PFAS, microcistine, uranio, Legionella, sottoprodotti di disinfezione emergenti

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16

Febbraio
2021

Quasi tre anni dopo l’emanazione del testo proposto della Commissione Europea, è stata adottata la Direttiva (UE) 2020/2184, rifusione della direttiva sulla qualità delle acque destinate al consumo umano. "Il pacchetto varato converge su un testo - commenta Remo Tavernari, Attaché Ambiente e Infrazioni ambientali della Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione europea - in cui molti fondamentali elementi politici e tecnici sono stati introdotti a favore della protezione della salute e dell’ambiente, citerei tra tutti il dare concreta attuazione alla prima iniziativa popolare dei cittadini europei per l’accesso sicuro all’acqua potabile. Oltre all’accesso all’acqua ricordo l’analisi di rischio, la qualità di reagenti e prodotti a contatto con le acque, la regolamentazione sui PFAS".

"La normativa oggi in vigore - ha dichiarato Pasqualino Rossi della Direzione Generale Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute - sta garantendo in generale acqua salubre e pulita per uso umano nei diversi Paesi, ma i criteri di protezione datati più di 20 anni si fondavano sul controllo di un set molto limitato di parametri prestabiliti ai rubinetti e quindi perseguivano approcci retrospettivi. Era quindi urgente un riposizionamento verso le più moderne conoscenze scientifiche che orientano la prevenzione".

Il recepimento della nuova direttiva è straordinariamente impegnativo perché sta interessando l’intero corpus normativo di rilevanza sul tema salute-acqua-clima.

Luca Lucentini, Direttore del Reparto Acqua e Salute dell’ISS definisce le prospettive della nuova direttiva per il nostro Paese e per l’Istituto. "Il testo concordato è partito dalla revisione tecnico-scientifica degli standard di qualità delle acque potabili che risalivano a più di 25 anni fa, cogliendo e estendendo le raccomandazioni dell’OMS, nel senso di costruire un obiettivo globale e ambizioso di prevenzione, ancorato allo stato delle conoscenze e ispirato non solo all’innovazione tecnologica e metodologica ma anche alla volontà di ridurre sostanzialmente gli impatti dannosi dell’inquinamento sulle nostre risorse naturali e sulla salute umana”.

I contenuti della nuova direttiva riguardano l’aggiornamento di molti standard di qualità delle acque rispetto a possibili pericoli per la salute umana, come nel caso del cromo, del piombo, dei PFAS, delle microcistine, dell’uranio, della Legionella o di sottoprodotti di disinfezione emergenti, ma sono prima di tutto indirizzati a garantire l’interazione completa e efficace del settore sanitario, ambientale, dei servizi idrici e di ogni altro portatore di conoscenza, promuovendo formazione e ricerca
Questa è la via di elezione per prevenire ogni rischio correlabile alle acque, compreso il potenziale ruolo della depurazione nell’abbattimento dell’antibiotico-resistenza o della contaminazione delle acque potabili da inquinanti cosiddetti emergenti.  
Il settore delle acque può essere un modello apripista per altre interazioni salute-ambiente-clima: "la recente finalizzazione del Regolamento Europeo sul riuso delle acque - conclude Lucentini - dimostra come la prevenzione sanitaria sia un indispensabile presidio per scelte ambientali a supporto dell’economia circolare".

Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 28 marzo 2019 sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano

Fonte: Quotidiano sanità

Photo by Ryan Bruce


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