Acqua? Gli italiani ne sprecano tanta

Acqua? Gli italiani ne sprecano tanta

Le giornate mondiali servono a fare il punto della situazione su quanto si celebra. Questa è la volta dell'acqua, abbondantemente dilapidata nel nostro Paese: 1 italiano su 2 non se ne cura, mentre con delle semplicissime buone pratiche si potrebbero risparmiare 120 litri al giorno per abitante

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22

Marzo
2018

Quello dell'acqua è uno degli sprechi più ignobili e purtroppo noi italiani contribuiamo con sciocca generosità. Uno studio* fatto dal sito In a Bottle in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua del 22 marzo, afferma che il 52% degli italiani non si cura dei rubinetti che gocciolano, il 47% lascia scorrere l'acqua quando lava alimenti e stoviglie, il 32% usa gli elettrodomestici in modo scriteriato. Per concludere, 1 italiano su 2 (49%) dimostra "noncuranza riguardo lo spreco idrico".
La giustificazione più frequente è "non ci faccio caso" (39%); gli uomini lasciano aperto il rubinetto quando si radono (41%), le donne quando lavano i capelli (23%).

In Italia si consumano 241 litri per abitante al giorno ed è pacifico che molto si può fare per ridurre drasticamente. In tutto questo c'è anche la clamorosa ingiustizia della disparità dei consumi, con gli americani che sarebbero da arrestare: "se consideriamo che il consumo pro-capite di acqua potabile è di 425 litri al giorno negli USA, e 10 litri nel Madagascar - commenta Vito Felice Uricchio, direttore dell'Istituto di Ricerca sulle Acque del CNR - ci sono margini per ridurre i consumi. La Commissione mondiale per l'acqua indica in 40 litri al giorno a persona la quantità minima per i bisogni essenziali. Con buone pratiche e tecnologie innovative si potrebbe passare dai 241 litri per abitante al giorno a circa la metà". Invece, dall’igiene alla cura delle piante, l’ignoranza sul risparmio idrico tocca tutti gli ambiti possibili e immaginabili. In bagno, ad esempio, ben il 31% preferisce riempire una vasca perché “dà più relax” e il 28% si orienta sulla doccia perché “fa perdere meno tempo”: variabile consumo acqua non pervenuta.
Per quanto riguarda i denti, ben il 36% degli italiani lascia aperto il rubinetto per “risparmiarsi la fatica di aprire e chiudere ogni volta”, e il 39% “non ci fa caso”.
Anche barba e capelli sono attività ad alto consumo d’acqua. Il 41% degli uomini ammette di lasciar scorrere l’acqua quando si radono perché “viene più comodo pulire il rasoio”, mentre il 23% delle donne quando fa lo shampoo lascia aperto il rubinetto per tutto il tempo.

Anche in cucina gli italiani sono spreconi. Il 25% usa la lavastoviglie a prescindere dal carico mentre il 22% sceglie il ciclo di lavaggio “in base alle stoviglie da lavare” e il 12% la avvia dopo ogni pranzo se “la quantità di piatti è spaventosa”. Stesso discorso sui piatti da lavare a mano. Il 34% fa tutto sotto l’acqua corrente e solo il 22% raccoglie la giusta quantità d’acqua nel lavello o in una bacinella apposita.
Il 43% sciacqua gli alimenti direttamente sotto il rubinetto perché “si risparmia tempo”, il 17% preferisce l’acqua corrente “perché in una bacinella l’acqua poi si sporca” mentre il 23% si affida a una vaschetta per il lavaggio e all’acqua corrente per il risciacquo.

* Studio condotto con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) effettuato su circa 1500 italiani - uomini e donne di età compresa tra i 20 e i 55 anni - attraverso un monitoraggio online sui principali social network per capire gli errori più diffusi in fatto di spreco d’acqua in casa.


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