Val Venosta: gelo contro gelo

Val Venosta: gelo contro gelo

Sono immagini da fiaba quelle che si diffondono dai meleti della Val Venosta, dove gli agricoltori, per contrastare il ghiaccio, gelano volontariamente i delicati fiori del melo

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20

Aprile
2020

Di notte i contadini della Val Venosta, per evitare di rovinare i fiori del melo, accendono l’irrigazione a pioggia e l’acqua si congela. Sotto lo strato di ghiaccio viene rilasciata energia che viene a sua volta trasmessa ai fiori sotto forma di calore. È con questa tecnica che si combattono i danni derivanti dal gelo, con l’auspicio di un buon raccolto. Infatti già con temperature intorno agli 0°C si possono verificare gravi danni alla qualità delle mele o far sì che i fiori gelino completamente. Ogni fiore congelato significa una mela in meno.

Per i meleti in posizione collinare non si può però fare affidamento sul metodo dell’irrigazione: ecco allora l'utilizzo delle “candele antigelo” che con il calore di centinaia di piccole fiammelle fanno aumentare la temperatura dell’area quanto basta per proteggere i giovani fiori e i germogli.

L’irrigazione antigelo è il metodo di protezione più sostenibile. Non produce emissioni e i melicoltori sono attenti a gestire con particolare parsimonia le risorse idriche che provengono da laghi artificiali e da pozzi profondi. L’acqua piovana e quella derivante dal disgelo dei laghi artificiali viene deviata verso valle e destinata all’irrigazione dei terreni. Una volta che il terreno è saturo, l’acqua ritorna nella falda e il ciclo della natura si chiude.

Ma come sapere della gelata? Gli agricoltori si sono organizzati monitorando per tutta la notte i valori della stazione di misurazione di una determinata zona a rischio gelo. Se si raggiunge una temperatura critica, i contadini “di guardia” inviano un allarme tramite SMS a tutti i vicini. In passato erano le sirene dei vigili del fuoco ad attivarsi nel cuore della notte per dare l'allarme.


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