Siccità: i laghi della Lombardia sono già sotto il livello medio

Siccità: i laghi della Lombardia sono già sotto il livello medio

Lo comunica l'Associazione nazionale dei consorzi di bacino che prevede una "stagione irrigua molto complessa, che va affrontata con un'attenta pianificazione della risorsa idrica"

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18

Marzo
2019

I laghi della Lombardia sono sotto il livello medio stagionale a causa delle piogge scarse, e l'irrigazione delle colture questa estate sarà difficile. Lo dice l'ANBI, l'Associazione nazionale dei consorzi di bacino.
"I laghi lombardi sono accomunati da un evidente deficit nel livello idrometrico (Maggiore: -51%, Como: -65%, Iseo: -50%, Idro: -10%), causato dalla scarsità di precipitazioni, che ha caratterizzato i primi mesi dell'anno e vicina ai minimi del periodo - scrive l'ANBI in un comunicato -. Unica eccezione è il lago di Garda, che segna +26% sulla media di riferimento, avendo usufruito degli apporti di un febbraio relativamente piovoso".

I laghi a secco in questa fase stanno cercando di limitare le perdite, riducendo i rilasci agli sbarramenti sugli emissari, ma nonostante ciò le tendenze restano negative e i livelli continuano ad abbassarsi, anche perché non sono previste precipitazioni importanti.

Per quanto riguarda la quantità d'acqua stoccata sotto forma di neve, l'ANBI afferma che "è in linea o leggermente al di sotto della media, ma ha registrato un netto calo nel mese di febbraio, a causa delle temperature molto elevate anche in quota. Le previsioni a medio termine annunciano deboli fenomeni meteorici in questo inizio settimana, cui seguirà un ulteriore periodo asciutto fino al termine di marzo".

In Lombardia la stagione dell'irrigazione partirà il 1 aprile, ma le attuali riserve idriche difficilmente potranno soddisfare le esigenze dell'agricoltura.

Per Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, "si prefigura una stagione irrigua 2019 molto complessa, che va affrontata con un'attenta pianificazione della risorsa idrica, dando vita anche ad osservatori locali". Massimo Gargano, Direttore Generale dell'ANBI, ribadisce la necessità di "realizzare ulteriori invasi e trattenere l'acqua piovana, di cui oggi si riesce a conservare solo l'11%".


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