Recovery Plan: come cambierà la filiera?

Recovery Plan: come cambierà la filiera?

Ha risposto la Ministra Bellanova durante l'audizione alla Camera: il settore agroalimentare va "rigenerato". Servono 17 miliardi

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

23

Settembre
2020

In vista della stesura definitiva del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, i Ministeri competenti hanno individuato i tre grandi macro-obiettivi che guideranno la "rigenerazione" del sistema agricolo e alimentare in Italia:

  • competitività del sistema alimentare
  • produzione energetica da fonti rinnovabili, riduzione delle emissioni, miglioramento della sostenibilità dei processi produttivi
  • miglioramento della capacità di adattamento ai cambiamenti climatici e prevenzione del dissesto idrogeologico.

Politici, ministri, parlamentari: tutti lo dicono, "L'occasione offerta dal Recovery non può essere sprecata" e anche il MiPAAF si è unito al coro durante l'audizione della ministra Teresa Bellanova sull'individuazione delle priorità nell'utilizzo del Recovery Plan (più propriamente detto Next Generation EU) in Commissione Agricoltura della Camera.
"Il nostro contributo al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si declina con un impianto strategico ancorato a tre parole chiave: visione, coraggio, scommessa - ha affermato con enfasi Bellanova - che indicano la policy per garantire al sistema agroalimentare nazionale le leve del cambiamento evidenziando una semplice verità: futuro verde e agricoltura sono strettamente interconnessi".

I progetti eleborati richiedono investimenti per circa 17 miliardi di euro. Altre proposte sono confluite nei progetti di cui sono capofila altri Ministeri: banda larga nelle aree rurali, capofila MiSE. Recupero dei borghi rurali, capofila MiBACT. Digitalizzazione della PA e dei servizi ai cittadini, capofila Ministero dell'Innovazione. Osservazione della terra, capofila Presidenza del Consiglio.

"Una trasversalità e una connessione non casuali - ha evidenziato Bellanova - perché l'interconnessione tra i quadri di conoscenza e tra i relativi programmi è condizione essenziale della bontà e realizzabilità del Piano più complessivamente intenso".

Come rigenerare la filiera

La definizione delle priorità agroalimentari del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha impegnato MiPAAF, CREA e ISMEA.
Nel definire il contributo della filiera al PNRR, il Ministero si è focalizzato sul rilancio economico del Paese e sul processo di transizione verde e digitale dell'intera economia. La rigenerazione del sistema deve passare attraverso:

  • l'ammodernamento delle imprese, delle filiere, delle reti logistiche
  • la lotta al dissesto idrogeologico
  • la tutela delle risorse non rinnovabili
  • la tutela e la valorizzazione della biodiversità
  • la tracciabilità e la trasparenza sull'origine dei cibi
  • la promozione internazionale
  • la sostenibilità integrale e sicurezza nei controlli, la tutela del lavoro
  • la centralità delle aree interne.

Nel definire i progetti strategici per il settore, tenuto conto delle indicazioni della Commissione europea, il MiPAAF ha individuato sei priorità:

  1. Intercettare gli obiettivi strategici contenuti nei diversi documenti di indirizzo e programmazione elaborati dalla Commissione europea, come il Green deal, Farm to Fork, Biodiversità e le proposte di riforma della PAC post 2020, caratterizzate dal cosiddetto New delivery model;
  2. Elaborare proposte complementari e sinergiche a quelle che saranno inserite dalle Regioni nell'ambito dei futuri Programmi di sviluppo rurale;
  3. Elaborare proposte che non potranno essere inserite nei futuri Programmi di sviluppo rurale, in quanto di rilevanza nazionale o sovra regionale o perché difficilmente finanziabili, se non in tempi lunghissimi;
  4. Affrontare e risolvere carenze strutturali storiche e imprimere un impulso decisivo allo sviluppo economico del settore;
  5. Elaborare proposte innovative in grado di essere realizzate in tempi compatibili con quelli strettissimi che saranno imposti dalle regole comunitarie;
  6. Incidere in maniera permanente sull'economia e sull'occupazione dei settori a monte e a valle di ciascun investimento.

Il parco progetti così elaborato dal MiPAAF ammonta a circa 17 miliardi di euro.

Ammodernare il sistema produttivo per migliorare la competitività

Gli obiettivi del parco progetti sono davvero impegnativi. Il primo fa riferimento alla competitività della filiera agroalimentare: qui i cluster includono i contratti di filiera. Si tratta di interventi sovraregionali, volti al potenziamento delle relazioni verticali in filiere strategiche, che difficilmente potrebbero essere realizzati con i fondi regionalizzati dello sviluppo rurale. Il fabbisogno di intervento pubblico in questo ambito è emerso quando sono state attivate specifiche iniziative con il Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC). 
Altri progetti in questo ambito riguardano le infrastrutture logistiche agroalimentari e della pesca, che mirano allo sviluppo del potenziale esportativo delle piccole e medie imprese agroalimentari italiane. Anche in questo caso, la natura sovraregionale dell'iniziativa renderebbe assai complessa la realizzazione con i fondi dello sviluppo rurale. 
Ma soprattutto "rigenerazione dei sistemi produttivi", ad iniziare da quelli che possono permettere al nostro Paese di riconquistare una posizione leader a livello mondiale facendo leva sullo straordinario patrimonio di biodiversità che caratterizza il nostro Paese. Vanno ammodernati impianti di trasformazione, stoccaggio e confezionamento, bisogna favorire il riutilizzo dei sottoprodotti dei processi di lavorazione e la riduzione delle emissioni. 

Più a monte, l'agricoltura deve essere meccanizzata per promuovere un'accelerazione della transizione verde e digitale anche nel settore primario, grazie alle più moderne tecnologie in materia di agricoltura di precisione, digitalizzazione, interconnessione, miglioramento delle prestazioni, riduzione dei consumi e delle emissioni, maggiore sicurezza sul lavoro per gli operatori, con conseguente riduzione degli infortuni, miglioramento della produttività e della sostenibilità alimentari.

La sostenbilità

Il secondo macro-obiettivo riguarda l'incremento di energia prodotta da fonti rinnovabili, la riduzione delle emissioni e il miglioramento della sostenibilità dei processi produttivi.
In questo ambito i progetti del MiPAAF riguardano lo sviluppo del biometano, attraverso la riconversione e il potenziamento degli impianti di digestione anaerobica agricoli, la riconversione di impianti di biogas, la realizzazione di nuovi impianti per la produzione di biometano e la sostituzione di mezzi meccanici obsoleti e a bassa efficienza con mezzi alimentati a metano/biometano.

Gli interventi, secondo il MiPAAF, consentirebbero di risolvere, sulla base dei criteri di promozione dell'economia circolare, anche diversi aspetti legati alla gestione delle deiezioni animali, in particolare nelle Zone Vulnerabili ai Nitrati.

L'altro progetto in questo contesto riguarda la realizzazione di un Parco AgriSolare, mettendo a valore i tetti degli edifici produttivi agricoli distribuiti su tutto il territorio nazionale e favorendo parallelamente il loro efficientamento energetico (es. coibentazione), anche nell'ottica del miglioramento del benessere animale.
La realizzazione del Parco AgriSolare Italia consentirebbe di migliorare la competitività delle aziende agricole, riducendo i costi di approvvigionamento energetico, che complessivamente rappresentano oltre il 20% dei costi variabili; dal punto di vista macro-economico, il progetto contribuirebbe alla decarbonizzazione del sistema energetico del Paese.

Climate change e dissesto idrogeologico

In questo terzo ambito, una proposta progettuale del MiPAAF si basa sull'esperienza maturata con l'attuazione del primo Piano Invasi, coordinato dal MIT, con l'obiettivo di realizzare il Piano di azione nazionale per aumentare la resilienza dell'agroecosistema irriguo. La proposta mira a integrare gli investimenti in corso e in programmazione ad opera di altri Ministeri sulle grandi reti di accumulo e distribuzione delle acque, con interventi di manutenzione sul reticolo minore di scolo e di efficientamento della gestione irrigua.

L'altro progetto riguarda la gestione forestale sostenibile, e ha l'obiettivo di sviluppare una filiera foresta-legno-energia attraverso l'incentivazione dell'utilizzo a cascata della materia prima "legno nazionale", con la creazione di reti di impresa forestali (che non sono finanziabili con la PAC), a fianco dell'attività di rimboschimento e miglioramento dei boschi esistenti.

A questi tre macro-obiettivi se ne aggiunge un quarto rivolto al rafforzamento della resilienza e vitalità dei territori rurali, a fronte del quale va letto il lavoro fatto con altri Ministeri sui borghi rurali e sulla banda larga in tutte le aree, comprese quelle a fallimento di mercato.

Tempi di esecuzione

La Ministra Bellanova si è soffermato sul fondamentale tema che riguarda la tempistica: "Nel PNRR non si possono inserire proposte non ben definite o con livelli di progettazione non adeguata. Il PNRR dovrà contenere solo proposte realizzabili in tempi certi".
Per quanto concerne le opere pubbliche, secondo Bellanova è necessario prevedere solo progetti almeno definitivi, con priorità agli esecutivi, vale a dire progetti che hanno ricevuto tutti i pareri previsti e sono pronti a partire, altrimenti il rischio di perdere risorse è altissimo.

Bellanova ha espresso la sua più grande preoccupazione: "che il sistema Paese non riesca a spendere i fondi disponibili nei tempi assegnati". Il successo, invece, passa anche dal rinnovamento della Pubblica Amministrazione, in termini di personale, competenze e strutture: aspetto determinante, senza il quale non si può pensare di affrontare una programmazione di questa portata

Tra i criteri di selezione dei progetti, occorre anche sottolineare una priorità che è stata aggiunta nell'ultima versione delle linee guida: scegliere quelli che, oltre ad essere allineati agli obiettivi europei, comportino investimenti in mezzi e tecnologie italiane per incrementare il reddito e l'occupazione in modo duraturo, a vantaggio anche dei settori a monte e a valle di quello direttamente beneficiario dell'intervento.

La Ministra Bellanova ha annunciato che nei prossimi giorni saranno avviate le consultazioni con i diversi portatori di interesse.


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