La Cina ai vertici della FAO

La Cina ai vertici della FAO

Qu Dongyu è il nuovo Direttore dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura. Sconfitta la francese Catherine Geslain-Lanéelle, candidata UE e già direttrice EFSA

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24

Giugno
2019

Qu Dongyu, con una maggioranza ampia, è diventato direttore generale della FAO succedendo al brasiliano José Graziano da Silva. Dongyu è il primo cinese e primo esponente di un Paese comunista a salire al vertice dell'agenzia delle Nazioni Unite. Ha sconfitto con 108 voti la francese Catherine Geslain-Lanéelle che ha ottenuto 71 voti, e il georgiano Davit Kirvalidze, che ha raccolto 12 preferenze. Un solo Paese si è astenuto nell'elezione, che è a voto segreto. Catherine Geslain-Lanéelle ingegnere agronomo, candidata dell'Unione europea e un passato all'Autorità per la Sicurezza Alimentare dove è stata direttrice dal 2006 al 2013, sarebbe stata la prima donna a dirigere la FAO e la prima europea in 40 anni. Ma è andata diversamente.

"La data è storica", ha dichiarato il neo direttore, 55 anni, biologo e vice ministro dell'Agricoltura, sottolineando che farà di tutto per essere imparziale e neutro nel corso del suo mandato che durerà fino al 2023. La data è storica anche perché è la prima volta che un esponente di un Paese dove non sono rispettati i diritti umani diventa direttore di un'agenzia che ha come "core business" proprio i diritti umani.
Dal palazzo romano della FAO, Pechino potrà occuparsi dell'Africa, dove ha già una presenza consolidata da massicci investimenti e in via di ulteriore rafforzamento grazie alle infrastrutture promesse dalla Belt and Road Initiative.

Il premier Giuseppe Conte ha espresso le sue congratulazioni al neo eletto e la disponibilità a "lavorare a stretto contatto per affrontare le nostre sfide comuni". "Siamo soddisfatti di questo risultato che ha decretato l'elezione al primo scrutinio di Qu Dongyu - ha detto invece il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio - visti il rapporto di amicizia e i recenti accordi bilaterali" tra Italia e Cina.


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