Insetticidi: stop al thiacloprid in UE

Insetticidi: stop al thiacloprid in UE

Approvata la proposta della Commissione di non rinnovare l'autorizzazione all'uso del neonicotinoide sistemico che danneggia anche gli impollinatori. E il PE boccia Commissione e Paesi Ue su tutela api

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23

Ottobre
2019

La maggioranza dei governi del Consiglio dell’Unione europea ha votato contro il rinnovo della licenza (scadenza aprile 2020) dell’insetticida neonicotinoide thiacloprid, che viene applicato a colza, cereali, patate e ortaggi. L’atto formale con cui verrà sancito il mancato rinnovo della licenza per il thiacloprid sarà adottato ufficialmente entro l’autunno.

Il thiacloprid è un insetticida sistemico contro gli scarabei pollinici e gli afidi che trasmettono il virus del mosaico giallo della rapa nei semi di colza e gli afidi nelle patate. Ha anche unnulla osta di emergenza per il controllo degli afidi che diffondono il virus nelle barbabietole da zucchero e può anche ridurre i danni causati dai parassiti al grano e dagli afidi in diverse i verdure, compresi i piselli.

Uno studio condotto dall’EFSA ha definito il thiacloprid come “presunto” tossico per il sistema riproduttivo, oltre che rischioso per la concentrazione di metaboliti nelle acque di falda, e non ha potuto escludere un possibile impatto sulle api a causa delle lacune nei dati disponibili.

Nel 2013 l’Unione europea ha vietato l’utilizzo di tre neonicotinoidi imidacloprid, clothianidin e thiamethozam sulle colture fiorite per i loro impatti sulle api, e nel 2018 ha esteso il divieto per comprendere colture come cereali invernali e barbabietole da zucchero. Il thiacloprid ha un meccanismo d’azione simile a quello dei tre neonicotinoidi già banditi e la sua molecola è fra quelle più frequentemente rilevate anche nel polline raccolto dalle api (Api, il bottino avvelenato, Greenpeace, 2014).

Il 21 ottobre, la Commissione Ambiente del Parlamento europeo, con 62 voti favorevoli a 4, e 7 astensioni aveva definito "inaccettabile che gli Stati membri si oppongano alla piena attuazione delle linee guida dell’EFSA del 2013", mandando alla Commissione UE un messaggio chiaro: il testo proposto "Introduce solo modifiche (…) per quanto riguarda la tossicità acuta per le api mellifere, ma rimane in silenzio sulla tossicità cronica per le api mellifere, nonché sulla tossicità per bombi e api solitarie", "non rappresenta gli sviluppi più recenti delle conoscenze scientifiche e tecniche e non cambierebbe il livello di protezione già in essere".
La Commissione Ambiente "invita pertanto la Commissione a presentare un nuovo progetto basato sulle ultime conoscenze scientifiche e tecniche. L’esecutivo dovrebbe inoltre sfruttare appieno i propri poteri per ottenere la presentazione di una proposta adeguata".

Secondo Greenpeace, per evitare però che i tre insetticidi vietati nel 2018, a cui si aggiungerà il thiacloprid, vengano sostituiti da altre sostanze chimiche altrettanto dannose, è indispensabile applicare i migliori standard di valutazione disponibili a tutti i pesticidi attualmente in commercio, e questi al momento sono forniti dalle linee guida dell’EFSA del 2013. Ma tali linee guida non sono mai entrate ufficialmente in vigore a livello europeo: la Commissione UE fino allo scorso anno ha provato in più occasioni a ufficializzare questi standard, ma non si è mai raggiunto un numero sufficiente di Paesi membri a favore.

Bozza tutela api: troppo debole. Bocciata, è tutto da rifare

Con 533 voti a favore, 100 astenuti e 67 contrari la plenaria dell'Europarlamento ha respinto la bozza di regolamento della Commissione UE per l'adozione di criteri per la protezione delle api nel processo di autorizzazione dei pesticidi. Secondo la maggioranza degli eurodeputati, le disposizioni previste dall'Esecutivo europeo sono troppo deboli e condizionate dall'opposizione dei Paesi membri. Le linee guida EFSA del 2013 sono state sempre considerate troppo stringenti dagli Stati membri, che hanno bocciato tutte le proposte presentate dall'Esecutivo da 5 anni a questa parte.
Il rigetto dell'Eurocamera impone di ricominciare da capo. "Non è una buona notizia per le api - ha twittato il commissario competente Vytenis Andriukaitis - non stavamo abbassando l'attuale livello di protezione. Eravamo riusciti a ottenere l'approvazione di 19 Stati membri, ma ora siamo tornati al punto di partenza e questo è deplorevole".


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