Il timidissimo Decreto Clima

Il timidissimo Decreto Clima

Il Green New Deal parte con un fondo di soli 450 milioni di euro. I tagli ai sussidi dannosi per l’ambiente sono stati rinviati alla legge di Bilancio 2020

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11

Ottobre
2019

È stato approvato dal Consiglio dei Ministri il Decreto Clima che definisce misure per 450 milioni di euro a favore dell'ambiente. Si spera che si tratti di un piccolo assaggio di quanto sarà contenuto nella prossima Legge di Bilancio. Il confronto con le deliberazioni del Governo tedesco contro i cambiamenti climatici - 50 miliardi di euro - fa abbassare gli occhi.

Per il ministro dell’Ambiente Sergio Costa il decreto clima è "il primo atto normativo del nuovo governo che inaugura il Green New Deal: il primo pilastro di un edificio le cui fondamenta sono la Legge di Bilancio e il Collegato Ambientale, insieme alla legge Salvamare, in discussione alla Camera, e a Cantiere Ambiente, all’esame del Senato".
“Tengo a precisare - ha aggiunto Costa - che la riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi, inizialmente prevista nel Decreto Clima, è contemplata nella Legge di Bilancio. La nostra idea è fare un taglio costante negli anni, da qui al 2040, ma senza penalizzare nessuno. Con le necessarie limature e concertazioni cercheremo di dar luce al miglior provvedimento possibile, con l’obiettivo principale di tutelare l’ambiente, salvaguardando al tempo stesso il nostro sistema produttivo”.
Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha precisato che "il DL Clima è un primo assaggio del cosiddetto Green New Deal, ma stiamo lavorando ad altri progetti che dipaneremo tra pochi mesi". Conte ha fatto riferimento a due progetti pilota nelle rinnovabili: “Uno è quello che varerò tra pochi giorni a Ravenna, dove sarà inaugurata una piattaforma che consentirà di ricavare energia dal moto ondoso. Poi c’è il progetto, ormai a portata di mano, dell’idrogeno: un’energia pulita, a disposizione, che costerà sempre meno“.

DL Clima

Riforestazione e bonifiche. 30 milioni destinati alla piantumazione e al reimpianto degli alberi e alla creazione di foreste urbane e periurbane nelle città metropolitane. Saranno aumentati i poteri e le risorse dei commissari che si occupano delle bonifiche delle discariche abusive e della depurazione delle acque.

Dati Ambientali. L’Ispra, l’Istituto superiore per la ricerca ambientale di cui si avvale il ministero dell’Ambiente, realizzerà un database pubblico, grazie a una dotazione di 1 milione e mezzo di euro, per la trasparenza dei dati ambientali. I concessionari di servizi pubblici dovranno rendere disponibili in rete i risultati delle rilevazioni effettuate.

Bonus mobilità. Stanziato un fondo di 255 milioni di euro per l'incentivo alla rottamazione delle auto fino alla classe euro 3, per un massimo di 1500 euro, e per i motocicli euro 2 e euro 3 a due tempi per un massimo di 500 euro fino al 2021. Il bonus potrà essere utilizzato per l’acquisto di abbonamenti ai mezzi pubblici, servizi green e bici anche a pedalata assistita. Gli incentivi all’abbandono dei mezzi più inquinanti sono destinati ai cittadini residenti nei Comuni sopra i 100mila abitanti o delle aree sottoposte a infrazione europea per la qualità dell’aria, riguardando circa 25 milioni di italiani.

Trasporto pubblico ed eco-scuolabus. Per l’ammodernamento delle corsie preferenziali o la loro realizzazione nelle città viene istituito un fondo da 40 milioni di euro per i Comuni. Viene creato un fondo da 20 milioni di euro per realizzare o implementare il trasporto scolastico per gli alunni delle scuole elementari e medie con mezzi ibridi, elettrici o non inferiori a euro 6.

Green corner. Destinati 20 milioni ai commercianti (il contributo per ogni negozio è di 5mila euro) che nei loro esercizi realizzeranno un green corner per la vendita dei prodotti sfusi o alla spina, a patto che non optino per i contenitori monouso. L’incentivo è distribuito in base all’ordine di presentazione delle domande fino a esaurimento dei fondi per gli anni 2020 e 2021.

Critiche dal mondo ambientalista

Per Greenpeace il decreto clima "sostanzialmente non è un decreto sul clima, dato che inciderà davvero molto poco sulla lotta all’emergenza climatica in corso, per cui occorrerebbero provvedimenti ben più radicali. A partire da una seria svolta pro-rinnovabili e da una drastica rimodulazione dei sussidi ai combustibili fossili".

Per Angelo Bonelli dei Verdi "il decreto clima approvato oggi è un accrocchio di norme, alcune insignificanti, messe insieme per dare un titolo e fare finta di occuparsi seriamente dei cambiamenti climatici".


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