Il futuro del biologico italiano

Il futuro del biologico italiano

AssoBio ha presentato un progetto per individuare, dalla terra alla tavola, il prezzo giusto dei prodotti biologici e salvaguardare sia le aziende agricole sia i consumatori

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

22

Gennaio
2020

"Per assicurare un futuro prospero alla filiera del biologico e garantire al consumatore un prodotto sano e sicuro, dobbiamo salvaguardare prima di tutto gli agricoltori": l'affermazione è di Roberto Zanoni, presidente di AssoBio, l’associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici e naturali. Durante il convegno BIO: il prezzo è giusto? tenutosi lo scorso 16 gennaio a MarcabyBolognafiere si è discusso proprio del prezzo giusto da identificare per i prodotti biologici, operazione che richiede agli acquirenti - buyer delle aziende di produzione che comprano le materie prime (ortofrutta, grano, pomodoro, latte) o buyer della GDO - un contributo fondamentale.

Ancora Zanoni: "Vogliamo che durante l'atto di acquisto si accenda nella testa del buyer una lampadina che gli faccia sorgere un dubbio in merito al prezzo se quest'ultimo è troppo basso".

In base ai dati ISTAT, negli ultimi 27 anni il numero delle aziende agricole italiane è diminuito fortemente: il 62% ha chiuso i battenti. AssoBio ha commissionato uno studio proprio per impedire che ciò avvenga anche nel mondo del biologico: "è fondamentale che l’azienda agricola abbia il giusto compenso affinchè i valori del biologico siano rispettati da tutta la filiera” ha aggiunto Roberto Zanoni. E quando il compenso è giusto? Quando il prezzo che spetta all’agricoltore/allevatore per un prodotto biologico coltivato/allevato in Italia nel pieno rispetto dei principi e delle norme di agricoltura/allevamento biologico stabilite dall’UE possa remunerare legalmente e correttamente tutti i fattori della produzione.

Secondo AssoBio è necessario istituite una "commissione unica nazionale che lavori su una filiera trasparente e correttamente tracciata in relazione alle zone di produzione per evidenziare i costi reali dei processi. Un lavoro da portare avanti assieme alle organizzazioni professionali e di concerto con il mondo dell’agricoltura convenzionale".

Il progetto sul prezzo equo sarà presentato al MIPAAF, alle associazioni di categoria, agli enti certificatori, a tutti i soggetti interessati. Il fine è quello di dare agli agricoltori biologici prospettive di sviluppo e incentivare gli agricoltori convenzionali alla conversione al biologico, raggiungendo così anche l'obiettivo di proteggere e/o rigenerare porzioni di suolo asfittico, in nome di una sostenibilità ambientale che giovi trasversalmente all'intero comparto e rappresenti una speranza di sostenibilità anche economica per tutta l’agricoltura italiana.

I costi di produzione

AssoBio ha incaricato e supportato FederBio Servizi nell'analisi delle linee tecniche di coltivazione e allevamento e dei costi di produzione nei diversi territori, a partire dalle produzioni più diffuse. Nel corso del convegno sono state presentate le linee tecniche e i costi di produzione per le filiere del pomodoro, del frumento, del latte e del formaggio; un'indagine che sarà allargata a molte altre produzioni italiane, fornendo così alle imprese e al mercato informazioni trasparenti e riferimenti certi per contratti di compravendita.
Paolo Carnemolla, agronomo, segretario generale di FederBio, ha presentato una relazione illuminante dal titolo "Come stabilire e garantire il giusto prezzo dei prodotti biologici italiani". FederBio Servizi in collaborazione con Università, centri di ricerca, esperti e operatori del settore elabora linee tecniche di produzione biologica in conformità piena al Reg. Ue 848/2018 per stabilire rese agronomiche attendibili e costi di produzione coerenti. Sono stati portati gli esempi di due filiere: pomodoro e frumento. E le note sono parecchio dolenti.

Il pomodoro da industria

La linea tecnica FederBio Servizi definita per il territorio del Nord Italia con valori economici riferiti al 2018, determina un costo di produzione di 9.000 euro/ettaro. Con la resa produttiva del convenzionale di 69 t/ha, il prezzo contrattato in ambito OI Organizzazione Interprofessionale Interregionale Nord Italia per il biologico di 130 euro/t è sufficiente a coprire i costi di produzione ma non il reddito dell’agricoltore. Con la resa produttiva effettiva del biologico il prezzo avrebbe dovuto essere di almeno 180 euro/t solo per coprire i costi di produzione.

Il frumento

La linea tecnica FederBio Servizi definita per il territorio del Nord Italia per il frumento tenero con valori economici riferiti al 2019 determina un costo di produzione di 1.950 euro/ettaro.
Con la resa produttiva del convenzionale di 7,5 t/ha, il prezzo medio stabilito in ambito borsa merci CCIAA di Bologna di 210 euro/t determina una produzione lorda vendibile di 1.575 euro/ettaro.
Con la resa produttiva del biologico di 5 t/ha il prezzo medio stabilito in ambito borsa merci CCIAA di Bologna di 282 euro/t determina una produzione lorda vendibile di 1.410 euro/ettaro.
Non solo la produzione lorda vendibile è più elevata nel convenzionale, ma con i prezzi della Borsa merci l’agricoltore biologico non copre nemmeno i costi di produzione: il prezzo non dovrebbe essere inferiore a 400 euro/t.

Tracciare per conoscere

Per AssoBio la tracciabilità rappresenta un altro degli strumenti principali per garantire un futuro da protagonista al biologico. Per attuarla è necessario un "patto di coerenza" tra tutti gli attori della filiera: dalle aziende agricole ai distributori di alimenti e servizi, fino al consumatore finale, tramite una piattaforma di tracciabilità che, propone ancora AssoBio, dovrà essere validata dal Ministero e dove tutti saranno obbligati a inserire i passaggi dell'intero processo produttivo.

AssoBio crede che per poter indirizzare in modo coerente i processi produttivi del biologico, sostenere tale mercato e proteggere l'ambiente, gli agricoltori debbano essere messi nelle condizioni di poter lavorare serenamente ed essere adeguatamente compensati. Purtroppo diventa necessario affermare un concetto ovvio ma che non si realizza nella realtà: "per il futuro del biologico e del pianeta è determinante pagare in modo corretto chi produce in maniera coerente".


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