G7 Ambiente:

G7 Ambiente: "I vecchi paradigmi di sviluppo economico? Archeologia politica"

Così il Ministro Sergio Costa in assemblea plenaria a Metz: “Credo che la dicotomia tra economia e tutela ambientale che ha caratterizzato il secolo scorso vada superata”

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06

Maggio
2019

Lotta alle disuguaglianze per la transizione ecologica e solidale, biodiversità e clima sono i temi del G7 dei ministri dell'Ambiente che si è aperto domenica 5 maggio 2019 a Metz in Francia e prosegue fino a lunedì 6. Oltre ai Paesi del G7, sono presenti rappresentanti di Cile, Egitto, Gabon, Isole Fiji, India, Indonesia, Messico, Niger e Unione europea; per l'Italia c'è il ministro Sergio Costa.

Metz si trova nel nordest della Francia, al confine con Belgio, Lussemburgo e Germania ed è stata scelta dal governo francese per la sua posizione emblematica e per il suo impegno per la riduzione delle emissioni di gas serra: la città ha investito 200 milioni di euro per costruire una centrale a biomasse, una eolica e una fotovoltaica. In questo modo è arrivata ad avere 1/3 del suo mix energetico da rinnovabili, che è l'obiettivo della Francia al 2030.

A inizio lavori il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa è intervenuto in plenaria:
“Io credo che la dicotomia tra economia e tutela ambientale che ha caratterizzato il secolo scorso vada superata: ci sono, oggi - ha detto il ministro - tutte le condizioni tecniche, scientifiche e politiche per farlo. Voglio fare un esempio di come il nostro impegno sia forte e concreto: dal 2025 in Italia non ci sarà più l’utilizzo del carbone. Siamo un grande Paese industriale e continueremo il nostro sviluppo, ma senza più carbone”.
“Crediamo che chi si ostina a concepire l’economia secondo i vecchi paradigmi produttivistici basati sul carbon fossile e sullo sfruttamento delle risorse e non secondo la green economy e le economie circolari, appartenga all’archeologia politica e sarà la storia a travolgerlo e a condannarlo come nemico del Pianeta. L’Italia vuole essere protagonista nella lotta al cambiamento climatico”. 

Mediterraneo: area ECA?

Costa ha incontrato l’omologo Ministro francese De Rugy: tra i temi discussi, è stato deciso di portare avanti un'iniziativa congiunta per ottenere la dichiarazione di un Emission Controlled Area - ECA (a basse emissioni di zolfo e ossidi di azoto) per l’intero Mediterraneo, al fine di dare uno contributo alla riduzione delle emissioni in atmosfera derivanti dal traffico marittimo e prevenire i conseguenti impatti dannosi sull’ambiente marino e sulla salute delle popolazioni delle aree costiere.

L’obiettivo è di adottare alla prossima Conferenza delle Parti della Convenzione di Barcellona sulla protezione dell’ambiente marino del Mediterraneo, che si svolgerà a Napoli il prossimo dicembre, una decisione che impegna tutti i Paesi del Mediterraneo a predisporre una proposta di dichiarazione del Mediterraneo quale area ECA da presentare all’Organizzazione Marittima Internazionale. Questa iniziativa deve includere adeguate misure di sostegno per consentire un contemporaneo adeguamento delle capacità infrastrutturali e operative delle imprese marittime che operano in Italia e negli altri Paesi Mediterranei, in modo da giungere preparati quando l’Area ECA sarà operativa (presumibilmente entro il 2023).

Il Ministro Costa sta avendo a Metz incontri bilaterali con tutti i suoi colleghi per sostenere la candidatura dell'Italia a ospitare la conferenza ONU del 2020, la COP26. Costa pensa a una "COP dei giovani", con i ragazzi in confronto diretto con i Ministri.


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