Funghi contro il declino cognitivo

Funghi contro il declino cognitivo

Consumarne 300 grammi a settimana dimezzerebbe il rischio di deficit delle capacità mentali. Merito dell'ergotioneina, un amminoacido antiossidante a antinfiammatorio

Questo sito utilizza cookies per facilitare la navigazione del sito.
Se navighi su foodandtec.com, acconsenti all'utilizzo dei cookie.

Consulta le Modalità di trattamento dei dati personali

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

18

Marzo
2019

Dalle allucinazioni alla massima lucidità mentale. Di questo sono capaci i funghi visto che i comunemente edibili sono un alimento in grado di mantenere giovane il cervello. Lo afferma uno studio, condotto a Singapore, che ha svelato che mangiare 300 grammi o più di funghi a settimana potrebbe dimezzare il rischio di declino cognitivo, ovvero di accusare quei deficit patologici delle capacità mentali che spesso rappresentano l'anticamera della demenza.

Pubblicato sul Journal of Alzheimer's Disease, lo studio è stato condotto da Lei Feng della National University of Singapore, che sta attualmente pianificando una sperimentazione clinica con una sostanza estratta dai funghi già sotto i riflettori perché precedenti studi ne avavano suggerito le potenziali proprietà anti-invecchiamento e anti-demenza. Si tratta dell'ergotioneina, un amminoacido assimilabile con la dieta con funzioni antiossidanti e antinfiammatorie.

In un precedente studio i ricercatori avevano notato che anziani con declino cognitivo presentavano un deficit di questa sostanza nel sangue. Nel nuovo lavoro gli esperti hanno analizzato il rischio di declino cognitivo, confrontando il consumo di sei funghi molto usati nella cucina asiatica, non così diversi per proprietà nutritive rispetto ai funghi della nostra tradizione gastronomica.

600 anziani sono stati seguiti per sei anni e sottoposti a batterie di test fisici e neurposicologici. È emerso che mangiare mezzo piatto di funghi a settimana (300 grammi circa) si associa a un rischio dimezzato di soffrire di declino cognitivo. Nel corso degli anni le abilità cognitive di queste persone miglioravano progressivamente. Oltre a contrastare il rischio di demenza senile, si potenziavano le capacità di concentrazione e la memoria.

"Questa correlazione è sorprendente e incoraggiante - dichiara Feng -. Sembra che un singolo ingrediente della tavola, peraltro facilmente disponibile, possa avere effetti ragguardevoli sulle funzioni cognitive".

The Association between Mushroom Consumption and Mild Cognitive Impairment: A Community-Based Cross-Sectional Study in Singapore


Condividi su: