Food & Made in Italy Summit: innovazione e sostenibilità sono essenziali

Food & Made in Italy Summit: innovazione e sostenibilità sono essenziali

Diversi gli spunti emersi dall'incontro de Il Sole 24 Ore sul rilancio della filiera: le nuove tecnologie sono mature, chi non innova e non è sostenibile, pagherà il costo più alto

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

09

Luglio
2020

Per approfondire l’impatto della recente pandemia sul settore agroalimentare, si è tenuto oggi il Food & Made in Italy Summit, organizzato dal Sole 24 Ore, un momento di confronto fra aziende e istituzioni sui temi dello sviluppo, della sostenibilità e dell’innovazione, per analizzare quali sono le priorità per rilanciare un settore che vale 538 miliardi di euro, dai campi agli scaffali, alla ristorazione e all’horeca, pari al 25% del Pil.
I lavori, moderati dalla giornalista del Sole 24 Ore Micaela Cappellini, hanno preso il via con l’intervento di Paolo De Castro, Coordinatore S&D Commissione Agricoltura Parlamento europeo, con il quale sono state approfondite le misure studiate per supportare il settore l’agroalimentare nel contesto conseguente alla pandemia.

La PAC

"La Politica agricola comune è uno dei capitoli legislativi più importanti del New Green Deal, il progetto lanciato dalla Commissione europea per traghettare l’Europa verso l’abbattimento delle emissioni gassose nocive e contribuire concretamente alla lotta contro i cambiamenti climatici. Ma per integrarsi e risultare efficace nel quadro del Green Deal, con le sue declinazioni strategiche Farm to Fork e Biodiversity - ha spiegato Paolo De Castro - questa politica sarà perfezionata e riformata nei prossimi due anni, per entrare in vigore nel 2023. Il nostro obiettivo è stabilire nuove regole per il settore incentrate su sicurezza alimentare e tutela dei consumatori. Un impianto normativo, adeguatamente finanziato con le risorse del Quadro pluriennale 2021-2027 e del piano post-Covid ‘New Generation Eu’, che dovrà incentivare e non penalizzare i nostri agricoltori e le imprese dell'agroalimentare a produrre di più con meno chimica inquinante"

Il tema della crescita sostenibile nel comparto agricolo è stato commentato dal Presidente Confagricoltura Massimiliano Giansanti: "Confagricoltura da sempre crede nell’innovazione finalizzata a un modello di sviluppo sostenibile, capace di valorizzare la qualità del prodotto, il capitale umano che c’è dietro e il patrimonio ambientale che rappresenta. Le imprese che per prime hanno investito in questa sfida sono diventate simbolo dell’agricoltura di oggi, capace di rispondere alle sempre maggiori attese da parte dei consumatori".

Innovazione, sostenibilità, territorio

Sostenibilità significa anche riduzione degli sprechi di cibo, filiere corte, packaging sostenibile, macrotemi tra più attuali per il settore: se ne è parlato con Giorgia Palazzo, Partner Expense Reduction Analysts, che ha offerto un quadro delle tendenze e delle proposte che stanno influenzando il mercato attuale e futuro, evidenziando che "il binomio innovazione e sostenibilità è una componente essenziale sia per la ripresa sia per la valorizzazione del made in Italy. La tecnologia è sempre più matura e meno costosa e il mercato è sempre meno disposto a venire a compromessi sui temi di responsabilità sociale; il vero costo per le aziende è scegliere di non innovare e rischia di essere un costo altissimo”.

Lo sviluppo di una filiera complessa come quella agroalimentare pone le sue basi sulla valorizzazione della vocazione del territorio e su un’adeguata integrazione della filiera produttiva con i sistemi territoriali di pertinenza: se ne è parlato con Claudia Merlino, Direttore Generale Cia Agricoltori Italiani, che ha affermato: "L’emergenza Coronavirus e, in particolare, le restrizioni per arginarne la diffusione, hanno riportato l’attenzione sull’importanza dell’agricoltura e dell’agroalimentare. In tale contesto, si è andata rafforzando la centralità del cibo made in Italy e, soprattutto, local, che ha spinto a una revisione dei processi di scambio, dal campo alla tavola, sempre più orientati alla realizzazione e allo sviluppo di sistemi produttivi a vocazione territoriale. La congiuntura socioeconomica scaturita dalla pandemia ha richiesto il superamento delle relazioni classiche per dare origine a vere e proprie reti d’impresa territoriale che puntano su tipicità agricole e alimentari del territorio, sul coinvolgimento attivo dei suoi attori, dagli agricoltori ai consumatori, passando per commercio e logistica, ma anche per enti locali e mondo della ricerca. Ne rappresentano asset distintivi, la valorizzazione delle materie prime e di produzioni di qualità certificata, la promozione dell’e-commerce agroalimentare e lo sviluppo di iniziative legate al turismo esperienziale".

Il ruolo del packaging

Food & Made in Italy Summit si è anche occupato del packaging per una distribuzione alimentare sostenibile: a discuterne sono stati Stefano Lazzari, Consigliere Pro Food Italia, Ceo Sirap Group, Marco Omboni, Consigliere Pro Food Italia, Sales and Marketing Manager Isap Packaging, e Nicola Ballini, Consigliere Pro Food Italia, General Manager ILIP.
"La supply chain degli imballaggi, in particolare di quelli plastici, ha garantito nel periodo di lockdown la filiera agroalimentare senza rotture di stock adattando le proprie capacità produttive con picchi che nel mese di marzo hanno raggiunto anche il +40% con inevitabili e puntuali flessioni dei mesi successivi” ha sottolineato Stefano Lazzari, Consigliere Pro Food Italia, Ceo Sirap Group.
Invece, secondo Marco Omboni, Consigliere Pro Food Italia, Sales and Marketing Manager Isap Packaging, "l’emergenza Covid ha messo in luce la necessità di valutare prodotti e materiali in chiave di sostenibilità globale, con particolare attenzione alla sicurezza del consumatore".

"La plastica e gli imballaggi plastici in particolare - ha dichiarato Nicola Ballini, Consigliere Pro Food Italia, General Manager ILIP - hanno bisogno di supporto per l’evoluzione che devono affrontare verso l’economia circolare".

Il punto di vista del MiPAAF
 

Il Summit ha visto intervenire in chiusura di mattinata Teresa Bellanova, Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, intervistata da Micaela Cappellini.
"L'agricoltura italiana nel corso del lockdown ha dimostrato la propria centralità. Ora tocca riconoscerlo e non dimenticarlo. L'Italia la propria parte l'ha fatta, adessoa tocca all'Europa - ha detto Bellanova -. Il Governo ha riconosciuto la centralità dell'agricoltura stanziando all'interno del decreto Rilancio 1.150 milioni a favore del settore. Un analogo riconoscimento deve venire dall'Europa sia in sede di riforma PAC sia nell'implementazione di risorse aggiuntive nella strategia del Green Deal che deve riconoscere il ruolo degli agricoltori a favore della sostenibilità".

Duranto l'incontro la Ministra ha parlato anche della crisi del settore della ristorazione. "Ho promosso un incontro con il ministro Patuanelli e con i rappresentanti del settore a cominciare dall'Associazione Cuochi - ha detto ancora la Bellanova -. Si tratta di un lavoro interministeriale anche perché la ristorazione non rientra nel perimetro del mio dicastero, tuttavia mi stanno a cuore le sorti del settore perché ne conseguono ricadute inevitabili sulla filiera agroalimentare. In particolare delle imprese e dei produttori, come quelli del vino che più hanno investito sulla qualità e su un posizionamento medio alto. Ma non solo. Per la crisi della ristorazione stanno pagando un duro prezzo anche il comparto ittico e quello dei salumi e formaggi. Tutto il comparto agroalimentare è coinvolto. E per questo sto cercando di promuovere il confronto alla ricerca di soluzioni".


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