Fondi UE per riuso acque reflue

Fondi UE per riuso acque reflue

Il progetto di Marche e Toscana metterà a sistema il riutilizzo delle acque di scarico nell'industria agroalimentare e in altre filiere

Questo sito utilizza cookies per facilitare la navigazione del sito.
Se navighi su foodandtec.com, acconsenti all'utilizzo dei cookie.

Consulta le Modalità di trattamento dei dati personali

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

11

Novembre
2020

Le acque reflue possono essere una risorsa riutilizzabile e possono anche svolgere il ruolo di vettore di energia e materiali da riutilizzare a loro volta. Questo si prefigge il progetto Ultimate, pensato per recuperare, trattare e riutilizzare le acque reflue industriali e municipali. In Italia viene realizzato da un pool che riunisce il consorzio Polo Tecnologico Magona di Cecina (Livorno), l'Università politecnica delle Marche, West Systems srl e il Consorzio Aretusa nato nel 2001 per la realizzazione e la gestione di un impianto di trattamento delle acque di scarico dei depuratori di Cecina e Rosignano (Livorno) così da renderle idonee ad essere nuovamente utilizzabili in attività industriali.

Il progetto finanziato dall'UE, della durata di quattro anni, è animato da un partenariato europeo composto da 28 aziende e centri di ricerca, provenienti da oltre 10 Paesi tra cui l'Italia.

Ultimate intende dimostrare i molteplici usi delle acque reflue municipali e industriali attraverso nove dimostrazioni in Europa, nei settori agroalimentare, della chimica e delle biotecnologie.

I partner italiani sfrutteranno dunque il cofinanziamento europeo per potenziare l'impianto di trattamento esistente aumentandone da un lato la capacità produttiva fino al limite progettuale di 4 milioni di metri cubi annui e dall'altro, mediante il consolidamento e l'incremento della qualità del refluo trattato, aumentandone la quantità complessiva disponibile.

Fonte: ANSA
Image with a CC BY-SA 2.0 license


Condividi su: