Economia circolare: dagli scarti dell'uva nasce la carta

Economia circolare: dagli scarti dell'uva nasce la carta

Si chiama Crush Uva ed è prodotta da Favini la carta ecologica realizzata con sottoprodotti della filiera vitivinicola che sostituisce fino al 15% della cellulosa proveniente da albero

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

25

Settembre
2019

Crush Uva è il nome della carta ecologica realizzata con sottoprodotti della lavorazione del vino da Favini, azienda specializzata nella produzione di referenze grafiche sostenibili. Crush di Favini, di cui Crush Uva fa parte, raccoglie diversi esempi di economia circolare basate su materie prime alternative utilizzate per la fabbricazione della carta ecologica.

A settembre, mese associato alla vendemmia, è interessante ripercorrere la filiera dell’uva, dal vigneto fino, appunto, alla carta. La domanda di partenza è: quali sottoprodotti si generano lungo la filiera vitivinicola e come vengono utilizzati? Durante la vendemmia, i grappoli d’uva vengono raccolti per poi essere trasformati in vino. Il residuo della prima lavorazione dell’uva è la vinaccia, un sottoprodotto derivante dalla spremitura degli acini d’uva. La vinaccia viene recuperata e utilizzata per produrre distillati. Dalla distillazione si generano altri sottoprodotti: i vinaccioli, cioè i semi dell’acino d’uva, e la vinaccia dealcolata. Dal vinacciolo si ottiene l’olio di vinacciolo, mentre la vinaccia dealcolata viene utilizzata come riempitivo per il mangime animale.
Dopo queste diverse fasi, la vinaccia dealcolata, cioè il residuo derivante dalla spremitura dei grappoli e i successivi processi di lavorazione, viene essiccata e micronizzata. La farina ottenuta nel mulino dedicato nello stabilimento di Rossano Veneto di Favini, viene mescolata con acqua e fibre naturali per produrre la carta ecologica Crush Uva. Grazie a questo processo, i sottoprodotti della lavorazione del vino permettono un risparmio del 15% di fibre vergini e diventano una materia prima alternativa preziosa.
A questo punto la carta può essere utilizzata e trasformata per realizzare diverse applicazioni, come packaging e cataloghi, etichette, immagini coordinate, inviti e notebook.

L’esempio più recente, appena lanciato a Label Expo, è il nuovo materiale sviluppato da Avery Dennison per le etichette vino utilizzando Crush Uva con speciale trattamento per resistenza all’umido.
L’articolo è inserito in una gamma che comprende anche Crush Citrus e la nuova Crush Barley, per liquori a base di agrumi e orzo.

Le altre filiere

Oltre ai sottoprodotti derivanti dalla lavorazione dell’uva, in Favini vengono processati anche i residui di kiwi, mais, caffè, mandorle, nocciole, olive, agrumi, ciliegie e lavanda, per la produzione della gamma di carte ecologiche Crush.
Gli stessi principi di economia circolare sono applicati nella cartiera dagli anni '90 con il brevetto di Shiro Alga Carta prodotta con le alghe in eccesso della Laguna di Venezia, e dal 2015 con Remake, la carta da up-cycling (riuso creativo) di sottoprodotti di pelletteria.

Crush è certificata FSC, realizzata con EKOenergia, senza OGM e contiene 40% di riciclato post consumo. Il prodotto e il processo produttivo sono protetti da brevetto europeo. Utilizzando scarti agroindustriali e EKOenergia, il carbon footprint è ridotta del 20%.
La grammatura va da 90 a 350 g/m2. Tutte le realizzazioni continuano la loro vita, se correttamente riciclate nella raccolta differenziata della carta.


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