Dall'Italia i

Dall'Italia i "Caschi verdi" a tutela del patrimonio mondiale UNESCO

Il Ministero dell’Ambiente e l’Organizzazione ONU creano la "Rete internazionale di esperti ambientali"

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02

Dicembre
2020

La notizia ci inorgoglisce: è stato siglato un accordo tra il Ministero dell’Ambiente italiano e l’UNESCO per avviare il nuovo programma International Environmental Experts Network a sostegno di aree protette e territori riconosciuti sul piano mondiale per gli elevati valori naturalistici. L’intesa è stata raggiunta il 1 dicembre 2020 dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa e la direttrice generale dell’UNESCO Audrey Azoulay.

Con la firma dell’accordo viene lanciata la prima "Rete internazionale di esperti ambientali" a favore di siti patrimonio mondiale, Intangible heritage, riserve della biosfera e geoparchi UNESCO, che sarà impegnata ad aiutare sul campo enti gestori e tecnici in azioni di conservazione, gestione, formazione ed educazione ambientale.

Un'idea del Ministero dell'Ambiente italiano

L’iniziativa nasce da un disegno avviato dal Ministro Costa e dalla direttrice Azoulay due anni fa, i cosiddetti "caschi verdi", e in seguito condiviso con il Ministero degli Affari esteri e la Commissione nazionale italiana per l’UNESCO. Dopo una prima sperimentazione, avviata in Italia anche grazie al supporto tecnico-scientifico di ISPRA, il Decreto Clima, approvato nel dicembre 2019 dal Parlamento Italiano, decise la creazione del programma sperimentale Caschi verdi per l’ambiente per realizzare iniziative di collaborazione internazionale a tutela e salvaguardia ambientale e di contrastare gli effetti derivanti dai cambiamenti climatici in aree di pregio naturalistico riconosciute dall’UNESCO.

UNESCO International Environmental Experts Network

A un anno dall'iniziativa italiana, nasce così il programma internazionale UNESCO: gli Environmental Experts saranno selezionati dall’organizzazione delle Nazioni Unite con apposite call per raccogliere il migliore expertise mondiale su tutela, gestione valorizzazione delle aree protette, e interverranno per assicurare un qualificato supporto tecnico in materia di conservazione e salvaguardia degli ecosistemi e della biodiversità, mitigazione e adattamento agli effetti dei cambiamenti climatici, formazione, educazione e divulgazione ambientale a favore di giovani e comunità.

Aperto a tutti gli Stati come potenziali donatori, il nuovo programma UNESCO promosso dall’Italia intende offrire soluzioni concrete e progetti da avviare in ogni regione continentale per far lavorare insieme biologi, geologi, forestali, naturalisti, educatori e formatori, manager di parchi e aree naturali protette, autorità locali, ONG, portatori d’interesse.
Ad oggi l’UNESCO ha riconosciuto 252 siti Patrimonio Mondiale per criteri naturali in oltre 100 Paesi, 161 Geoparchi in 44 Paesi, 714 riserve della biosfera in 129 Paesi, di cui 21 siti a carattere transfrontaliero, oltre a diversi elementi del patrimonio immateriale riconosciuti in aree protette e parchi nazionali, come il Cilento e l’Isola di Pantelleria in Italia.

L'Italia, un esempio

La Rete di Esperti Ambientali si inserisce pienamente nel mandato istituzionale UNESCO, quello di costruire un futuro di pace e di reciproco rispetto facendo leva sul dialogo tecnico-scientifico e sulla partecipazione.
L’iniziativa sarà presentata in occasione del prossimo G20 che l’Italia presiederà nel 2021 come strumento operativo avviato in quei territori di eccellenza che da quasi 50 anni l’UNESCO seleziona.
"Coniugare la biodiversità e la cultura - ha affermato il ministro Costa - è fondamentale per tutelare la vita del pianeta. L’Italia sarà sempre al fianco dell’UNESCO: i temi di questa intesa sono fondamentali per costruire una nuova alleanza planetaria".

"Crediamo molto in questo progetto comune - ha dichiarato la direttrice generale Unesco Audrey Azoulay -. Citeremo l’Italia come esempio, anche negli incontri internazionali".

Il Ministero dell'Ambiente italiano è impegnato ad alzare, insieme all’UNESCO, il livello mondiale di expertise sulle aree protette e su siti sensibili sul piano ambientale proprio mentre si stanno pianificando, a livello nazionale e mondiale, le iniziative da adottare per attenuare le conseguenze della pandemia, accrescere la resilienza delle società, inserire in un’ottica verde e di neutralità climatica le economie, individuare più ambiziosi target di tutela della biodiversità.

Foto: Lago Bagno dell'Acqua di Pantelleria - Andrea Belvisi
 


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